Capitolo 1 – Attacco: il divario è netto
Sul piano offensivo non c’è realmente partita. In quattro stagioni di EuroLeague, Alessandro Pajola non è mai andato oltre i 5,5 punti di media. Il playmaker della Virtus Bologna ha compiuto progressi nella gestione e nella capacità di punire le difese, ma il tiro resta un limite importante: nell’ultima stagione ha chiuso con il 27,1% da tre.
Darius Thompson offre un impatto completamente diverso. Dal suo debutto in EuroLeague con il Baskonia, nella stagione 2022-2023, non è mai sceso sotto i 9 punti di media. Può segnare dal palleggio, attaccare il ferro, giocare il pick and roll e mettere pressione alla difesa nei primi secondi dell’azione.
In una Olimpia Milano che ha perso Shavon Shields, Zach LeDay, Josh Nebo e Armoni Brooks, ovvero i quattro migliori marcatori della passata EuroLeague, la capacità di produrre punti aveva un peso determinante. Pajola avrebbe aggiunto ordine e identità; Thompson porta invece una quota di talento offensivo difficilmente rinunciabile.
Prosegui nella lettura: a pagina 2 il confronto sulla difesa, il territorio di Alessandro Pajola.

Pajola senza dubbio, senza neanche fiatare, senza muovere un ciglio, sarebbe stato anche equilibratore rispetto all’irruenza di RJ
Entrambi rinunciando a Flaccadori
Entrambi hanno pregi e difetti ma rappresentano il meglio che attualmente il basket italico ha a disposizione nel ruolo.
In ogni caso, non stiamo parlando di top player ma comunque di ottimi giocatori.
Per competere ad alti livelli con possibilità di vittoria un club e, soprattutto, la nazionale avrebbe bisogno di ben altro: ma mentre nel club si può acquistare liberamente qualcuno di forte da affiancargli, in nazionale questi siamo…