Olimpia Milano, ecco perchè il fit Alec Peters-Darius Thompson può funzionare

Alessandro Maggi
Alec Peters Olimpia Milano

Olimpia Milano ha perso Shavon Shields e Armoni Brooks, due dei suoi migliori tiratori, e aveva bisogno di riportare spacing nel frontcourt. È da qui che parte l’analisi di Clutch Data sull’arrivo di Alec Peters, definito un profilo perfettamente coerente con le necessità tecniche del nuovo roster.

Secondo Clutch Data, Peters porta a Milano esattamente quello che serve: tiro, occupazione degli spazi e capacità di punire gli aiuti difensivi. «Il suo archetipo è quello dello stretch-four puro», si legge nell’analisi. Un giocatore che non crea dal palleggio, ma apre il campo e rende più fluido l’attacco.

Il dato chiave è quello dei tiri da tre assistiti: l’82.9% delle triple di Peters nasce da un passaggio. Una percentuale che racconta il suo modo di stare in campo: non un creatore primario, ma un terminale di altissima efficienza, pronto a capitalizzare il lavoro dei compagni.

La scorsa stagione Peters ha tirato con il 41.8% da tre, ma il numero evidenziato da Clutch Data riguarda soprattutto il pick and pop: 1.44 punti per possesso, dato da 95° percentile in EuroLeague. «È la singola azione per cui esiste uno stretch-four, e quasi nessuno l’ha eseguita meglio», sottolinea il profilo.

Da qui il collegamento con Darius Thompson. Olimpia Milano ha firmato un playmaker capace di creare vantaggi, attirare difese e generare tiri puliti per i compagni. Peters, in questa lettura, diventa una delle prime conseguenze tecniche dell’arrivo dell’azzurro ex Valencia.

Il fit è chiaro: Thompson per innescare, Peters per allargare il campo e punire ogni rotazione in ritardo. Dopo una stagione in cui Milano ha perso volume e qualità al tiro con le uscite di Shields e Brooks, l’arrivo dell’ex Olympiacos restituisce alla squadra una dimensione fondamentale.

Per Peppe Poeta sarà uno degli incastri centrali del nuovo attacco. Peters non dovrà cambiare natura: dovrà essere se stesso, ricevere nei tempi giusti e trasformare lo spazio creato dagli altri in punti. È proprio per questo che, numeri alla mano, il suo arrivo a Olimpia Milano appare come una delle firme più logiche dell’estate.

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