Olimpia Milano post Stella Rossa | Un’altra notte tremenda davanti ad un pubblico in fuga

Olimpia Milano post Stella Rossa, una sconfitta amara, una notte da incubo. Che lascia il segno. Davanti a neanche 4.000 spettatori all’Allianz Cloud

Olimpia Milano post Stella Rossa

Olimpia Milano post Stella Rossa, una sconfitta amara, una notte da incubo. Che lascia il segno. Davanti a neanche 4.000 spettatori all’Allianz Cloud.

E’ l’ennesima gara chiave fallita in questi quattro anni. Mentre c’è chi corre, chi parla di rinnovi, chi valuta giocatori oltre i due milioni di euro a stagione, dovremmo ricordare di cosa stiamo parlando. 

Di una squadra che ha fatto due dodicesimi posti in fila in EuroLeague, un undicesimo, e oggi è ancora in quella posizione. Con un record che gravita tra il 50% e poco sotto.

Ma di cosa stiamo parlando? Di illusioni, e terribili risvegli. Non vogliamo buttare la croce contro nessuno, a parte una società che ha reso il seguito di questa squadra l’ombra degli ultimi anni (oggi chi ha meno spettatori dell’Olimpia in Europa?). Non contro Peppe Poeta, non contro i giocatori, ma…

La personalità. Se giochi 30’ di qualità, di ottima pallacanestro, servendo i lunghi e colpendo dalla media e da fuori. Se segni 80 e passa punti in 30’, e poi meno di 10 negli 8 che decidono la partita, incassando un 15-1 in meno di 4’… quello che ti manca è la personalità.

E un senso di squadra. Si gioca insieme a lungo, poi, alla prima difficoltà, quando ti mettono le mani addosso, si va di individualità. Con l’Efes quei cinque tiri di Armoni Brooks avevano “liberato” tutti. Ieri non è bastato un guizzo di Armoni, o quella tripla del -3 di Guduric. Mani addosso la Stella Rossa ha dominato, soprattutto sotto le plance, Milano ha smazzato un assist nel quarto quarto, concedendo 34 punti in 10’.

Dal +12, al difendere il +10 della gara di andata. Palle ai lunghi? Scomparse. Poi si può parlare della condizione ad oggi approssimativa di Quinn Ellis, di un Marko Guduric che al quinto mese di Olimpia va ancora a sprazzi e non è guida, dell’altro colpo di mercato Lorenzo Brown che vede il campo 12’, 13’, non di più.

Oggi la personalità non c’è. Forse Peppe Poeta la costruirà col tempo. Ma è sempre più difficile credere in una squadra che per il quarto anno consecutiva “regala” notti tremende davanti ad un pubblico in fuga.

8 thoughts on “Olimpia Milano post Stella Rossa | Un’altra notte tremenda davanti ad un pubblico in fuga

  1. Non ho visto (purtroppo o per fortuna, non so) la partita.

    Tra i vari commenti che leggo in giro, quello che mi dà il quadro che mi convince di più, è un’Olimpia che all’inizio dell’ultimo quarto, sopra di 11, prima crede di averla vinta, quindi abbassa il tono, quando poi si accorge che invece c’è da giocare adesso l’unica vera partita, si spaventa, non riesce più, ormai, a reagire.
    Come con Bologna.

    Ne farei un ritratto psicologico di narcisismo.
    Com’è bello specchiarmi nell’acqua, ma quando questa s’increspa, non vedo più niente…

    Quindi devo mettere un sospetto sulla testa della squadra: chi può essere così compiaciuto di se stesso, da incappare nei difetti del narciso?
    Quindi chiedo: chi ha iniziato alla grande il primo anno di un mestiere per lui nuovo nel basket?
    Chi ne ha avuto in premio le chiavi di una squadra dai mezzi economici potenzialmente molto forti?

    E non ci sta un po’ d’indulgenza narcisistica verso te stesso, se sei quella persona?
    E non vorresti fare il giro di campo ballando quando ormai credi di aver vinto anche questa, ma poi se invece la devi giocare ancora, ti si ghiacciano le palle.
    Altra cosa quando sei in trincea, lì ti è più facile ricordare le palle di un giocatore di un certo livello.
    Forse.

  2. @palmasco. Per favore, quando non hai seguito direttamente la partita, evita di fare commenti o esprimere giudizi.
    Trovo inoltre incoerente parlare di narcisismo quando il tuo intervento dà l’impressione di voler assumere, in ogni occasione, una posizione di superiorità, dispensando valutazioni anche quando non vedi la partita

    1. @paolo se hai l’impressione di una mia pretesa superiorità – come dici – direi che il problema è tuo, e non è leggero.

      Visto che m’inviti a non scrivere, t’invito invece io a farti gli affari tuoi – e ho trovato una formula gentile.
      Non è che siccome non hai niente da dire, puoi pretendere d’imporre agli altri il silenzio.

      Quindi soffri in pace e non rompere i coglioni a nessuno! – e
      anche qui la formula trovata è gentile.

  3. Parliamo di personalità, a me sembra che il vero problema sia che non difendiamo. 60 punti concessi in un tempo, 34 nell’ultimo quarto. 49 consessi all’Efes in un tempo, una squadra in crisi totale, vedi ieri. Poi Brooks l’ha risolta, ma anche con Udine, che segue Bologna e anche Napoli, difesa molto mediocre. Cambio sistematico significa che non si piegano le gambe, e vedere Nebo che insegue Dos Santos ne è l’esempio. Infatti ci dominano quasi tutti a rimbalzo. Se l’indicazione di fare cambio sistematico viene dalla panchina, e’ preoccupante, perché non si va da nessuna parte. Io di partite di Eurolega ne guardo il più possibile, le altre squadre il cambio sistematico lo fanno pochissimo. Giusto il punto che soffriamo la fisicità, e il primo è LeDay, che forse dovrebbe pensare a fare meno cinema e salire di tono in difesa, ma non so se ci riuscirà mai. Bisogna difendere, piegarsi e difendere. Certo che se si parte sempre in quintetto con Booker, LeDay e Brooks, per forza che vai sotto se non ti entrano le prime triple

  4. Come Hackett ha girato la partita con la Virtus, ieri (per chi ha visto la partita, non per gli analisti sub o super iudice) il Sig, Kalinic l’ha girata per la Stella Rossa, lui non ci stava a perderla e l’ha fatto capire a tutti gli altri, trascinandoli, grandissimo!

    Noi, in campo, un capo non ce l’abbiamo

  5. Vogliamo parlare di Guduric arrivato in pompa magna e da uomo simbolo della rinascita, strapagato rispetto all’offerta di rinnovo del Fenerbhace?

  6. Al di là degli sproloqui e supposizioni di qualcuno, io oltre alle partite inizierei a guardare i numeri, ed oltre all’umiliante quarto quarto, la partita di ieri ha in comune con le ultime recenti sconfitte il passivo subito. Poeta sta lavorando molto bene sulla fluidità di gioco, sul ritmo offensivo, sullo sfruttamento dei mismatch a nostro favore e sulla circolazione di palla, il che produce sempre grandi numeri offensivi, ma ogni qual volta affrontiamo una squadra atletica e che ama correre (stella rossa e squadre di Obradovic non fanno ovviamente eccezione), non riusciamo ad arginarli a dovere.
    È chiaro che parliamo di squadre di livello infarcite di campioni, però tal volta basterebbe abbassare un po’ il ritmo e portare gli avversari in una condizione a loro meno congeniale, soprattutto se sono costretti a rincorrere come ieri. Se invece non difendi, giochi al loro ritmo e concedi canestri facili e contropiedi, succede quello che poi è accaduto.

    L’emblema di ieri secondo me è Butler alla fine del terzo quarto, un atleta super ma con una serie di errori in fila, talmente fuori dalla partita da non accorgersi neppure dello scadere del tempo! E noi che si fa, anziché attaccarlo (perché tra l’altro in difesa fa acqua ovunque), giochiamo a chi ce l’ha più grosso, rimettendo in partita lui, Nwora e i serbi, che per altro erano pure in bonus dopo 3′!!!

    Rimane il fatto che se ogni volta concedi 100 punti o giù di li, il rischio di non portarla a casa è elevato, soprattutto contro squadre che giocano per fare sempre un punto in più dell’avversario!
    La sensazione è dell’ennesima occasione sprecata, per una classifica che poteva essere molto migliore ed invece anche quest’anno si rischia di guardare la post season da casa…

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