
Tra i temi emersi in vista della stagione LBA 2026/27, ce n’è uno che riguarda direttamente Olimpia Milano. Secondo quanto riportato da La Prealpina, il club biancorosso avrebbe chiesto di aumentare da 18 a 20 il numero dei tesseramenti consentiti in campionato. Un cambiamento non da poco.
La logica della richiesta è chiara. Nelle ultime due stagioni Olimpia Milano ha costruito roster molto profondi, arrivando a partire con gruppi da 17 giocatori, e si è spesso trovata a dover gestire con attenzione slot, turnover ed equilibri interni per non consumare troppo presto tutti gli spazi disponibili. Da qui l’idea di ampliare il margine operativo, soprattutto per una squadra impegnata su più fronti e con esigenze continue di rotazione.
La decisione finale spetterà alla FIP, ma il tema è già sul tavolo. Resta poi un elemento interessante: secondo La Prealpina, l’intenzione di Peppe Poeta sarebbe comunque quella di “asciugare” la profondità del roster. In sostanza, Olimpia Milano chiede più flessibilità regolamentare, pur senza escludere una costruzione della squadra meno affollata rispetto alle ultime stagioni.

Ormai il ridicolo è la nostra abitudine.
Ci si dovrebbe chiedere se ha senso fare ancora roaster da 18 giocatori, non chiedere 2 tesserati in più quando da anni giochiamo in 8 o 9 tutte le partite.
Durante l’intero regime del dittatore Messina, ed anche col seguace designato Poeta, quasi tutti gli italiani hanno recitato la parte degli NPC (non players characters) dei videogiochi, ossia sempre in panchina, anche se magari gli andava bene così per i ricchi emolumenti pagati da Armani.
A cosa serve estendere il roster a 20 giocatori se tanto gli italiani non li fai giocare ed utilizzi e spremi sempre e solo 8-10 giocatori che poi arrivano cotti al punto focale della stagione mentre quelli in panca sono freschissimi ma non venogno mai impiegati?
Vedi esempio Totè, un centro che in LBA poteva garantire 20 minuti a partita costantemente con prestazioni decenti facendo riposare il titolare di Eurolega, mandato via perchè Messina e Poeta hanno fatto e fanno giocare Nebo pure nell’inutile campionato italiano quando poteva recuperare energie in chiave playoff.
Per poter ben figurare in una stagione con calendari così pieni di partite ad alto livello è indispensabile avere un roster di almeno 18 giocatori (10 stranieri – 2 di pari/alto livello/profilo per ogni ruolo) e 8 italiani di cui almeno 4 in grado di giocare da protagonisti in EL e 4 che siano un fattore in LBA e che possano eventualmente tenere il campo per qualche minuto in EL. Inoltre ci vuole un allenatore esperto ad alto livello, di forte personalità e carisma in grado di gestire il gruppo indicando chiaramente ruoli, gerarchie e priorità. Questo è il necessario se si vuole competere al massimo livello sui due fronti, che non vuol dire vincere l’EL, ma almeno arrivare ai play off e vincere il campionato, vale a dire ottenere risultati in linea con il budget investito. Poi la società Olimpia Milano faccia quello che può, quello che crede e quello che ritiene opportuno fare.
Comunque dobbiamo anche essere un po’ razionali. E’ normale che anche se hai 16 giocatori 8 / 10 giochino molto di piu’, è un tema di automatismi e anche di livello dei giocatori, difficile avere 16 tutti al solito si spera alto livello. A basket si va in campo in 5, ci sono sport che giocano a 11, con rose di 24 quindi in proporzione meno folte del basket in relazione al numero di quello che vanno in campo ma difficilmente vedi ruotare tutti i 24 in pari modo, ce ne sono sempre 14 / 15 che giocano di piu’. Le proporzioni nei giochi di squadra sono queste. Poi noi magari le restringiamo all’eccesso