
L’Olimpia Milano è quindicesima in EuroLeague, e come sempre in queste ultime quattro stagioni con un bilancio largamente negativo. Non c’è bisogno di fare statistiche per avere conferme, la memoria è propria di tutti, tuttavia gettare tutto in un unico bidone sarebbe la cosa più sbagliata.
Cosa non salvare
Con il Valencia la squadra di Ettore Messina ha subito il copione ospite. Si sapeva di avere di fronte una squadra che gradiva tanti possessi, dunque abile nell’entrata del gioco.
L’Olimpia non ha avuto l’energia per rispondere proprio nei primi secondi del possesso. I blocchi della squadra taronja arrivavano su un difensore già in ritardo. Il problema dei “cambi sistematici” viene in seconda battuta, ma è degno di nota.
Nel primo tempo, come ad inizio ripresa, il più in difficoltà è stato Devin Booker. Non ha mai letto i blocchi, è rimasto spesso sul suo uomo senza comunicare, lasciando il compagno in mezzo al guado. Una situazione di vantaggio che poi Valencia ha punito con percentuali eccezionali.
Qui emerge una mancanza. In questi anni Ettore Messina ha sempre avuto un generale difensivo nella batteria lunghi. Kyle Hines prima, Nicolò Melli poi. Con anche qualche stagione di coabitazione.
Oggi, con Josh Nebo ai box, l’Olimpia ha Devin Booker, che non è un grande difensore, Bryant Dunston, che ha cinque anni in più di Hines al suo arrivo a Milano, Pippo Ricci, che non è sempre presente soprattutto sugli aiuti, e Nathan Sestina, che non è un difensore.
L’errore più grande sarebbe però parlare di difesa oltre la gara con il Valencia. Per intenderci, Milano settimana prossima andrà a Barcellona da seconda miglior retroguardia di EuroLeague, con 9 punti in meno concessi rispetto ai blaugrana.
Il problema resta l’attacco, che anche dopo i 100 di giovedì è il numero 19 della competizione. E anche con Valencia è sorto un problema. Quale? La mancanza di leader in grado di controllare il ritmo. Di fare la partita. Come detto, Milano si è fatta imporre il copione dai rivali. Semplicemente perché non ha chi sia in grado di dosare energie e scelte.
Fino ad oggi tutti sanno che Marko Guduric, e Lorenzo Brown quando disponibile, sotto pressione vanno in difficoltà. Scelte sbagliate, palle perse o tiri a bassa percentuale, transizioni garantite. E con Valencia Nico Mannion non è neanche entrato in partita.
Cosa salvare
E questo ha peso su quello che funziona. Perché Milano certamente arriva a 100 solo perchè Armoni Brooks fa l’alieno, segnando da ogni dove e per lo più a giochi rotti, ma oggi nel pacchetto esterni c’è qualità.
Bolmaro, e a tratti Ellis, lasciano il segno perché hanno dinamismo, aggressività, e una fisicità che in EuroLeague ha pochi eguali nei ruoli. In questo contesto la palla resta sempre in movimento perché le seconde linee guardando sempre al ferro, e anche Shavon Shields se ne giova.
L’argentino oltretutto oggi tira con il 72.7% da 3, che è dato da fantascienza (ha messo a segno 8 triple in sei gare, esattamente come un anno fa, ma in 25) come l’oltre 50% di Zach LeDay ad un certo punto della passata stagione.
Ma è evidente come oggi ci sia un giocatore molto abile da second handler, mortifero come Quinn Ellis ad attaccare dal lato forte se servito in movimento. Se consideriamo un Ricci rinato da puro 4, significa che intorno ad un innesco che oggi manca c’è davvero tanta polvere da sparo.
Con Sestina, come con LeDay, oggi Milano può aprire il campo con quattro uomini, e almeno due esterni in grado di creare rapidamente superiorità. Ma, appunto, non c’è l’innesco. L’Olimpia non ha una guida dietro né davanti, e si ritrova costretta a giocare alle regole degli altri. E perde al Forum segnando 100 punti. Mai successo.
Manca Lorenzo Brown, e sostanzialmente è mancato Marko Guduric, che da leader designato per ora si è rivelato un battitore libero. La bocciatura non è servita, ma l’urgenza è altissima. Sotto esame non è tanto lui, ma chi lo ha scelto per quella gerarchia. Quando Brown tornerà, e se sarà performante, potrebbe già essere troppo tardi.

Possiamo fare tante analisi ma se dopo 3 anni siamo sempre alle analisi, sempre in fondo alla classifica, abbiamo preso giocatori vecchi e / o rotti, i piu’ forti sono andati via, il pubblico inizia a non venire piu’ alle partite di cosa stiamo parlando? Ma li vediamo i giocatori che da noi regrediscono regolarmente, giovani che invece di crescere finiscono in panchina, acquisti cercati e poi bocciati? Ma lo vediamo che noi in ogni partita dal minuto uno abbiamo in panchina uno con la faccia torva che sta sempre in tensione e ad ogni azione ha qualcosa da dire e la vediamo la differenza con tutti gli altri che spesso lasciano giocare la propria squadra perchè le hanno comunque dato delle certezze e non stanno li ad ogni azione a dirgli cosa devono o no devono fare? Ma ci rendiamo conto che questo atteggiamento è deleterio nel medio periodo e che è alla base del fatto che da noi i giocatori non si esprimono al meglio o vanno a sprazzi e / o a partite? In qualunque altra squadra, in qualunque altro sport questi segnali sarebbero stati sufficienti per cambiare la guida, noi spendiamo ogni anni milioni per cambiare i giocatori e lasciamo al suo posto chi non li valorizza per poi cambiarli di nuovo l’anno dopo. E il giudizio non è sulla persona sia chiaro ma sulla capacità di essere oggi allineato a quello che il gioco del basket richiede per competere ai massimi livelli europei (e nell”ultimo anno anche in Italia che con il budget a disposizione non essere arrivato in finale basta ed avanza per dire basta).
Analisi del tutto condivisibile.
Messina ha semplicemente fatto il suo tempo. Dato il carattere dell’uomo, non proprio empatico, il tramonto si tinge di facce fosche, ma questo è un dettaglio estetico.
Il problema è sostanziale. Sono almeno 3 anni che la squadra costruita da Messina gioca male e finisce ben al di sotto delle aspettative e del budget impiegato.
In qualunque azienda basterebbe per cambiare la conduzione.
A proposito: onore alla Virtus che ieri ha battuto con merito il Pana.
Da tifoso mi dispiace dover ammettere che sono ben altra squadra, da persona razionale non posso che far loro i miei complimenti.
Condivido pensiero e sensazione. Ho guardato le ultime due partite della Virtus in versione gufo e devo ammettere di aver visto un bello spettacolo.
Persi Shengelia e Cordinier hanno saputo trovare, e integrare subito, qualcosa di meglio. Cambiando gioco.
Io non ricordo Guduric portatore di palla in Turchia, a Milano hanno scoperto il suo vero ruolo.
Con i risultati che vediamo.
Giocatori che a Milano regrediscono.
Bolmaro è in crescita esponenziale
Ellis anche
Leday pure
Ricci idem
Guduric messo in croce dopo tre partite..
Messina ha fatto e fa tanti errori ma dire che fa regredire tutti i giocatori è una stupidaggine
Il problema è che poi tocca a poeta , qui serve qualcosa di più carismatico , vedi Bologna , per sistemare hanno preso il codino mica pozzecco ci vuole trinchieri che però è inviso a Messina…
Condivisibile tutto…Messina ormai è anacronistico…. soprattutto il suo modo di allenare….ormai tutti i giocatori buoni di Eurolega grazie al passaparola e a quello che vedono non verranno mai a Milano fino a quando ci sarà Messina.
La società in maniera identica non capendo nulla di basket si affida in tutto a Messina……e non hanno coraggio di cambiare…quale sarebbe il rischio in un cambio….peggio di quello che hai fatto in questi anni…
Maggi lucido e chiaro, condivido parecchio: le potenzialità sono tutte lì per questa squadra, se si trovasse l’innesco, e sono lì anche tutti e spesso troppi, gli errori.
Cito @ slim qui sopra: “non ricordo Guduric portatore di palla in Turchia […]”.
E subito di seguito gli accosto Maggi: “ Se consideriamo un Ricci rinato da puro 4 […]”.
Dal confronto tra le due osservazioni, di un Guduric in difficoltà in un ruolo non suo, e di un Ricci rinato (!) perché rimesso finalmente nel suo ruolo, risulta evidente, secondo me, il vizio di chi dovrebbe fornire l’innesco a priori e s’intestardisce a non farlo…
…è vero, non era al forum ma, perdere una partita, realizzando oltre 100 punti, è già successo recentemente…lo scorso novembre contro l’Alba…e, per un coach che, fa della difesa, il suo mantra assoluto, non è un bel segnale…
Io suggerirei pure adeguate riflessioni su questo basket europeo che sembra stia prendendo una direzione tendenzialmente diversa dagli schemi classici play/ centro e così sia,almeno per quelle che non sono le big del torneo.
Se guardiamo a quello che sta facendo pure quest’anno Paris dopo aver perso sul mercato i migliori,la stessa Bologna,come pure Valencia,le prime che vengono in mente si capisce che l’unica strada che pare percorribile per chi non si può permettere Micic o Tavares sia quella del gioco,di trovare nuove soluzioni,strade alternative che permettano di ottenere risultati senza avere dei top player in squadra.
Seguire gli schemi classici andando però a prendere grandi giocatori usurati a fine carriera oppure scommettere su lungodegenti e’ una scelta già persa in partenza come sembrano dimostrare i nostri risultati europei degli ultimi 3 anni.
Con questo non voglio dire che il torneo non sarà vinto dalle solite 5/6 squadre che ovviamente hanno pure i migliori giocatori del torneo ma sfido chiunque a dirmi che 10 anni fa avrebbe scommesso su Oklahoma campione NBA 2025.
Ovviamente questa scelta presuppone tecnici disponibili ad accollarsi tutti i rischi di certe scelte e ben difficilmente gente come Messina oppure Obradovic sarebbero disposti a farlo visto la loro palese indisponibilità ad adeguarsi al tempo che passa.
L’innesco c’è, e’ lì in panca dietro al bollito. Gli ultimi e unici sprazzi di gioco visti con una smorfia a mo’ di sorriso portano il nome Fioretti. A oggi, avanti i giovani.
Quarto anno di fila con avvio negativo, anche con Hines e Melli succedeva……Bolmaro grande avvio, stupisce la sua costanza in Euroleague nel tiro da 3, che per lui non è naturale ma costruito, eppero non lascerei mai a lui un tiro decisivo (le sue due ultime azioni nei 2 minuti finali non proprio il massimo); infatti ci dovrebbero pensare il duo Guduric-Shields, ma qui caschiamo male: Shields tende ad esagerare nel possesso palla forzando il tiro, Guduric, sarà perché utilizzato come portatore di palla (playmaker mi sembra eccessivo), probabilmente non arriva lucido a fare quei tiri (ai quali peraltro non si sottrae) e puntualmente gli escono
Brown arriverà (in tempo o no), ma, sarà in grado di prendere in mano squadra e situazione? Per quanto visto finora, tra un infortunio e l’altro, non parrebbe…..
Intanto a Bologna…..
Manca un playmaker capace di fare la differenza portando palla, di attaccare il ferro, di controllare il ritmo, di coinvolgere i compagni trovandoli nei momenti e nelle posizioni corrette, di portare leadership, di superare la pressione non solo superando la metà campo senza perdere palla (sarebbe già un miglioramento) ma di creare vantaggi dai primi secondi dell’azione, di avere un minimo di tenuta fisica difensiva…e di play così in EL ne servono almeno due in una stagione. Ammasso e non concesso che Brown lo sia quando sarà sano, ne manca almeno uno. In caso diverso non c’è nessuna possibilità di fare un EL di livello, forse si potrà vincere qualche partite nei momenti di forma collettiva
Non dite che non esiste o che è inarrivabile perché quasi tutte le squadre di EL ne ce l’anno e molte ne hanno due.Anche squadre con budget inferiori al nostro, ad esempio Bologna che ha meno talento in altri ruoli ma è molto più equilibrata nel gioco