
«Troppo Hapoel per l’Olimpia. “Male l’inizio”. Play-in lontani» titola la Gazzetta dello Sport oggi in edicola. «Dopo la vittoria in Coppa Italia parte piano, poi cede nella ripresa. Non bastano super Nebo e LeDay».
Leggiamo Giuseppe Nigro: «La vittoria in Coppa Italia non ha sbloccato i superpoteri di Milano in Eurolega. La carica del successo di domenica e le cinque sconfitte europee di fila da cui veniva l’Hapoel Tel Aviv aveva fatto sembrare il pronostico meno chiuso rispetto al resto della stagione in cui gli israeliani sono stati anche a lungo in testa.
Invece lo show di un Bryant ai limiti dell’onnipotenza (anche 8 assist) e un Micic in ripresa, e basterebbero questi nomi a spiegare le forze in campo, ristabilisce tutta la differenza di livello, al di là del -6 finale Olimpia, un po’ bugiardo e un po’ premio al fatto di non aver mai mollato».


Diciamo anche che la salita sul carro è stata ostacolata dall’insipienza di Guduric e di Shields e da qualche errore della terna arbitrale. Comunque ci sta questa è la differenza tra Milano e una squadra da titolo, perciò varrebbe la pena di concentrarsi solo sul campionato LBA nel quale, Virtus permettendo, forse qualche chances in più l’abbiamo.
Ecco un altro che sale su carro degli arbitri per nascondere la pochezza dell’ennesimo roster penoso costruito dal suo pastore.