Capitolo 5 – Il momento: entrambi arrivano da mesi complicati
Pajola avrebbe incarnato maggiormente lo “spirito Olimpia”. Italiano, difensore, leader e giocatore simbolo di una rivale storica: il suo arrivo a Milano avrebbe riacceso immediatamente interesse, entusiasmo e rivalità.
Il momento dei due giocatori, però, non è ottimale. Thompson ha chiuso male la propria esperienza a Valencia, venendo relegato da Pedro Martínez in tribuna durante i playoff spagnoli. Una scelta apparsa anche come una risposta alla sua decisione di lasciare il club.
La situazione di Pajola è ancora più delicata. Nel 2026 ha disputato soltanto 12 partite, appena tre delle quali dopo il mese di gennaio. Prima ancora di valutarne l’impatto tecnico, sarebbe stato quindi necessario comprendere tempi e qualità del suo pieno recupero.
Milano ha scelto il giocatore offensivamente più completo e, almeno sulla carta, più adatto al sistema. Pajola avrebbe rappresentato un investimento identitario e difensivo; Thompson offre oggi maggiori soluzioni e risponde a un bisogno più urgente.
Il vero affare? Nel parziale vuoto offensivo lasciato dal mercato, Darius Thompson sembra la scelta più logica. Pajola avrebbe acceso il cuore, ma il nuovo progetto aveva soprattutto bisogno dei punti e della velocità del playmaker americano.

Pajola senza dubbio, senza neanche fiatare, senza muovere un ciglio, sarebbe stato anche equilibratore rispetto all’irruenza di RJ
Entrambi rinunciando a Flaccadori
Entrambi hanno pregi e difetti ma rappresentano il meglio che attualmente il basket italico ha a disposizione nel ruolo.
In ogni caso, non stiamo parlando di top player ma comunque di ottimi giocatori.
Per competere ad alti livelli con possibilità di vittoria un club e, soprattutto, la nazionale avrebbe bisogno di ben altro: ma mentre nel club si può acquistare liberamente qualcuno di forte da affiancargli, in nazionale questi siamo…