Capitolo 4 – Fit: Thompson risponde meglio alle necessità di Milano
In questa Olimpia Milano, Darius Thompson sembra inserirsi meglio. La squadra dispone già di esterni capaci di difendere, giocare con fisicità e contribuire alla costruzione, come Devon Hall e Leandro Bolmaro. Aggiungere un altro grande difensore e gestore come Pajola avrebbe rischiato di creare una sovrapposizione.
Dall’arrivo di Hall si è infatti iniziato a pensare che Pajola non rappresentasse più il fit ideale, nonostante Milano lo abbia trattato a lungo. Il bisogno principale era diventato un altro: trovare un playmaker con punti nelle mani, capace di correre e generare vantaggi immediati.
Thompson può alternarsi con RJ Cole, giocare insieme a Hall e lasciare a Bolmaro compiti differenti. Offre inoltre una dimensione offensiva che Pajola, per caratteristiche, non avrebbe potuto garantire.
Pajola avrebbe alzato ulteriormente il livello difensivo e dato identità italiana al progetto. Thompson, però, risponde meglio alle lacune attuali del roster. E nel giudicare un’operazione di mercato, il contesto conta quanto il valore del singolo giocatore.
Continua a pagina 5: forma fisica, fiducia e momento delle rispettive carriere.

Pajola senza dubbio, senza neanche fiatare, senza muovere un ciglio, sarebbe stato anche equilibratore rispetto all’irruenza di RJ
Entrambi rinunciando a Flaccadori
Entrambi hanno pregi e difetti ma rappresentano il meglio che attualmente il basket italico ha a disposizione nel ruolo.
In ogni caso, non stiamo parlando di top player ma comunque di ottimi giocatori.
Per competere ad alti livelli con possibilità di vittoria un club e, soprattutto, la nazionale avrebbe bisogno di ben altro: ma mentre nel club si può acquistare liberamente qualcuno di forte da affiancargli, in nazionale questi siamo…