Olimpia Milano post Maccabi | Qualsiasi sottrazione non giustifica l’andamento attuale

Olimpia Milano post Maccabi. Cronache di una crisi senza fine. Nove ko in fila, 0-6 di record casalingo, 3-10 quello complessivo

Olimpia Milano post Maccabi. Cronache di una crisi senza fine. Nove ko in fila, 0-6 di record casalingo, 3-10 quello complessivo. Nel tunnel risuonano solo i passi nell’acqua, il cui livello si alza sempre più. 

Restando, per comodità, solo alla gara di martedì sera… sì, Shavon Shields avrebbe caricato ancor di più di falli la difesa del Maccabi, già in bonus a 6’ dalla fine. Avrebbe colpito dalla media. Si sarebbe preso responsabilità.

Sì, Kevin Pangos, al netto di mancanze già evidenti ai tempi della sua presenza, avrebbe magari garantito una fiammata. Un altro parziale in una gara fatta di parziali.

Sì, Gigi Datome avrebbe meritato un paio di schemi offensivi, colpendo quando il pallone si scaldava. 

Tutto vero. Sono tre sottrazioni, da arrotondare giustamente con una chimica che i vari infortuni, giunti all’alba della stagione, non hanno permesso di creare.

Ma sono tre sottrazioni che non giustificano il risultato attuale. Manca un play? Sì, ma i registi creano, non infondono certezze in chi non ne ha. Manca un leader, un giocatore in grado di prendersi una squadra sulle spalle? Sì, ma qui serve uno che crei pentole, coperchi, fuoco e fornelli. In totale autonomia.

No, niente giustifica un andamento di queste dimensioni. Ettore Messina gode di un credito che i predecessori non hanno avuto perché prima dei risultati ha creato una cultura. Ha avuto la possibilità di farlo, e lo ha fatto. Ha chiesto e ottenuto dei valori.

Giusto non abbandonare la nave, giustissimo fare sempre riferimento al campionato, perchè troppe volte il “tarlo” europeo ha poi squassato anche avvii da “schiacciasassi” tra i confini nazionali. 

Ma una soluzione va trovata. Questa proprietà ha investito su campioni affermati, non sulla rassegnazione. Quella rassegnazione che ti porta a vivere ogni volta una storia già vista. Al momento la squadra gioca ancora pensando al record. Ma qui si deve giocare solo per una cosa, l’orgoglio personale.

16 thoughts on “Olimpia Milano post Maccabi | Qualsiasi sottrazione non giustifica l’andamento attuale

  1. Sulla chiusa non sono d’accordo: bisogna costruire la squadra per il finale di campionato.
    Sul resto siamo in linea.

    Purtroppo stamattina hai postato tardi, e ho scritto tutto sotto un altro post.
    Ma ti avevo aspettato 😀

  2. Non ho più nulla da aggiungere a quanto ho già detto in passato. La squadra è quella che è.
    In primis rispetto all’anno scorso manca la regia, tra l’altro ridotta al solo Pangos, quando c’é.
    Bisogna puntare allo scudetto e preparare la squadra, italiani compresi, per raggiungere questo obiettivo.

  3. Tutto vero sulle assenze di Shields (comunque sostituito da Cabarrot), Pangos e Datome ma lo stesso discorso vale per il Maccabi che ieri aveva assenze pesanti come Wade Baldwin e Poythress. Gli israeliani ieri hanno prodotto una prestazione incolore eppure sono usciti vincitori dal Forum. Quello che a me sembra è che al di là di scelte di mercato sbagliate, assenze, crisi psicologiche e/o altro, l’Olimpia sia una squadra allenata e gestita male.

    1. C’è troppa gente ancora che difende quel bollito di Messina. Mi vengono dubbi che non siano tifosi nostri

      1. @fab, stavolta, anche per sdrammatizzare, non posso non intervenire: le sue due battute di stamattina, quella su Datome che sta facendo tutte le malattie esantematiche e questa su Simmenthal che, come dice il nome stesso, è bollito di sicuro, meritano attenzione e considerazione per la loro arguzia (non sono ironico, non sto scherzando, non vorrei fraintendesse visto che spesso scrivendo lo si rischia…). Sto ancora ridendo… Mi permetta allora di ribadire due cose, la prima è che come diceva qualcuno è solo uno sport, ogni tanto anche sdrammatizzare va bene, alla fine stiamo solo perdendo qualche partita di EL, c’è chi sta peggio, la seconda è che un’arguta ironia è più efficace di tanti insulti. Cordialità…

      2. Pino, che bello, da oggi ho un nuovo amico! Grazie per aver dedicatomi un bell’elogio, apprezzo; mi piace alternare ai normali post di approfondimento, qualche post di una materia nella quale mi diletto sguazzare, l’ironia e il sarcasmo appunto

  4. C è ancora un campionato ed una coppa Italia che cancellerebbero tutte le critiche con un colpo di spugna. Sarà dura confermare lo scudo e la coppa cucite sulla canotta ma credo di debba lavorare in quell’ ottica utilizzando la coppa come allenamento di alta qualità

    1. Sei passato da “questa squadra è la più forte di tutti i tempi” (che poi do quale visto che sempre secondo te non esiste Olimpia senza Messina, altra tua perla), a ” vinceremo di sicuro l’EL” a “vinceremo coppa Italia e scudetto” as ora “sarà dura confermare scudetto e coppa Italia “. Quando la prossima SUPER CAZZAROLA? ?

  5. Concordo su tutto. Vincere il campionato rimane un obiettivo minimo importante (c’è una vera sola rivale), ma la squadra in estate era stata costruita per puntare alle Final 4 di Eurolega. Errore di costruzione decisivo pensare di sostituire Chacho e Delaney (malgrado i suoi alti e bassi) con Pangos (fermo da mesi) e Mitrou-Long (buon giocatore reduce da un’ottima stagione a Brescia, esordiente in Eurolega). Poi la sfortuna e gli infortuni hanno fatto precipitare la situazione incidendo sullo stato psicologico della squadra. In questo senso Messina non riesce a trovare la chiave, ma occorre che la rassegnazione che ieri era dipinta sul suo volto venga tramutata da lui stesso in primis in forza di reazione, altrimenti altro che calvario…

    1. Chacho e Delaney se ne sono andati a fine contratto per loro decisione e non si potevano trattenere. Due play dovevano essere acquistati giocoforza, magari anche tre dato che Baldasso non viene mai schierato in Eurolega, piuttosto Messina mette Hall o Baron o chiunque fuori ruolo. C’era Spissu libero quest’estate. Sono arrivati Pangos e Naz, incognite, ma quali altri play da Eurolega erano disponibili sul mercato?

  6. Per completezza…assenze del Maccabi erano abbastanza comparabili alle nostre.

  7. Schemi per Datome? Non ci sono nemmeno per Baron… Si gioca a tentare di penetrare e poi scaricare in angolo. Non è uno schema

  8. Sono d’accordo su gran parte di quanto scrivi, eccetto sul tuo commento “le guardie creano ma non danno fiducia a che non ne ha”. Penso il destino di un club di basketball moderno sia altamente connesso alla forze del reparto in regia (non solo il PG titolare ma la bench di supporto, incluso chi supporta in shooting guard). Un PG che converte, crea spazi e ha carattere assolutamente e’ in grado di cambiare il volto di una squadra. Creare spazi in penetrazione vuol dire dare mezzo secondo in più’ ai tiratori, necessario per migliorare le percentuali al tiro. E una shooting guard che vede la palla andare dentro più’ spesso sviluppa più’ fiducia, le profezie diventano self fulfilling. Un PG che sa strutturare il PNR con timing perfetto, crea spazi e decisioni che facilitano la vita dei lunghi dando “easy 2” che a loro volta danno fiducia agli individui. Una squadra che gira in attacco ha più’ energia in difesa e soffre meno la stanchezza, che a sua volta da’ fiducia al gruppo. In sostanza: un PG con le palle e’ in grado di cambiare totalmente la faccia e il gioco di un team. Metti Rodriguez a gestire questo gruppo, e vedresti prestazioni diverse da parte di quasi tutti, benché’ il paragone con il Chacho sia ormai abusato….ma fa il punto. Se a un ottimo PG titolare allinei un supporto da bench che blocca parziali dell’avversario quando la panchina entra in campo…allora hai veramente ottime probabilità’ di non scontare problemi di fiducia e di giocartela ogni sera. My two cents….

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