Sergio Rodriguez ospita dell’edizione milanese di Repubblica. Ecco alcune delle dichiarazioni rilasciate a Massimo Pisa.
SULLA SUA FILOSOFIA
«Per uno sportivo due cose sono fondamentali: il lavoro di ogni giorno, che indirizza il risultato. E poi c’è il premio, che ti dà fiducia e ti fa lavorare meglio. Quindi sì, mi sento più leggere con un trofeo in bacheca».
SERGIO RODRIGUEZ SUL ROSTER
«Che si abbiano meno centimetri è vero. Quanto ai chili, avete visto Hines? Credo la squadra si adatti meglio al basket italiano, rapido e pieno di americani di talento. Quanto all’EuroLeague, se un centro basso come Hines è proprio quello che ha vinto più di tutti, direi che abbiamo una bella garanzia».
SULL’ABBRACCIO CON MESSINA
«Col coach ho un grande rapporto. Lavorare con lui è ideale, ti risolve i problemi, ti chiarisce i dubbi. A me piace sempre parlare e capire di basket, farlo con coach Messina è come fare una masterclass continua. Lui è sempre lo stesso, abbiamo tutti fiducia in lui, sappiamo che gestirà al meglio una stagione di undici mesi e 80-90 partita, gli alti e i bassi, i minutaggi».
Come volevasi dimostrare alla base dell’abbraccio tra Rodriguez e il Messia c’è solo affetto tra due persone che si conoscono da molto tempo e non altro che qualcuno voleva far sottointendere maliziosamente
Una masterclass continua…. A leggere i commenti sembrava un coach scarso. Sbaglierà Rodriguez, non le tastiere d’oro.
E’ il completo e assoluto riconoscimento alla qualità di coach Messina e delle scelte fatte dallo stesso, senza se e senza ma
C’è una chiara indicazione anche sulla qualità dei minuti concessi a ciascuno e la consapevolezza che saranno distribuiti sempre al meglio. Ho letto un’analisi su Eurodevotion circa le prestazioni poco brillanti dei periodi invernali degli ultimi campionati e una interessante disamina dei perché firmata Palmasco, che vi invito a leggere. L’ipotesi motivazionale (mancanza di) mi sembra la più attendibile e sotto questo aspetto pochi come coach Messina sono capaci di sostenere le motivazioni a dare tutto che in passato sono spesso mancate.