Modelli che perdono e crisi che vincono

La sedicesima giornata di #LBA si apre con l’ Aquila Basket Trento che travolge una Enel Basket Brindisi troppo brutta per essere vera. Buscaglia beneficia della dimensione atletica che deriva dai nuovi Dominique Sutton e Devyn Marble: impatto interessante da valutare dopo i giusti tempi di inserimento. Con un ottimo coach si può tornare a volare e Trento ce l’ha. A Meo Sacchetti credo basti mostrare il video di un paio di azioni del mezzogiorno trentino per allenare questa settimana.
Luca Vitali riscrive il libro dei record con altri 19 assist: la sua Basket Brescia Leonessa vola, asfaltando una Victoria Libertas Pesaro Basket che resta pienamente invischiata nella lotta retrocessione.
Stessa sorte per la Pallacanestro Varese, all’ennesimo stop interno che dimostra come il problema non fosse certo Moretti, e la Vanoli Basket Cremona, compagna di merende nell’inutile esonero di Pancotto. La Dinamo Sassari Official vince un’altra partita in cui gli avversari segnano col 7 davanti mentre Pistoia Basket 2000 c’è e macina W: Enzo Esposito parla poco e lavora molto. Un grande panchina lo deve necessariamente aspettare e si vedeva dai primi giri in Serie A.
La Reyer Venezia batte facile una Pallacanestro Cantù ancora più vicina alla lotta per la sopravvivenza che a quella per la postseason.
Nel posticipo serale è Fiat Torino Auxilium a regolare la S.S.Felice Scandone Avellino 1948. Torino è squadra da Playoff: la continuità è il doveroso obiettivo per il girone di ritorno, soprattutto lontano dal Pala Ruffini. Con Wright, Washington e White non puoi non arrivare nelle prime otto, se non più in alto. Irpini che soffrono troppo il doppio impegno, sebbene la #fibachampionsleague sia torneo decisamente minore: forse impattano di più i viaggi dell’impegno agonistico.
Chi non ha alcuna scusa di questo tipo, per imposizione federale accettata con grande leggerezza ( e forse accondiscendenza), è la Pallacanestro Reggiana. Altro giro, altra sconfitta, classifica pessima e trasferta di Sassari in arrivo. Che il roster reggiano fosse da quinto-settimo posto lo scrissi ad inizio stagione, che la soluzione sia il ritorno di Kaukenas francamente fa abbastanza sorridere. Da inizio stagione non si sa quali sono gli obiettivi Grissinbon: si parlò di “migliorare i risultati”, che vorrebbe dire scudetto (?), per poi virare su una generica “crescita degli italiani”. Ora, taluni sono ottimi (Aradori), qualcuno buono, come Della Valle, con però evidenti lacune su un lato del campo. Questa squadra, senza innesti stranieri forti, non va da nessuna parte, con buona pace degli adulatori del progetto italiano, che non si capisce come mai possa valere solo qui. Gli italiani forti, o meglio buoni, ci sono e giocano all’estero : i migliori in NBA, altri in Europa, qualcuno a Milano. Diversi, discreti, calcano i parquet della Lega Due, Moretti, Fantinelli e Candi su tutti, ma di certo ne dimentico altri. Inutile continuare a dipingere un quadro stinto come l’opera d’arte del secolo in ottica gestionale. Altrove si parlerebbe di crisi nera, esoneri e si sottolineerebbe come senza Lavrinovic e Kaukenas al meglio questo gruppo è squadra assolutamente media.
La JuveCaserta Basket Official vince secondo i dettami del suo coach Sandro Dell’agnello: sofferenza e lotta. Dopo qualche battuta d’arresto si conferma squadra che non mollerà un centimetro a nessuno.
Più a nord del Palabigi una discreta Olimpia Milano regola una coriacea Orlandina Basket, molto ben allenata ma alle prese col grossissimo problema della sostituzione di Fitipaldo, molto difficile dopo il girone d’andata del nuovo play del Galatasaray.
Standing ovation per Drake Diener: 7/11 da tre e la magia di un rilascio di palla che non ha eguali.
Ormai inutile sottolineare come gli uomini di Repesa brillino quando si alza il volume della difesa e di conseguenza ne nascano transizioni con tiri ad alta percentuale e ritmi offensivi elevati anche in caso di “secondaria”. Una partita da 37-19 a rimbalzo sarebbe potuta terminare con scarto ben maggiore, ma qui ha giocato un ruolo fondamentale l’ottimo atteggiamento degli uomini di coach Di Carlo, leader vero.
Nessun trionfalismo per i campioni d’Italia, attesi ora in campionato ad un possibile scivolone in Irpinia lunedì prossimo, dopo una settimana che porterà al Forum l’Olympiakos del “dio” Vassilis prima di rendere visita, ad inizio weekend, al Real di Llull e compagnia.
Positivo il reinserimento di Sanders, alla vigilia di questi impegni terribili, mentre brilla Simone Fontecchio, la cui crescita continua sulle note di una pulizia di gioco straordinaria.
Mantas Kalnietis sta tornando a fare quello che il suo talento giustifica in pieno, mentre qualcuno dovrebbe spiegare ad Awudu Abass che nel basket esistono anche i contatti e che si può affrontarli senza paura. Dada Pascolo dovrebbe invece cominciare a capire che se vuole fare il salto di qualità deve difendere; un’amnesia ogni due possessi non ne aiuterà la presenza ad alto livello. Il QI del giocatore non fa difetto e l’insistenza dello staff in questo senso fa pensare positivamente per il futuro. A proposito: Pascolo, Fontecchio, Abass e Cinciarini sono italiani…
L’ultimo dato, non certo ininfluente, riguarda lo stesso Andrea Cinciarini e Ricky Hickman: la presenza del Capitano, rispetto a quella del giocatore USA, garantisce difesa e ritmo. Non saranno forse sufficienti per primeggiare in Europa, tuttavia sono indispensabili per confermarsi in Italia, dove non basta ripulire il tabellino personale, come spesso fa il nativo di Winston Salem, se vuoi riconfermarti ai vertici.

da Play me or Trade Me

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