Capitolo 2 – Difesa: Pajola resta un riferimento assoluto
La difesa è il terreno di caccia di Alessandro Pajola. Sino alla scorsa stagione è stato probabilmente uno dei migliori difensori sugli esterni dell’intera EuroLeague, capace di aggredire il portatore di palla, passare sui blocchi e cambiare il ritmo delle partite con pressione e anticipi.
Entrambi possiedono taglia e centimetri per il ruolo, ma Pajola ha una continuità difensiva superiore. La sua intensità non emerge soltanto nelle palle recuperate: conta la capacità di togliere sicurezza all’avversario, indirizzare il palleggio e permettere alla squadra di alzare il livello fisico.
Attenzione, però, a sottovalutare Thompson. Nella stagione 2022-2023 con il Baskonia dominò la classifica dei recuperi in EuroLeague con 1,7 palle rubate a partita. Non è un difensore passivo e, quando è coinvolto, può utilizzare apertura di braccia e letture per produrre possessi aggiuntivi.
La differenza resta comunque chiara: Thompson può essere efficace, Pajola è uno specialista di livello assoluto.
Continua a pagina 3: chi dei due garantisce maggiore qualità nella regia?

Pajola senza dubbio, senza neanche fiatare, senza muovere un ciglio, sarebbe stato anche equilibratore rispetto all’irruenza di RJ
Entrambi rinunciando a Flaccadori
Entrambi hanno pregi e difetti ma rappresentano il meglio che attualmente il basket italico ha a disposizione nel ruolo.
In ogni caso, non stiamo parlando di top player ma comunque di ottimi giocatori.
Per competere ad alti livelli con possibilità di vittoria un club e, soprattutto, la nazionale avrebbe bisogno di ben altro: ma mentre nel club si può acquistare liberamente qualcuno di forte da affiancargli, in nazionale questi siamo…