Olimpia Milano post Scafati | Questa squadra vuole davvero buttare via cinque anni?

Alessandro Maggi 31

Olimpia Milano post Scafati, il passo indietro che cancella i due timidi passi avanti. La verità non era quella, la verità oggi è questa

Olimpia Milano post Scafati, il passo indietro che cancella i due timidi passi avanti. La verità non era quella, la verità oggi è questa. Citando un vecchio adagio di Livio Proli, questa squadra è caduta in una buca da cui non pare avere le forze per uscire. 

Difficile andare oltre il banale e riciclato concetto di imbarazzo. Imbarazzo. Che è etichetta/accusa difficile da accostare a chi ha vinto due Scudetti, combattuto per quattro anni sul parquet per un nome e un marchio, dato l’illusione di poter fare l’ultimo gradino verso la gloria più alta.

E non è questione di urlare “vergogna” a squadra e allenatore, perché “imbarazzo” è già quello che ogni tesserato, oggi, prova. Non abbiamo dubbi. I numeri parlano di nove ko stagionali al 13 di novembre. Tre ko su quattro gare in LBA con le prime otto della classe, cinque su sei in EuroLeague. 

4/21 da 3, 68 punti segnati contro una squadra che ne concedeva 94, 85-68 il dato di valutazione. Contro Scafati. Con tutto il rispetto per Scafati, il presidente Nello Longobardi, un grande coach come Pino Sacripanti. E il nostro Alessandro Gentile. Ma andiamo avanti. 2+4 di Nicolò Melli in 26’, Shields che segna 4 punti in 28’ dopo gli 0 con Valencia.

Mirotic che produce ma che non trova l’accordo con i compagni, il capitano che non è fattore sui due lati del campo e tace infuriato, l’ex trascinatore che non vede il canestro, Flaccadori che rende più di Lo, Baron che diventa necessità, sconfitta che arriva stracciando i polmoni della prima linea alla vigilia di un doppio turno, Kamagate che può segnare e schiacciare ma tanto non gioca. Hall che tira con la convinzione dell’Hackett del 2015…

Imbarazzo. “Andato oltre le aspettative”, per quanto legato ad un singolo aspetto del match, a Scafati, se sei l’Olimpia Milano, non si può sentire. Comprendiamo come Ettore Messina, nella sua analisi del momento, preferisca scomporre la prestazione e analizzare ogni aspetto, trovando anche del buono, ma oggi la questione pare più mentale, che tecnica.

Si può dire tutto. Che questa squadra sia stata costruita male. Che gli manca un regista, un’ala piccola, un’ala forte, un centro. Che Nikola Mirotic ingombri lo spazio di Nicolò Melli. Che un doppio incarico non sia lecito a questi livelli. Si può dire tutto, perchè quando si perde, si tace e si lavora. 

Si incassa, di certo non si va sui quotidiani a rispondere a critiche professionali. Ci si interroga su cosa si sia fatto da luglio ad oggi. Ci si chiede se un giocatore uno, per quanto dal nome Kevin  Pangos, possa essere la causa di ogni male. 

Ettore Messina non si è mai nascosto, ma quando in campo va una squadra che dopo due vittorie risponde con una prestazione così, ci si chiede se il senso di urgenza oggi sia avvertito proprio di tutti. Non ci sono dubbi sui valori costruiti in questi anni in quella palestra. Chi scrive di certo oggi non dimentica quanto questa filosofia abbia garantito a livello di trofei, di giocatori attratti e firmati. Non scorda l’urlo d’orgoglioso furore di Nicolò Melli, o l’impegno del club per prendersi un Nikola Mirotic.

Non è in discussione la serietà, il talento, di uno Shavon Shields che con prestazioni leggendarie ha caratterizzato alcune delle gare più importanti di questi anni. E non siamo certo qui a rivendicare rispetto per un marchio che per molti tesserati, se non tutti, è il primo valore.

Non giudichiamo, vediamo, commentiamo. E domandiamo: chi oggi porta quella canotta, e guida la squadra, vuole davvero gettare al vento tutto quello che è stato costruito in questi cinque anni? Perché sì, la sensazione è che oggi si stia rischiando non tanto di cancellare la gloria passata, quanto di privare presente e futuro delle esperienze vissute sino ad oggi. L’Olimpia Milano non merita di ripartire da zero. E’ precisa responsabilità di tutti scongiurare tutto questo. 

31 thoughts on “Olimpia Milano post Scafati | Questa squadra vuole davvero buttare via cinque anni?

  1. Io lo ho già scritto ad oggi o li Cambi TUTTI o cambi il manico e questo Messina lo deve capire , troppo comodo offrire la sua testa ad un vecchio signore gentile che sa di non sapere nulla di basket che gli restituirà fiducioso il comando . È lui che DEVE capire .

  2. Caro Maggi, ma cosa si è costruito in questi 5 anni ?
    Cosa rimane dell’esperienza della F4 ?
    Ringraziamo Messina per aver portato qui il Chacho e Hines. E poi ?
    Cosa si è costruito ?
    Si sono bruciati giocatori, e ora stagioni, solo perchè poi si scopriva che non piacevano a chi qualche mese prima gli aveva scelti.
    Lascio perdere Pangos, perchè da solo basterebbe a fare il quadro del corto circuito in cui siamo finiti,
    penso al quadriennale di Moretti e adesso a quello di Caruso.
    Anche questo descrive questi 5 anni.
    Tutto orami è senza logica e senza controllo.

    Io fui contento della scelta di Messina,
    ora ritengo che il suo apporto, in tutti questi anni, sia stato sopravvalutato.
    Senza lo spagnolo e con l’americano agli sgoccioli della carriera, il valore dell’Olimpia di Messina si è sgonfiato.
    Siamo entrati e siamo subito usciti dall’elite del basket europeo.
    Secondo te Mirotic se potesse tornare indietro, sceglierebbe ancora l’Olimpia ?

  3. Se davvero ci fosse imbarazzo, si vedrebbero giocatori rabbiosi in campo.
    Si vedrebbe gente lanciarsi sulle palle vaganti a corpo morto.
    Si vedrebbero falli cattivi.
    Si vedrebbero proteste per i fischi contrari.
    Qui invece si vede solo l’encefalogramma piatto.
    Non ci sono reazioni di nessun genere, emotive in primis.
    Melli è l’emblema del momento: abulico, quasi assente, si aggira per il campo come se fosse un corpo estraneo, lui che dovrebbe essere (e lo è stato fino alla scorsa stagione) il cemento della squadra.
    Non dico che la squadra giochi contro Messina (almeno spero di no) ma danno la netta sensazione di non crederci proprio più.

    1. Concordo. E’ la squadra per prima che deve mostrare di voler cambiare questa situazione. Per quante colpe possa avere Messina, e ne ha come ha ammesso lui stesso, stiamo vedendo dei giocatori al 10% del loro potenziale. Ci credono o no? Vogliono identificarsi di nuovo nei valori che hanno mostrato negli ultimi anni? E questo deve partire da chi è qua da più tempo. Quindi Melli, Hines, Shields, Tonut, e poi anche Ricci e Baron quando torna

      1. I giocatori sono professionisti e devono impegnarsi sempre, però per avere quel guizzo in più che viene dall’identificazione con i propri colori, non puoi cambiare saquadra ogni anno.

  4. Ok l’orgoglio, ok la cattiveria agonistica, ma sarebbe possibile per favore vedere anche qualche idea, qualche schema? L’azione di attacco è così ripetitiva, anche al variare dei protagonisti in campo, che agli avversari non serve neanche troppa pressione sul portatore di palla, tanto la palla se la terrà in mano fino a quando mancheranno 7-8 secondi alla fine della azione, poi inizierà freneticamente a farla girare alla ricerca di un tiro o, più raramente, di un timido tentativo di entrata. In queste condizioni, devi avere percentuali super al tiro oppure sovrastare gli avversari a rimbalzo (vedi primo quarto con Valencia), altrimenti sei condannato a perdere male.

  5. Cari ROM, non vi è chiaro, forse non vi è chiaro, che voi, ignorando il fatto che il problema non è la squadra, ma una squadra costruita erroneamente da una guida tecnica che, da tempo, non ci sta più capendo nulla, state solamente spostando il tiro dal vero focus, continuando a parlare d’altro, piuttosto che ammettere di, puntando tutto sul coach, aver scelto un cavallo scosso

    1. Maggi, addirittura leggo una citazione tratta dal libro delle sacre scritture di Livio Proli…….

  6. Sono assolutamente d’accordo. Perché allora la squadra con Melli in testa non chiede di parlare con la società e dice non seguiamo più Messina bissohna cambiare?

    1. @pierrezucchi, vero ok non si fa, dico solo che secondo me è ora di non dare più troppi alibi ai giocatori. Con tutta la buona volontà, prendersi in faccia 100 punti da Pesaro e ieri mai una volta sopra nel punteggio, i primi a ribellarsi su a cosa del genere devono essere i giocatori, se appunto ancora ci credono in quello che stanno facendo

  7. Ci sono 4.000 abbonati quest’anno, ed è un record, ed è quello che ha costruito Messina.
    Non andrebbe sprecato, sono d’accordo.

    Di certo però non è un bene che è stato costruito sul campo – penso io.
    Dell’Orco, per esempio, la pensa diversamente. Pensa e dice che due scudetti di fila siano più che sufficienti.
    Non si rende conto che spendere 60 milioni per quel risultato è ridicolo.

    L’affluenza del pubblico gli dà ragione, ok.
    Pubblico generico, però, anche se moderno, perché ormai qualsiasi sport cerca di diventare soprattutto intrattenimento, NBA con più successo degli altri: un circo milionario dove la gente affolla i palazzetti a cifre folli, per vedere partite di rs che contano niente, e come tali vengono giocate.
    Chi altro spenderebbe per abbonarsi per vedere questa triste Olimpia, se non un pubblico generico che è lì per farsi il selfie con Armani all’intervallo?

    Qui dentro però, dove siamo un gruppo di tifosi che non si fanno suggestionare dal circo, ma vorremmo vedere uno sport degno della competizione, gli umori invece sono tristi, seguire la nostra squadra ridotta così è una pena.
    Cerchiamo di spiegare, di capire, anche di sfogarci, ma non è il disamore verso la squadra, è invece il malessere per un capitale buttato via, di soldi, di giocatori, di tifo appassionato.

    Preferivo quando eravamo meno di 2.000 al Forum, ma Mason Rocca riusciva a sembrare un gigante, a lottare contro gente più grande di lui, penso a l’entusiasmo per Cerella, per non parlare dell’anno che Gentile e Langford ci hanno fatto sognare dando tutto quello di cui erano capaci, come ancora ieri pomeriggio il nostro ex-capitano ha mostrato di saper fare ancora.

    Quel capitale di garra è andato perso.
    Rifletti: diciamo tutti che Rodriguez è andato a Madrid perché voleva vincere ancora la EL, lo diciamo come se fosse scontato, normale, una cosa oggettiva.
    Invece rifletti: perché in quell’anno, con quei proclami, coi mezzi di Armani e quella che allora era la competenza di Messina, il Chacho non pensò invece che l’EL poteva vincerla a Milano?

    Andò via per vincere, diciamo accettandolo.
    Oggi retrospettivamente, e forse polemicamente, si potrebbe dire che da dentro lo spogliatoio lui aveva capito che nonostante la tanta fuffa dei discorsi, a Milano con Messina non si poteva vincere.
    Quindi andò a Madrid dove invece sanno vincere e hanno costruito qualcosa di molto, molto solido, molto bello.

    Nella Milano di Messina di bello non c’è niente.
    Purtroppo Dell’Orco che si vanta dei due scudetti, pare solo un vanesio di provincia 😔

    1. o forse a milano hanno capito che l’eurolega dopo la farsa dell’anno scorso la possono vincere solo alcune squadre…..io opterei per la fiba.

    2. Sulle motivazione del Chacho di andarsene sono totolmente d’accordo. La famiglia la scusa buona.

  8. 14 squadre su 15 (escludendo Bologna) venderebbero anche la mamma pur di avere nel campionato italiano un quintetto base come quello di Milano oggi. Non ci basta per battere Scafati???Abbiamo bisogno di Steve Nash come play per vincere?? Ma siamo seri?? Io non ho parole, davvero…Avremmo bisogno di fare la squadra col budget più basso della serie A, per ritrovare un pó di umiltà…

  9. Come disse una volta Proli : siete solo dei milordini criticoni

    W ARMANI

    W MESSINA

    W DANESI

    PS:Ironia

  10. L’errore … pensare che senza Messina non ci sia l’Olimpia … con tutte queste mi panegirici sull’etica del lavoro etc etc … purtroppo nello sport a questi livelli in risultati hanno un peso specifico molto alto … e da questo punto di vista al momento il periodo Messina è deficitario soprattutto visto il budget a disposizione … 2 scudetti e altro in Italia e una coppa Europea li ha vinti De Raffaele con la Reyer … per dire …

  11. Un qualsiasi allenatore che non si chiamava Ettore Messina era già andato a casa lo scorso anno.

    Sempre scuse su scuse e soldi buttati nel cesso e siamo 2-5 in EL e 4-3 in campionato con sconfitte contro Scafati,Pesaro in casa che poteva vincere l’U19 o quasi e a Napoli.

    E la cosa più triste di tutte è che trova ancora gente che prova a difenderlo. 4 punti indietro a Napoli che ha il budget 1/7 del nostro.

  12. Prendi Trinchieri, gli dai in mano la stessa squadra e la smuove come un calzino.

    Caruso n.e e Bortolani 4 minuti, e perdi la 3 partita su 7 a Scafati.

    Di cosa stiamo parlando?

  13. Rimango decisamente perplesso quando leggo che il gioco o non gioco del nostro Coach, a seconde delle prospettive o chiavi di lettura, sia obsoleto, come se lo sport ed in questo caso la pallacanestro esigesse ad ogni epoca il resoconto delle scoperte, delle invenzioni e quindi chi prima le mette in pratica, prima si trova a vincere…
    La pallacanestro non è uno sport dove si deve necessariamente inventare, scoprire, si possono raggiungere obiettivi esercitando principi anche di 30nni più vecchi ma è il modo di come vuoi che essi si attuino, questo non dovrebbe essere mai tradito. A mio avviso quello che è cambiato, nel tempo, è il modo di approcciarsi ma anche di come vengono affrontate le situazioni, spesso quelle negative, forse questo è diventato obsoleto, ma non c’è da fare troppo i criticoni, il tempo passa per tutti, anche per i…grandi.

  14. Contro Pesaro non aveva esitato a prendersela pubblicamente con le riserve.
    Forse oggi dovrebbe chiedere loro scusa.
    Mi sembra oramai un pó slegato dalla realtà.

  15. Sono realmente perplesso da questa situazione….in Eurolega ci sta di perdere con tutte le squadre dato che più o meno tutti sono di alti livelli, anche se alcune l’Eurolega non la vinceranno mai…ma prenderle da Pesaro, Napoli e Scafati, in poco più di un mese di campionato, non ci può stare o non ci deve stare, certi valori in 40 minuti DEVONO venire fuori !
    Ok….roster non bene assortito ? con 11-12 giocatori delle rispettive nazionali ? non mi risulta che siano tutti dei 4 e manchino le guardie o i lunghi…manca il play illuminante ? forse, ma due discreti ci sono ! senza parlare di qualche giocatore potenziale che resta a guardare in panchina, e se resta in panchina di chi è la colpa ? di quelli che scrivono sul forum ?
    Il gioco poi ? la palla che gira poco e piano e permette agli avversari di adeguarsi sistematicamente…. chi deve apportare correttivi se non il coach ?
    Io non ce l’ho con Messina, ma la sua conduzione mi suscita tante domande e purtroppo poche risposte

  16. Riparto anch’io dal chiedere a chi scrive e a chi sta leggendo: ma cosa è stato costruito in questi 4/5 anni?
    Non vedo una linea di continuità, la ricerca di giocatori-base, la strutturazione di un gruppo definito è solido. Si sono solo ruotati e consumati come merce qualsiasi decine di giocatori, alla ricerca nevrotica della PERFEZIONE.
    Si sono scartati giocatori di valore e tecnici dello staff come cioccolatini, negando a tutti il diritto di errore, di parola, di replica. Un solo uomo al comando, un solo infallibile, un solo intoccabile.
    L’ho già scritto: dei 40 e passa giocatori acquistati in questi anni, quelli che hanno avuto un rinnovo di contratto si contano sulle dita di una mano, e ci avanzano pure delle dita! Due yesman rinnovati: il tappetino Fioretti e l’irrinunciabile uomo dei contratti (e ci mancherebbe che facesse lui pure quelli!).
    Messina non si è mai nascosto? Ma per favore… unico errore ammesso, e ne conosciamo bene il motivo, la conferma o l’acquisto che sia di Pangos. Altrimenti solo dichiarazioni da paraculo (perché proprietà e pubblico sono intoccabili), croci addosso a giocatori che lui presumeva fossero in grado di battere Pesaro e invece no, o la frase ritrita e insignificante “andiamo a lavorare “.
    Glielo ha detto anche Armani “vai a lavorare”, peccato che lui abbia pensato di dover andare in palestra…
    Scrivere “Imbarazzante” sarebbe una critica? Forse per chi non ha il coraggio, ne conosciamo molto bene i motivi, per esprimere opinioni e critiche libere, con le parole dovute e meritate da questo scempio.
    Che si debba cambiare totalmente marcia e direzione è lapalissiano e sotto gli occhi di tutti.
    Quando un progetto fallisce e quel progetto è stato affidato a una sola mano e a una sola testa pensante (si fa per dire) chi dobbiamo rimuovere?
    Ci sono forse dubbi in proposito?

    1. @Maggi: apprezzo la tua critica, non forte nei toni ma certamente completa e fine.
      Qui c’è un problema societario grossissimo: si stanno gettando al vento opportunità e soldi, che, ce meglio gestite, condurrebbero a una certa stabilità nei quartieri elitari di EL. Invece la società si accontenta di un paio di scudetti, l’ ultimo soffertissimo (e ci si dimentica lo 0-4 patito da Bologna e le umiliazioni in coppa Italia).
      Son stufo di cercare colpe e responsabilità, tra tecnico, giocatori e dirigenza, ma soprattutto preoccupato perché la cruda verità ci dice che non c’è volontà di crescere ancora, solo di vivacchiare con quel che si è raggiunto che non è zero ma, in fin fei conti, è troppo poco. Il presente imbarazza; il futuro non lo vedo proprio.

  17. Una sola domanda: quanto peggio deve andare perché si dica BASTA a questo supplizio?

  18. E’ dibattibile cosa sia stato costruito in 5 anni, rispetto ai precedenti 15 di gestione e rispetto al capitale investito. Si e’ creato intrattenimento, ripopolato un po’ il Forum forse, ed e’ servito fino a un certo punto come fiore all’occhiello di Armani, se ne avesse bisogno. Con 500 milioni cumulativi di investimento durante la gestione, mi sembra che i risultati finali siano deludenti dal punto di vista strettamente sportivo. Ma forse e’ sufficiente per chi guarda il giochino in termini più “leggeri” e senza i “drammi” sportivi dell dicotomia brutale sconfitta/vittoria. Dipende un po’ come vivi e investi nello sport: showbiz e entertainment leggero, o metafora di vita e lotta per vincere costi quel che costi. Ognuno sceglie da che parte si trova rispetto alla linea di demarcazione delle due filosofie. La squadra ha avuto in questi anni ottimi giocatori e qualche spunto di gioco per soddisfare la domanda di intrattenimento. Sportivamente va valutata rispetto al top della competizione e ho paura che li si sia costruito ben poco cui affidare le speranze per un futuro solido. Mi sembra siamo in mezzo al guado, aspettando l’inizio di un nuovo ciclo da costruire da zero con pochi punti di leva e riferimento.

    1. Siamo in mezzo al guado, ma un po sott’acqua, il rischio di affogare esiste, e, se teniamo conto da dove siamo partiti quando eravamo sostanzialmente al top 3 anni fa, di passi indietro se n’è fatti parecchi e da qualsiasi parte la si guardi…….NON è stato divertente

      Poi, se vogliamo dire: se non c’era Armani bla bla bla bla bla bla…….ma, non è stato ne divertente ne appagante, pur relativizzando il tutto

  19. Finalmente in questo blog si comincia a respirare un aria sana perché ormai siamo quasi tutti concordi nel ribadire che Messina ha fatto il suo tempo (5 anni e sono pure troppi)e la soluzione è univoca: SI DEVE DIMETTERE da entrambe le cariche se gli è rimasto un briciolo di dignità ma siccome ne è scevro chissà per quanto tempo ce lo dovremo sorbire.

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