
«Ettore Messina si è dimesso. Lei è il nuovo capoallenatore di Olimpia Milano». Con questa chiamata, Leo Dell’Orco ha consegnato l’incarico a Peppe Poeta, dati di Museo del Basket alla mano, venticinquesimo coach della storia di Olimpia Milano.
Un tecnico giovane, 40 anni appena compiuti, con un’esperienza relativa alle spalle, come prima di lui stelle di primissimo piano del basket mondiale che nel mondo biancorosso mossero i primi passi, tipo Sasha Djordjevic, o Mike D’Antoni.
E’ successo tutto in pochi minuti per questo classe 1985 di Battipaglia, 120 presenze in Nazionale, ultima grande occasione proprio da Ettore Messina al Preolimpico di Torino, ma un solo trofeo in bacheca, la miracolosa Coppa Italia 2018 da capitano di Auxilium Torino.
Sguardo intelligente, sorriso furbo, carattere aperto. Ci fermiamo qui, perché quello che conta sono le qualità di uno studioso del gioco, che il basket lo ha sempre condotto. Milano la bramava da giocatore, spettatore frequente dieci anni fa alle gare di EuroLeague.
Ora ce l’ha in mano. Agli amici poche settimane fa diceva: «Se mi dicevano che a 40 anni avrei allenato Milano li avrei presi per pazzi». Pazzo è solo lui, che non si è dato limiti.
Ma facciamo informazione. Ha accettato di tornare a Milano per essere capoallenatore entro un anno. Ma in questi mesi voleva essere accompagnatore dell’ultimo ballo del suo maestro. Voleva esserlo davvero. Aveva appreso delle intenzioni di Ettore Messina dopo il ko con il Bayern, era felice del ripensamento dopo Kaunas.
Ora si ritrova al timone, con un sostegno importante come quello del predecessore: «sono sicuro che Peppe e lo staff tecnico continueranno a lavorare con l’impegno e la competenza che non sono mai mancati. Se avranno l’aiuto di tutti, raggiungeranno i risultati sportivi che ci auguriamo. I componenti dello staff tecnico sanno che resto a loro disposizione per qualsiasi cosa possa essergli utile, ma so che sapranno guidare nel modo migliore la nostra Olimpia, che ora ha bisogno solo di serenità e di unione».
Peppe ama roster più ridotti, in perfetta assonanza con un’altra sua ispirazione, Gianmarco Pozzecco. Peppe oggi si ritrova al centro di tutto, con una squadra costruita da altri, in una piazza che oggi lo inneggia, ma storicamente cambia repentinamente opinione.
Ma Peppe è una scelta in controtendenza in questa infinita, e meravigliosa, era Armani. E’ uomo del popolo, che sa quando sorridere, quando chiamare il pubblico, quando essere decisionista. Dall’amore presente del suo pubblico saprà trarre forza, con l’entusiasmo cercherà di generare amore, e il catino dell’Allianz Cloud potrà essere suo alleato. Ci si può bruciare, a soli 40 anni, ma anche aprire un’era indimenticabile.


Auguroni.
Forza Peppe, la faccia tosta, la voglia di sperimentare, la capacità di comprendere meglio i giocatori e la serenità d’animo sono tue caratteristiche innate, quindi un grosso in bocca al lupo 🐺 con la consapevolezza che con un po’ di fortuna se la squadra riprende condizione tutto è possibile.
Caro Poeta spero per te un annata dignitosa e ti faccio tanti auguri di una carriera fulgida tipo quella di Messina.
Sei abbastanza giovane ma anche abbastanza esperto per sapere che il popolino che ora ti acclama e sempre desideroso della forca.