Carlo Recalcati, ex ct di Italbasket, commenta anche la stagione di Olimpia Milano nell’intervista concessa al QS.
“È stata una stagione complessa, il livello della competizione è molto alto e gli infortuni hanno sicuramente un impatto, pur su roster molto lunghi. L’Europa ora è un discorso chiuso, per il campionato conta la condizione all’inizio dei playoff”
“La collocazione di Mirotic ha creato qualche problema all’inizio. Milano ha trovato il passo migliore quando è tornato a giocare in ala forte. È sicuramente belle e affascinante testare dei quintettoni, ma se guadagni in prevalenza fisica perdi nella gestione palla. Il Real Madrid insegna: nei momenti chiave hanno tre piccoli, visto che in ala piccola ci trovi Rudy Fernandez”

È stato Messina a creare problemi da subito, con la sua idea di quintettone che vedeva Mirotic fuori ruolo, da tre. Per provare questa utopia, Mirotic è stato schierato sempre, in Eurolega quanto in LBA e la pessima gestione della sua tendinopatia cronica ha portato all’infortunio che l’ha tenuto fuori un paio di mesi.
Quindi per apprezzare Nikola nel suo ruolo di ala forte ci sono voluti 4-5 mesi, quando bastava che Messina lo schierasse subito da 4 solo in Eurolega risparmiandgoli la LBA. Col minor minutaggio l’infortunio probabilmente sarebbe stato evitato o parzializzato, l’Armani, con Mirotic quasi sempre a disposizione in EL nel suo ruolo, probabilmente avrebbe portato a casa quel paio di vittorie in più che a fine stagione hanno fatto la differenza tra qualificarsi per i play in o restarne fuori.
Ovviamente tutti gli allenatori che parlono dell’annata dell’Olimpia, Gamba, Recalcati e Pozzecco etc, parlano sempre di problemi senza attribuire la responsabilità al colpevole, perché guai attaccare un collega. ma nell’Armani, che si tratti di mercato, di budget, di gestione del roster, di allenamenti, delle partite, di coaching, di cambi, di minutaggi etc etc, c’è una sola persona che decide tutto, quindi un unico responsabile, che si prende gli onori quando azzecca qualcosa, ma è giusto che si faccia carico di tutte le responsabilità per il disastro delle ultime due stagioni. Il suo nome è Ettore Messina, che però non paga dazio e quelle poltone le ha cosparse di Bostik e non si schioda.
Mi pare che Recalcati, a modo suo, sia stato chiarissimo: “Milano ha trovato il passo migliore quando [Mirotic ndr] è tornato a giocare in ala forte. È sicuramente bello e affascinante testare dei quintettoni, ma se guadagni in prevalenza fisica perdi nella gestione palla. Il Real Madrid insegna: nei momenti chiave hanno tre piccoli, visto che in ala piccola ci trovi Rudy Fernandez”!
Più chiaro di così…
Quello che emerge nel corso degli anni piu’ recenti, anche a valle di commenti tecnici di colleghi (allenatori e dirigenti) che osservano da fuori, e’ di un Messina che ha assunto il doppio ruolo adottando una gestione “a tentoni”, con poca cura del dettaglio e pochissima (se quasi nulla) capacita’ espressa di analisi e pianificazione. Poco dettaglio e misura nella cura del personale (players, anche umanamente/psicologicamente parlando), poca cura e rispetto nella gestione del suo pubblico e dei media (spesso insultato/i o deriso in sala stampa, episodi mai visti nelle mia breve storia con il basket), poca attenzione al dettaglio psicologico di una squadra crollata mentalmente piu’ volte nel corso della stagione, poca cura e attenzione al dettaglio nella gestione del minutaggio e degli infortuni che ne sono conseguiti, confusione tecnica nell’assegnazione e gestione dei ruoli. Sapendo che il personaggio (Messina) rimarrà al comando del club per gli anni a venire, ci aspettiamo tutti un miglioramento su tutti questi assi. Ma e’ importante che questi paletti valutativi comincino a essere evidenziati da chi questo lo fa di lavoro (l’analisi). Altrimenti non solo i responsabili ne escono impuniti, ma nessuno intorno a loro si rende conto del vero scempio che si nasconde sopra una superficie vagamente “calma”, inebriati da un nome e vittorie che ormai rimangono nel passato e hanno poco da spartire con ciò’ che si vede in campo nel presente.
la pessima presa di mirotic riesca di essere deleteria se davvero ci saranno gli addii di shields e melli, una vera genialata.
La realta’ dei fatti e’ che Messina ha avuto 5 anni per costruire una squadra “intorno a qualcosa o qualcuno”. In quel senso a mio modesto avviso e’ come andrebbe valutato un head coach: o costruisci un programma intorno a un “sistema” (assumendo che sistema > singoli giocatori) e riempi le caselle di conseguenza, oppure costruisci intorno a due/tre giocatori chiave (spesso si comincia da uno) e costruisci il sistema intorno a loro (sulla supposizione che hai fra le mani giocatori che prescindono da un sistema superiore). Non ci sono molte altre vie di mezzo, il resto e’ pura execution e fermezza decisionale. I fatti in casa olimpia parlano chiaro: non e’ stato perseguita ne’ la strada 1 (in quanto abbiamo oscillato avanti e indietro su vari assetti mai ben chiari e senza identità), e non si e’ presa la strada 2. Melli e Shield, anche ammesso e non concesso che siano giocatori a livello tale da costruirci un intero team intorno, sono stati utilizzati come risorse di un sistema confuso, e come tali sotto-utilizzati rispetto al reale potenziale. Lo stesso vale per Mirotic. La conversazione da fare realmente con Messina sarebbe sull’accordarsi relativamente a come e su cosa/chi si sta costruendo. Sistema o singoli (e se del caso, chi sarebbero i singoli su cui il resto ruota intorno). Messina dira’ che lui non la vede cosi’, ma non offre alternative concettuali. Questa secondo me e’ una critica costruttiva al di la’ del licenziamento che pure molti di noi (me incluso) chiedono vista la confusione di cui siamo preda e la mancanza di chiarezze su come uscirne.
Melli come italiano è tra i più forti perderlo sarebbe un peccato, shields pare sia infastidito dallo stipendio di mirotic, la confusione creata dalla società rischia oltre a non attrarre i campioni a far si che buoni giocatori pensino di andare altrove.
Per me non è solo una questione di stipendi. Mirotic è stato per anni il migliore giocatore di Eurolega, superiore a Shields. La confusione creata da Messina non è solo negli stipendi, ma anche nei ruoli. Melli è un 4 e Messina lo usava da 5. Mirotic è un 4 e Messina lo usava da 3. I giocatori si sono chiaramente accorti, da dentro lo spogliatoio, che Messina è un allenatore involuto. Sapendo che Messina resta nel doppio ruolo fino al 2026, Melli e Shields si guardano in giro per vedere se altrove possono andare a stare meglio per condizioni economiche e possibilità competitive. L’unico a rimanere potrebbe essere Miro che ha ancora due anni di contratto.