Dossier Shavon Shields | Un personaggio in cerca d’autore per l’Olimpia Milano
Dopo Davide Moretti e Kyle Hines, ecco il terzo colpo di Olimpia Milano Mercato. Arriva Shavon Shields, l’incubo dell’ultimo scudetto milanese. Talento puro, per una potenziale stella ancora tutta da costruire.

Shavon Shields | La storia
Will Shields è semplicemente colossale. Nel campus dell’Università del Nebraska, casa dei suoi Cornhuskers, è il più colossale di tutti. E’ d’altronde terra di Football quella, anche se gli anni più felici devono ancora arrivare, tra il 1994 e il 1997, con Tom Osborne in panchina e i trionfi senza sconfitte al Vinto Orange Bowl e al Vinto Fiesta Bowl.
Non sarà il più colossale poi, pur con i suoi 191 centimetri e 143 chili, ma d’altronde è l’NFL, e per Will le cose non si metteranno neanche troppo male.
Sempre i campo con i Kansas City Chiefs nella stagione da Rookie, come solo un tal quaterback dei Minnesota Vickings, Brett Favre, sarà 12 volte Pro Bowl in carriera, con inserimento nella Hall Fame della Lega e nella formazione ideale degli anni 2000, seppur nella squadra riserve.
Tuttavia, a noi, di quel che fece Will su un campo di Football, importa poco. Torniamo al campus dell’Università del Nebraska, dove dal 1989 Will è star della squadra della palla ovale, e Senia una studentessa danese in trasferta con la passione per il soccer. Si conosceranno da quelle parti nel 1992, e il 5 giugno 1994 nascerà il loro primogenito: Shavon.
Ufficialmente Shavon O’Day Shields nasce a Overland Park, seconda città per popolazione dello stato del Kansas. Ma la sua vita non può che essere legata all’Università del Nebraska.
Dopo aver riscritto la storia del liceo di Northwest, dice no a Texas Tech per il biancorosso che ha regalato all’NBA Tyronn Lue, Eric Piatkowski e Erick Strickland.
Il secondo Shields, non si fa troppo pregare. Certo, la maledizione del primo turno del tabellone NCAA resta (sette apparizioni dal 1986, sette eliminazioni, anche nel 2014 con Shavon), ma la crescita nei numeri è esponenziale.
Nell’anno da Sophomore è All-District, da Junior è il primo membro di All-American per Nebraska, da Senior diventa il quinto marcatore di sempre del college e finisce nell’All-Big Ten e nel terzo team dei giornalisti per la stagione.
Non verrà scelto in NBA, ma Shavon aveva già in testa l’Europa. Firma con gli Fraport Skyliners, freschi del successo in Fiba Europe Cup contro la Varese di Paolo Moretti.
Di quella stagione resterà impressa a Shavon la trasferta in Danimarca in casa dei Bakken Bears, la prima volta davanti a suo zio. Poi Trento, e tutto diventa noto.
