
Così coach Peppe Poeta ha commentato la sconfitta interna con Brescia: “Complimenti a Brescia. Noi in questo momento siamo fragili mentalmente, la quarta partita che perdiamo nello stesso modo, dopo Stella Rossa, Zalgiris e Varese. Dobbiamo reagire, riuscire a farlo assieme nei momenti difficili e non da soli. È il messaggio che devo far passare alla squadra. Partendo dalla difesa. Abbiamo avuto ancora un ottimo approccio, ottimi primi due quarti, poi alla prima difficoltà ci disuniamo facciamo hero ball e smettiamo di difendere”.
I 50 punti tra Della Valle e Bilan: “Avevamo iniziato bene, non concedendo tiri da 3 punti a Della Valle. Nel secondo tempo non abbiamo più fatto, abbiamo smesso di mettere fisicità. Presi due tiri da 3 in transizione a fine secondo quarto, quando eravamo in controllo, lì siamo tornati a perdere fiducia e loro sono stati bravissimi”.
Componente fisica per l’assenza degli italiani: “Di scuse ne possono trovare un milione, con tanti infortunati soprattutto negli italiani e negli esterni. Abbiamo dovuto cambiare tanti assetti, ma la verità è che dobbiamo fare meglio”.
Troppe sconfitte interne: “Vero, però non penso sia un problema in casa e fuori casa. Il punto è essere più cinici nel momenti importanti. Non voglio trovare scuse o dare alibi alla squadra. Dobbiamo compattarci”.
I tempi di recupero di Tonut e Diop: “Forse Diop la prossima, Tonut quella dopo. Ma non si sono ancora allenati con la squadra”.


Caro Poeta sei tu fragile ma contro questi arbitri che ci mandano tutte le domeniche.
Basta fair play con sti stronzi e’ inutile cerca di capirlo un po velocemente.
Si, si è sempre colpa degli arbitri. Ogni tanto cambia argomento.
A me sembra che alla prima difficoltà quelli che si disunisce sia proprio Poeta. Però col sorriso, mi raccomando
Poeta è un altro capolavoro di Messina. Speriamo a giugno che sia l’ultimo.
Quest’uomo non ha dignità , dovrebbe dire solo colpa mia , ma non sa cosa voglia dire avere una spina dorsale .POETA OUT !!!!
Impara ad allenare, scarso
Senza il 5 d senza play….degno erede del borroso incapace
È il raggio della morte che tuona e crea ambienti tossici a renderli fragil…ah no !
Fontecchio, Della Valle, Bortolani, Hacket, Mack, Pangos, Dimitrjevic, James, Melli, Brown, e Dio sa quanti altri giocatori che ora non ricordo comprati, rivenduti in pochi mesi o dimenticati e umiliati in panchina o in tribuna per scelta tecnica (tecnica?). Una strage che continua cocciutamente perchè poi vanno via e ci castigano o giocano alla grande. Il sospetto che la fragilità mentale sia soprattutto a livello manageriale e più precisamente di chi allena è forte. La storia dell’Olimpia, Milano e i suoi tifosi non meritano questo.