
Burnell 4.5 – Fa solo una cosa utile (recuperata in transizione) e poi cade nella trappola di Belgrado. Accettare le sue difficoltà nelle prime partite è nel piano della stagione, deve crescere alla svelta per poter stare a questo livello e non essere l’ennesimo buco nero.
Cole 3 – Inizio estrememante timido, senza palla in mano. Tre falli in 6′, non trova mai il ritmo poi: il peggior debutto che la mia mente ricordi.
Wright 4 – Averlo in campo e non cercarlo praticamente mai è un delitto: in Supercoppa ha mostrato come essere servito, abbiamo fatto l’esatto contrario. Moltiplica i rimbalzi come Gesù al Lago di Tiberiade. Il suo finale è osceno tra falli e perse.
Tonut ne –
Bolmaro 4.5 – Più confusionario del solito, finisce nel vortice di una difesa ballerina. Mezzo voto in meno perché nelle gerarchie deve essere uno dei nostri pilastri.
Thompson 5 – Non incide e non solo per colpa sua. Tenerlo in campo ma lontano dalla palla è un cortocircuito tecnico.
Ricci 5.5 – In quei pochi minuti, fa il suo: come sempre, per sempre.
Flaccadori 5.5 – Un paio di difese competenti in un momento dedicato.
Hall 5 – Le statistiche si pesano, non si contano. Il confronto con Jones è impietoso. E’ tornato anche per coordinare la difesa nei momenti caldi, Milano ne prende 29 nell’ultimo quarto.
Guduric 6 – Una clamorosa fiammata nel terzo quarto rintuzza lo svantaggio fino al pari. Sente aria di derby ma anche lui in fondo si scioglie come un ghiacciolo nel Sahara.
Peters 6.5 – I polpastrelli più delicati del pianeta, farebbero la felicità di ogni donna oltre che di ogni Spalding.
Booker 5.5 – Segna il primo canestro (difficile) e poi entra in una spirale da incubo: errori al tiro, svagatezze in serie. Molto meglio della ripresa, almeno in attacco.
Poeta 5 – L’idea di cambiare su tutto non è affatto vincente, complice le caratteristiche di Peters e Wright. L’idea di tenere costantemente la palla su Bolmaro, Hall e Guduric nemmeno. Jones fa a fette la difesa e non ci sono nemmeno le toppe.