Dossier Kyle Hines | Una leggenda di EuroLeague per l’Olimpia Milano

Kyle Hines sarà un giocatore di Olimpia Milano. Come per Davide Moretti, affare fatto con l’agenzia BeoBasket di Misko Raznatovic, che incassa anche la buonuscita per Amedeo Della Valle.
Kyle Hines | La storia
Kyle Terrel Hines di Sickerville, New Jersey, è sempre stato snobbato. «Bravo, assolutamente, e capisce quel che succede in campo. Ma un lungo di 198 centimetri, dove vuole andare?».
Non erano frasi rivolte al fratello di Tyler, un passaggio in Grecia al Peristeri. Ma parlavano di Kyle, e lo hanno accompagnato per buona parte della sua carriera.
Basti pensare a quello che successe alla High School di Timer Creek. Kyle Hines è stato, semplicemente, il miglior giocatore di sempre. Gli ricapiterà altre volte.
Con i suoi 1.523 punti complessivi segnati, è il primo di ogni epoca tra quelle quattro mura, meglio di suo fratello Tyler, che si fermò poco oltre 1.000.
Per il figlio di Reggie però, che sfiorò più volte l’Nfl in diversi training camps, la carriera pareva già finita lì. Nonostante i numeri, nessun college di prima fascia si fece avanti.
A parte Fran McCaffery. L’attuale head coach di Iowa, aveva visto quella che era l’unica verità: «Ma avete visto quanto sono lunghe le sue braccia?! I suoi 198 centimetri sono una bugia».
Allora, Fran, era il coach di USC, e gli Spartans ringraziano ancora, visto che in quattro anni Kyle Hines, per la seconda volta, diventa il miglior atleta di sempre nelle quattro mura che lo ospitano. Qualche award tanto per capirci?
Primo marcatore di sempre di USC. Primo rimbalzista di sempre di USC. Primo stoppatore di sempre di USC. Primo All-American della storia di USC. Primo giocatore di USC a veder ritirata la sua maglia, la 42.
Va bene, ma gli Spartans non sono mica Duke. No, ma a Duke Mike Krzyzewski si complimentò pubblicamente con questo spartano, e se proprio volete, sapete chi sono i 6 giocatori ad aver viaggiato in NCAA a 2.000 punti, 1.000 rimbalzi e 300 stoppate?
Alonzo Mourning, David Robinson, Tim Duncan, Pervis Ellison, Derrick Coleman e… Kyle Hines.
Tuttavia, anche per la Nba, Kyle è troppo basso. La delusione è tanta, ma durante la Summer League di Las Vegas il suo agente, è il 2008, lo informa che un coach italiano lo attende al McDonalds al Palms Casino Food Court. Quel coach è Andrea Trinchieri.
Mentre mangiavamo entrambi cheeseburger e torta di mele, il coach mi spiegò le grandi ambizioni della squadra per la stagione seguente. Parlò della bella atmosfera in città e di come mi sarei trovato bene. Parlammo per un’ora, e dopo la nostra conversazione decisi subito: chiamai il mio agente e gli dissi che volevo andare a Veroli e giocare per coach Trinchieri.La Giornata Tipo
Con Veroli sono due anni di gioie, e qualche dolore. Nella Legadue italiana Kyle non può che lasciare il segno, mettendo in fila due Coppa Italia e un titolo di mvp, ma mancando sempre la promozione.
Nella seconda annata, con Massimo Cancellieri in panchina, arriva la sconfitta nell’ultimo atto con la Dinamo Sassari…
Di fatto, da lì, nascono due storie. Il Banco di Stefano Sardara, e una leggenda del basket europeo. Kyle Hines arriva al Bamberg del secondo anno della gestione di Chris Fleming: grande slam nazionale, mvp delle Finals e dell’All Star Game.
Sarà quindi Olympiacos, due EuroLeague con Dusan Ivkovic e Georgios Bartzokas, e Cska, chiamato da Messina, ma ancora due volte alloro europeo con Dimitris Itoudis.
Per concludere: inserimento nell’All-Decade Team, 2 volte miglior difensore stagionale di EuroLeague, 2 Coppe Italia di Legadue, 1 campionato tedesco, 1 campionato greco, 6 Vtb. Kyle Hines.
