Nicolò Melli: Pensare una gara alla volta. Alla fine vedremo dove saremo

Serata da 11 punti e 7 rimbalzi per Nicolò Melli. L’ultimo, il più importante, a decretare il successo di Olimpia Milano a Valencia

Serata da 11 punti e 7 rimbalzi per Nicolò Melli. L’ultimo, il più importante, a decretare il successo di Olimpia Milano a Valencia. Ecco le sue parole a EuroLeague Tv.

«È una cosa molto importante per noi per crescere, e finalmente stiamo riavendo alcuni giocatori molto importanti, quindi la rotazione è più profonda. Ci sta aiutando adesso e spero che possiamo continuare a costruire su questo. Dobbiamo prenderla una partita alla volta e continuare a giocare come stiamo facendo. Non pensare troppo avanti, solo una partita alla volta e alla fine della stagione regolare vedremo dove siamo».

8 thoughts on “Nicolò Melli: Pensare una gara alla volta. Alla fine vedremo dove saremo

  1. Napier ha cambiato il volto della nostra squadra.

    Come fanno i campioni, le stelle. Come ha fatto il Chacho da noi. E il Chacho oggi mi viene in mente, a parte l’affetto eterno, la stima e l’ammirazione, perché anche di lui che è un campione e una stella, è stata avanzata l’obiezione che non difendeva, come oggi ho visto lumeggiare qui è là a proposito di Napier. Ovviamente a sproposito.
    Che è un campione e una stella anche lui. Senza dubbio.
    Chi altro riesce a cambiare il volto di una squadra, se non le stelle?
    E non diresti che Napier ha cambiato il volto dell’Olimpia Milano?

    In prospettiva finale scudetto, perché ormai è quella che conta davvero, direi quindi che tre dei sei posti “stranieri” sono assegnati: Napier, Pangos, Shields.
    Una coppia di esterni non lontana da quella mitica dell’Efes, i nostri due play, se di distanza si può parlare davvero, e io non lo credo – con un’ala piccola dai limiti di rendimento ancora aperti, secondo me.

    (Parlo della finale scudetto perché secondo me solo in un paese gravato dalla chiesa come il nostro, si può parlare di fede – quel molesto “io ci credo” – nei play off EL.
    Un tono e una frase che sono molesti perché rivelano, tra l’altro, l’incapacità di vivere nel presente, di saperlo apprezzare.
    Abbiamo messo in fila 5 vittorie importanti in EL, dopo una stagione fallimentare perché piena di errori, tra cui due di valore particolare, come Olympiacos e Valencia alla Fonteta: se ne può godere senza dovere per forza pensare a illusioni fantasmatiche?
    Si può, si può. Anche perché contro Valencia abbiamo giocato davvero bene, finalmente.
    E la prova ne è il loro rientro disperato nell’ultimo minuto di gioco, che abbiamo saputo contenere dopo un terzo quarto supremo, sforzo che invece i greci non hanno voluto e saputo fare, per parole del loro stesso allenatore – ieri sera invece abbiamo battuto una squadra che voleva e doveva vincere).

    Napier, Pangos come fondamento della squadra, quindi, spero anche per l’anno prossimo. E Shields naturalmente.
    E gli altri tre posti?
    Grattacapi, grattacapi 😇
    Certo, di quelli che sempre meglio averli che non averli, ma sempre grattacapi.
    Concorrono in sei secondo me: Baron, Hall, Cabarrot, Voigtmann, Hines, Davies – per tre posti.
    E capisci bene che lasciarne fuori tre di questi, visti i nomi, fa impressione!

    Perché io, per esempio, considero Cabarrot il sostituto naturale, ed efficiente, di Shields. Ne ha le caratteristiche fisiche, l’abilità difensiva perfino sul play, la capacità d’iniziativa, i punti nelle mani – purché impiegato nelle circostanze adatte, ovvero fuori dai momenti cruciali, che peraltro saranno ottimamente occupati da Shields, senza bisogno di aggiungere altro.
    Resterebbero due posti.
    Ma se mi devo proteggere coi lunghi, quindi ne scelgo due per una rotazione a tre tra Voigtmann Davies e Hines, posso davvero rinunciare a Baron, che mi risolve le partire? O a Hall, che me le sostiene?

    Allora mi dirai, Ricci può sostituire Shields e giocare da 3, che mi consente di mettere da parte Cabarrot, che pochi apprezzano, secondo me sbagliando di grosso, e recuperare Baron.
    E io chiedo: davvero?

    Perché la coppia Shields Cabarrot garantisce iniziativa, fisico e pressione per 40 minuti, mentre Ricci è tanto, ma di certo non è iniziativa, non è attacco al ferro dal palleggio, non è difesa sul portatore di palla.
    Tre cose che ci serviranno parecchio nei 12 minuti che Shields dovrà rifiatare – anche perché Napier e Pangos non sono esattamente mastini sul play avversario.
    Posso allora tenere uno solo dei lunghi, magari a rotazione, e tenermi Baron?
    Quindi con Ricci e Biligha che rifiatano Melli e lungo?
    Mi scopro un po’ sotto canestro, ma guadagno sugli esterni.
    E Hall? Ahi ahi ahi ahi…

    Ho solo domande, come si vede, sulle scelte per la finale scudetto, un rebus molto delicato, soprattutto perché gli equilibri che stiamo scoprendo in EL, non saranno possibili in LBA…
    L’equilibrio delicato della finale scudetto passa per queste questioni.
    Soprattutto ora che anche Bologna pare fuori dai play off EL, e arriverà quindi anche lei con la fame per quel tricolore.

    1. Proprio non si può leggere il paragone tra la coppia Napier/Pangos e Larkin/Micic dove quest’ultima ha vinto da soli due EL consecutive e la nostra che al momento non hanno vinto nulla.

      1. Hanno iniziato a giocare insieme da 40 minuti, penso che sia normale che ..per ora, non abbiano vinto nulla. Il paragone è sulla forza della coppia non sulle vittorie. Ci arrivi o devi sempre rispondere a tutti senza mai sostenere una tesi che sia positiva. Sempre e solo contrapposizioni e negatività.
        Sembra che ti dispiaccia che abbiamo vinto le ultime 5 partite.
        Dillo che preferivi continuare a perdere per lamentarti ancora.

    2. Caro Palmasco, un po di luce ogni tanto fa bene.
      È chiaro che abbiamo un roster per puntare all’Europa e sovradimensionato per il campionato.
      Non vorrei essere in Messina a scegliere i sei fra Napier, Pangos, Hall, Baron, Shields, TLC, Voigtmann. Davis e Hines.
      Sono in 9 , tutti forti, per 6 posti.
      Forse quest’anno la scelta potrebbe essere quella di ruotarli, per non escludere del tutto qualcuno.

    3. Sin dall’inizio sei stato il miglior amico di TLC con la teoria sulle sue caratteristiche che ripeti come un mantra; c’è poi il peggior nemico di TLC, che è TLC stesso, a vedere le sue prestazioni in calando….

  2. Anche io dopo la partita di ieri sera mi ponevo questi dubbi.
    Aggiungo però una premessa generale: se diventano indispensabili rotazioni mirate ed evitare esclusioni e bocciature definitive, Messina dovrà rinunciare al suo modello di riferimento che applica nei playoff e che comporta la scelta dei “magnifici 6” per tutte le partite. Le motivazioni sono chiare e dettate dalla priorità di affidarsi a un gruppo preciso. Ma come fai ad escludere per TUTTI i play-off davies o TLC ? Ancora di più se pensi di averne bisogno l’anno prossimo in Eurolega. Messina sceglierà la strada di alternare almeno due roster (più esterni o più alto) in base all’avversario?

  3. se mancherà biligha due tra hines voigtmann e davies devono esserci, datome ci sarà? speriamo, tonut può giocare da guardia e ala piccola e merita minuti, io metterei nei sei cabarrot che mi piace come atletismo e che al di fuori dei momenti cruciali può essere utilissimo, poi ci sono tonut ricci e melli, la virtus presumibilmente avrà lundberg, ojeleye, milos, jaiteh, mickey e shengelia con riserve cordinier e weems, con italiani hackett mannion paiola belinelli abass e camara penso, a livelo italiani sicuramente superiore, come stranieri ha meno riserve ma notevole potenziale, temo molto l marcatura di paiola su Napier…….visto che petrucelli lo ha cancellato.

  4. Io sinceramente al miracolo non ci credo, quando si è fatto male Pangos per noi l’Eurolega era finita, e dovevamo utilizzarla per “allenarci” per l’Italia. Infatti sono molto più deluso dall’epilogo della Coppa Italia. Ora per me conta lo scudo della terza stella, e tutto lo vedo finalizzato a quello. Poi si penserà all’anno prossimo.
    Troppi giocatori importanti fuori per tanto tempo, gli unici appunti: non aver preso un play prima e forse qualche giocatore sbagliato.

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