
«L’Europa è amara» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola dopo il ko di Olimpia Milano con il Partizan. «L’Olimpia crolla nel finale. Male l’esordio a Belgrado. Equilibrio fino al 30′, poi Milano cede all’aggressività del Partizan trascinato da Jones».
Leggiamo Giuseppe Nigro: «Finché nel quarto periodo a rompere gli argini è stato un Carlik Jones da 20 punti, 4/6 da tre e 10 assist in 27′ alla fine e, al di là dell’ingeneroso e ingiusto confronto con RJ Cole, è un po’ la lettura della serata per spiegare il pronostico sovvertito dai serbi che nei ranking prestagionali erano sicuramente dietro Milano: il contrasto tra il basket pronto all’uso di una squadra con un grande accentratore e con altri giocatori di uno contro uno e Milano che per necessità e scelta ha preso la strada del basket corale, acerbo alla prima prova europea e servirà tempo per trovarsi.
Bisognerà farlo sul campo, con nove partite in 22 giorni perché è già tour de force: domani pomeriggio debutto in A con Trieste, poi il derby europeo con la Virtus. L’anno scorso si partì vincendo a Belgrado, con la Stella Rossa, finendo comunque fuori dai play-in. Stavolta si è anche perso, ma è solo l’inizio di una maratona che racconterà la verità più avanti».