Massimo Cancellieri: Evitiamo il concetto che se si vince si è fighi e se si perde si è stronzi

Alessandro Maggi

Massimo Cancellieri, coach di Aquila Trento, ha commentato così dalla sala stampa del Forum il ko con Olimpia Milano

Massimo Cancellieri

Massimo Cancellieri, coach di Aquila Trento, ha commentato così dalla sala stampa del Forum il ko con Olimpia Milano.

«Abbiamo giocato la partita fino in fondo, bene per larghi tratti secondo me. Anche se Milano aveva qualche assenza, la qualità dei giocatori che ha a disposizione per noi è stata una difficoltà oggettiva, alla quale però abbiamo risposto da squadra che sta crescendo.

C’è dispiacere perché, ovviamente, alla fine si è decisa per episodi: noi abbiamo sbagliato un paio di tiri, loro hanno messo quelli fondamentali. La partita era nelle mani di entrambe, è stata equilibratissima e siamo orgogliosi di averla interpretata così. Un dato che voglio sottolineare, e su cui dobbiamo prendere esempio da Ulm, è questo: se fai 6 palle perse come a Ulm, la partita la controlli; se ne fai 14 a Milano, la partita diventa difficile. Ecco, questo è l’unico dato statistico che mi sento davvero di evidenziare.

Nella “fortuna” di trovare qualche infortunato in Milano, abbiamo avuto però la sfida che meno ci serviva: i loro lunghi, che contro una squadra come la nostra sono un problema, perché per noi è complicato tenere botta sotto canestro. L’abbiamo fatto bene, secondo me, ma resta qualcosa di molto impegnativo e che richiede tanta energia.

E quando spendi così tanta energia, a volte gli errori arrivano. Però la squadra è encomiabile, merita un grande plauso per la partita che ha fatto. Mi dispiace per tutti perdere, non fraintendetemi».

«vorrei evitare che si andasse sempre ogni volta a vedere che se il risultato è positivo siamo fighi e se è negativo siamo stronzi. A me non piace questa roba, assolutamente».

Sui primi due quarti: «Sì, non stavamo pressando a sufficienza. I primi due quarti non sono stati sufficienti dal punto di vista della pressione sulla palla, della pressione in generale su tutti i giocatori. Ci siamo parlati all’intervallo e secondo me la pressione è cresciuta, ma degli esterni soprattutto, che ha poi sporcato le geometrie di Milano. Adesso ti direi che è cambiato».

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