Punter alla Danilovic, Delaney ammazza-Maccabi. Chi ha paura di Belinelli?

guazzoni 8

L’Olimpia sbanca Tel Aviv dopo un’eternità: una grande risposta sul campo a chi festeggia il colpo di mercato Belinelli

Scrivo nonostante la censura perpetrata ai miei danni da Alessandro Maggi. Il popolo ha parlato: voleva che eseguissi quanto annunciato su Twitter (qui per capire) e me lo ha brutalmente vietato.

Editto bulgaro si sarebbe detto in altre epoche storiche. Per altro non è la prima volta in cui tarpa le mie ali entusiaste. E, in più, persevera nel non darmi modo di rispondere ai commenti su ROM: così finalmente esce la verità del mancato dialogo con i lettori, irrealizzabile finché non ci concede le autorizzazioni tecniche.

Ma io sono un professionista e non mi fermo. Non mi fermo perché l’adrenalina pompa nel cuore. Che partita! Non mi emozionavo così tanto davvero da tanto tempo. Punter alla Danilovic (iperbole, sia chiaro), Delaney di ghiaccio (Iceman, come Kimi), la rocca di Tel Aviv espugnata dopo 33 anni (eviterò di ricordare cosa successe allora poi). Altri, legittimamente, festeggiano per il clamoroso colpo Belinelli. Io dico: “Chi ha paura di Belinelli?”.

Malcolm Delaney, match-winner a Tel Aviv

Questa è una Squadra. Questi sono Uomini, Questi possono arrivare in cielo. E’ la risposta che serviva agli umori ondivaghi della piazza psichiatrica milanese. “Dovevamo prenderlo noi”. “Era il fit giusto”. “Bla, bla, bla”. Ma questo gruppo non va toccato. Non vanno modificati gli equilibri.

Milano ha trovato in Shields una perla rara e in Punter una pietra preziosa. Infilare un Belinelli – che ammiro e rispetto – in maniera random avrebbe vanificato tre mesi di duro lavoro. Il Mio Pastore avrebbe dovuto rimodulare i minuti, le gerarchie.

Quindi, Belinelli grande giocatore e benissimo arricchisca alla Virtus il valore del campionato. D’altronde sono loro quest’anno ad inseguire, sono loro a dover fare qualcosa per accorciare il gap e sono loro ora a dover far convivere Teodosic, Markovic, Adams e Belinelli. Saranno dei playoff incredibili – Covid permettendo -, senza scordare la coriacea Venezia (alla fine ci sono sempre).

Kevin Punter

Torniamo al Maccabi. Non amo gli americani in genere, non festeggio le loro tradizioni e trovo ridicolo – se non da internare – chi dice “happy Thanksgiving” e abita alla Barona. Ma vi ringrazio. Nomi e cognomi. Ringrazio Shields: prova maiuscola a 360 gradi, anche con i tap-in sbagliati (non avremmo avuto questo finale orgasmico).

Ringrazio Punter: era andata, colpo di teatro e gioco da quattro che resterà impresso nella nostra storia. Ringrazio pure DiBartolomeo per il fallo da tordo. Ringrazio Delaney: mi è sobbalzato il cuore. Ringrazio, soprattutto, Hines: chi non lo considera il migliore in campo è ipovedente o in malafede.

Ha fatto un milione di piccole cose decisive: i tap-out, i rimbalzi strappati, gli aiuti che costringono a cambiare le parabole, i cambi che non ti danno vantaggi. Ragazzi, uno così nell’era post-Meneghin non si è visto mai. Peccato sia “basso”, cit.

Kyle Hines

Ps. Novità dallo zainetto di LeDay?

Ps2 (di Alessandro Luigi Maggi). Notiamo per la seconda volta un Riccardo Moraschini escluso in EuroLeague. Il collegamento con lo zainetto di LeDay, che in questo caso non poteva essere protetto da Datome come in LBA (dove, guarda caso, il Morasca gioca), ci pare chiaro.

8 thoughts on “Punter alla Danilovic, Delaney ammazza-Maccabi. Chi ha paura di Belinelli?

  1. Grande Guaz!
    Noi, gioioso popolo di tifosi Olimpia godiamo per la seconda vittoria che non arrivava da più di 10
    anni e dopo la seconda vittoria contro una candidata alle F4.
    Godiamo e ci godiamo i nostri vecchietti e i loro bambini e il condottiero porta borracce.
    Godiamo pro Olimpia non contro qualcun altro.
    Soffriamo come bestie durante le partite e quando vediamo i nostri giocatori in difficoltà.
    Non li critichiamo, li supportiamo.
    Si chiama tifo, si chiama amore.

    PS
    Se vieni a fare il moderatore del blog, ti rivelo la verità dello zainetto. Zach me l’ha confessata.

  2. Appello ad Alessandro Maggi: Tra i commentatori dentro il Guazzoni e fuori i coglioni

  3. Grande serata. Di questi tempi ci vuole proprio. Solidità mentale e ghiaccio nelle vene da F4. Un grazie particolare a Di Bartolomeo. Secondo voi perchè Moraschini out? Normale turnazione, scelta tecnica, altro?

  4. Guazzoni profeta dell’orgasmo del metterla dentro, per 45 minuti!
    Dategli un microfono e una sedia, e la diretta Eurosport in alternanza con Meneghin!
    Fate precedere dalla scritta di avvertimento: warning! Strongly biased towards Olimpia AX Milano!

    Guaz mi fai ricordare che Punter sale sul terzo gradino del podio recente, dopo The Shot e The Block, per quei quattro punti a partita finita. With a little help from his friend 😉
    Per il resto sono d’accordo con quello che hai scritto, e mi piace pure!

    Tanto.

    Infine, ma solo per una parte di noi, i più innamorati, i più sofisticati, i più competenti (anche se non dovrei dirlo io, ma stavolta permettetemi), una parte di noi terrà in memoria per sempre il cross over del nostro vero centro, Kyle Hines, ai danni di Zizic.
    In un momento di distrazione generale in panchina Milano, ho visto chiaramente Zizic frugare freneticamente nello zainetto di LeDay per cercare il mistero: ma come ha fatto? Ma da dove è passato? Ma io c’ero?

    Grande Guaz!

  5. Il cross cover di Hines poesia pura.
    Sai come reagisco io a queste robe del nostro Vero Centro?
    Rido! Mi fa morire dal ridere!
    Buon umore e gioia di fronte alla bellezza della sua apperente semplicità.
    (anche il Chacho e Micov mi fanno spesso questo strano effetto)

  6. E comunque, in tema d’equilibrio interno alla Virtus e minutaggio/ responsabilità da redistribuire, Belinelli ha già bullizzato abass prendendo gli il numero di maglia😅…

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