
Daniele Dallera firma sul Corriere della Sera l’editoriale dal titolo: «La risalita dell’Armani Milano tra buffetti, carezze, sorrisi e la strana coppia Mirotic & LeDay».
Ecco il passaggio chiave alla fine: «(Messina) Che è cambiato, si incazza sempre, ovvio, ma è diventato più comprensivo, accetta l’errore, cerca di correggerlo, parlando, dialogando, addirittura dà un buffetto ai suoi giocatori, abbiamo visto accarezzare Mirotic, Ricci, Tonut, prima non accadeva. Ride addirittura.
È un uomo dotato di ironia, ma prima metteva dei musi che duravano giorni. L’atmosfera non era I cali di tensione Importante la vittoria sul Fenerbahce ma incombono sempre gli improvvisi cali di tensione delle migliori. È diventato più tollerante verso la manchevolezza, cerca di trarre beneficio anche da questo.
Abbiamo un sospetto: con quelle carezze, quei buffetti, quei sorrisi, sta cercando di costruire una squadra da una non squadra. Meglio sarebbe se facesse solo il coach dismettendo il ruolo dirigenziale dove certo non ha raggiunto l’eccellenza: nessuna distrazione».


Messina non rinuncia al ruolo da dirigente. Anche se si è dimostrato POBO incapace, rifondando la squadra ogni anno e sprecando milioni di Euro in operazioni balorde, il doppio ruolo è l’unica possibilità che ha di tenersi il posto da coach a prescindere dai risultati e fino all’ultimo giorno di contratto.