«Milano, brutta Stella. I big senza energie, “Noi sovrastati”» titola la Gazzetta dello Sport a pagina 34. E ancora: «Napier, Melli e Voigtmann subiscono la forza dei serbi. Messina: “Ma abbiamo dato tutto”».
Così Paolo Bartezzaghi: «Prima o poi doveva succedere che le energie presentassero il conto dopo un periodo intenso, positivo ma vissuto in emergenza. Dopo 5 vittorie su 7 partite in Eurolega, la rincorsa verso la zona play-in si ferma in casa contro la Stella Rossa segnando solo 62 punti con 15 palle perse e davanti al nuovo arrivato Rodney McGruber, pronto a dare una mano dalla prossima partita a Valencia».
«Perché di una mano ha bisogno questa squadra che ha tirato la carretta per una serie di partite ravvicinate con un roster ricco quanto si vuole, ma ridotto dai tanti infortuni che hanno colpito a livello strutturale la squadra, soprattutto in attacco».


Mi spiace ma questo roster, al netto degli infortuni e delle assenze entrambi ampiamente ipotizzabili in partenza e accentuati da un utilizzo non sempre corretto, è abbondante numericamente ma qualitativamente rivedibile a livello di EL e soprattutto scoperto (anche oggi) in termini di playmaking e presidio sotto canestro. Per il secondo anno consecutivo è stato assemblato un roster non equilibrato e quindi non competitivo a livello EL e gli infortuni (prevedibilissimi) c’entrano molto poco, quasi zero proprio perché da prevedere nella costruzione del roster iniziale e da gestire meglio (nell’utilizzo di alcuni giocatori “predisposti” a subire infortuni). Attendiamo ancora che chi di dovere accenni a prendersene la responsabilità
Credo sia difficile, molto difficile agguantare i play in, soprattutto in virtu’ del fatto che anche quando rientreranno gli infortunati non saranno in grado di garantire subito un contributo “pieno”, anche vista la tipologia di infortuni da stress da loro patiti. Le domande che andrebbero poste però, per non ricadere per il terzo anno di fila (il prossimo) in un Eurolega mai nata sono le se seguenti:
1) Iniziare un doppio impegno con due incognite come quella di Pangos e quella di Baron non è stato un all in a carte coperte?
2) Ai suddetti giocatori non è stato un rischio ai limiti dell’incoscienza affiancare i due perni del nostro gioco quali Shields e Mirotic di cui si conosce l’immenso talento ma anche la “fragilità” che porta comunque a dover prevedere periodi di stop nel corso della stagione?
3) Fatte queste domande, non si crede a questa Olimpia manchino i sani boscaioli da Eurolega, giocatori la lettura dei cui numeri non è esaltante ma la cui presenza in campo è piu’ sentita della statistiche?
4)continuare a girare giocatori, da 4 stagioni a questa parte, stile Grande Fratello con nomination mensili e nuovi ingressi che spesso poco spostano rispetto ai precedenti inquilini non è inutile oltre che un vero e proprio sperpero di risorse?
5) Può essere considerato soddisfacente, a fronte di investimenti da prime 5 squadre europee primeggiare (oddio…..) nel campionato italiano dove molte squadre hanno il budget di poco superiore al costo di Mirotic?
L’Olimpia va ripensata nei valori e nel modo di essere. Siamo molto alla moda, spajettanti e luccicosi, ma dietro ai lustrini non c’è la sostanza che ci ha reso Olimpia. Non c’è Messina senza Olimpia e non c’è Olimpia senza Messina. Ma la domanda è “quale Olimpia rappresenta Messina………….”
Ma è firmato Ciccio, però sembra Palmasco. Detto senza polemica vi leggo tutti e 2 spesso condividendo le vostre tesi. Però il Ciccio ironico ogni tanto ci vuole
L’Olimpia va ripensata nei valori e nel modo di essere. Siamo molto alla moda, spajettanti e luccicosi, ma dietro ai lustrini non c’è la sostanza che ci ha reso Olimpia.
Sante Parole,
Poi non c’è Olimpia senza Messina … anche no.
Luca l’ultima frase è il paradosso perchè, pur apprezzando e riconoscendo le doti del POBO, mi chiedo se aver legato alla sua figura l’essere stesso dell’Olimpia sia una cosa sensata. L’Olimpia è altro, e come è stata impostata oggi sta diventando una sorta di emanazione di Messina (o del suo ego). Questa domanda, in Società, ti assicuro che se la fanno a bassa voce in tanti
Scusa Ciccio, sei sicuro di cio’ che dici a proposito delle domande che a bassa voce si pongono in tanti in casa Olimpia oppure sono tue sensazioni? No perché fosse vera la prima ipotesi, per chi come me che da anni (cacciata di Banchi) sostiene che il marchio Armani punta in primis (giusto per citare l’ultima notizia) alla web reputation piuttosto che (in seconda battuta) alle vittorie internazionali, è una buona notizia nel senso che non sono più solo (dopo tanti anni in cui venivo da tutti schernito) ad avere quelle sensazioni. Ovviamente, per i benpensanti o gli illuminati, ci potrebbe essere il rischio di “sparire” e cadere nel dimenticatoio. Benissimo ce ne faremo una ragione aspettando che presto o tardi qualcun altro prenda in mano il timone e le redini della nostra gloriosa società e ci riporti (sportivamente parlando) ai fasti di un tempo.
Se Ciccio dice che è una domanda che si stanno facendo in tanti in società e’ sicuramente vero