Matteo Cotelli: Con Peppe Poeta ci sentiamo ogni settimana. Sarà un grande coach

Alessandro Maggi 7

Alla vigilia di Olimpia Milano-Pallacanestro Brescia, coach Matteo Cotelli mette al centro l’emergenza in regia: le condizioni di Ivanovic restano in dubbio

Cotelli Messina

Alla vigilia di Olimpia Milano-Pallacanestro Brescia, coach Matteo Cotelli mette al centro l’emergenza in regia: le condizioni di Ivanovic restano in dubbio e la decisione arriverà a ridosso della palla a due. “La zona della spalla è ancora intorpidita. Decideremo il giorno della partita. Il giocatore, naturalmente, sta cercando di fare di tutto per scendere in campo, ma al momento è più no che sì”.

Con Brescia chiamata a reggere fisicità e ritmo, Cotelli chiede continuità offensiva e un salto di responsabilità in gestione, individuando in Massinburg un elemento chiave anche da portatore di palla. “Dovremo scontrarci con la fisicità dei nostri avversari. Dovremo cercare di avere fiducia al tiro, dovremo essere compatti e uniti, ci servirà flusso di gioco”. “Avrà maggiori responsabilità anche per quanto concerne il ruolo di ball-handler. Ha vissuto mesi non semplici… Non so quando sarà, ma sono sicuro che siamo vicini alla sua “esplosione”. Fosse proprio contro Milano, ovviamente, sarebbe bellissimo…”.

Il tema tecnico si intreccia con quello personale: il primo faccia a faccia da capo allenatori tra Cotelli e Giuseppe Poeta. “Ci stimiamo, siamo amici. Ci sentiamo tutte le settimane per sostenerci. Affrontarlo sarà un onore, perché è una persona speciale e perché è, e sarà, un grande allenatore”.

Fonte: il giornale di brescia

7 thoughts on “Matteo Cotelli: Con Peppe Poeta ci sentiamo ogni settimana. Sarà un grande coach

  1. Poeta non ha un curriculum serio.
    Inoltre ha il peccato originale di essere un prodotto di Messina, verso il quale ha un debito enorme, che certamente lo condiziona; passato il primo strappo d’energia, ha dimostrato di ricalcare le orme del suo benefattore.
    I risultati ne sono seguiti, le umiliazioni della squadra, l’inezia degli uomini in campo, i parziali terrificanti, l’incapacità di chiudere le partite, le scelte di quintetti dubbi, i finali col peccato mortale di Messina, ovvero senza play maker in campo – che dopo il Chacho, troppo facile, il Pobo non ha mai saputo trovare, né scegliere, né allevare, Ellis l’eccezione che conferma la regola, ma… sapranno confermarlo, e lui vorrà esserlo? Chiedo.

    Auguro a Poeta di confermarsi grande coach, in un futuro che francamente non vedo nella Milano Olimpia, quando finalmente si sarà liberata dell’handicap Messina.

    Gli altri allenatori dicano quello che devono, facendo parte di quel mondo.

  2. In poche righe su una notizia che riguarda il nuovo allenatore nomini Messina 4 volte. La tua è un ossessione.
    La mia curiosità invece è come ti spieghi gli infortuni che ancora ci perseguitano e che colpiscono giovani e vecchi nelle maniere più diverse?

    1. Spero che sia una domanda seria, @iellini.

      Mi dò due spiegazioni: la prima, la più evidente, la serie negativa consecutiva ha rabbuiato l’ambiente, quindi i vecchi guai tornano a galla, quando la mens non è sana, non lo è neanche il corpo.
      La seconda, più articolata, tocca sostanzialmente Bolmaro più che altro, e abbiamo già detto della sua tendenza a strafare, per generosità, alla quale probabilmente si aggiunge uno scarso controllo del corpo – se guardiamo alla sovraestensione del gomito come suo ultimo infortunio, insieme a quella che ormai mi sembra una sua tendenza acclarata a rompersi.

      Per gli altri direi che sono cosette normali, che generalmente non hanno richiesto più di una giornata di stop, a volte precauzionale, qualche scavigliata, piuttosto normale in una stagione di basket, qualche sovrautilizzo, per Ellis e Brooks probabilmente, piccoli acciacchi tutto sommato, da aspettarsi in una stagione così lunga e ravvicinata.
      Quello che non si vede più sono gli infortuni chilometrici, i mesi fuori, gli accidenti di scarsa concentrazione fuori dal campo.

      Non immagino che la risposta ti soddisfi, ma sono contento che tu l’abbia ricevuta e letta.

      1. Dimenticavo: non mi sembra un’ossessione la mia, piuttosto la cronaca dei danni di un uomo che sta ossessionando la nostra squadra.
        Che però resta lì imperterrito, protetto da una proprietà inerme: beh, qualcuno deve continuare a sottolineare i disastri che quest’uomo ha combinato e combina, tanto per mantenere una certa aderenza alla realtà.
        Visto che ci sono in giro tifosi che ancora non si accorgono del malessere che ci ha portato.
        Brown preso per curarlo e poi buttarlo, l’ultima sua perla.

    2. Non puoi liberarti di Messina dopo 6 stagioni e mezza, con una squadra creata da Messina per Messina, con tutti i problemi che derivano da un roster disequilibrato e da amalgamare in seguito all’enesima dispendiosa rifondazione.

      Non puoi liberarti da Messina quando se n’è andato a metà stagione, lasciando a un coach giovane e inesperto scelto da lui.

      C’è un solo modo per liberarsi di Messina. Che lasci ogni ruolo in società e che il mercato estivo sia fatto su misura per il prossimo coach, senza che Messina ci metta il naso, e se resta Pobo si sa che è impossibile.

      Forse ci vorrà una nuova proprietà per liberare definitivamente l’Olimpia dal giogo di Ettore Messina e dall’effetto Messina che peggiora tutti i giocatori che finiscono nella sua orbita.

  3. Per onor del vero Brown è stata la prima scelta come play.
    Alla luce dei risultati non una grande idea anche se con Messina è stato quasi sempre infortunato.
    È stato Poeta a non utilizzarlo e tagliarlo. Non esprimo giudizi in merito, anche se vista la situazione forse si poteva dargli ancora un po di tempo

Comments are closed.

Next Post

Infortunio Leandro Bolmaro, ecco il comunicato: è un mezzo sospiro di sollievo

Ecco il comunicato sull'infortunio di Leandro Bolmaro

Iscriviti