
Un’occasione di parzialissimo, momentaneo, riscatto. Non di più per l’Olimpia Milano è questa sfida con la Virtus Bologna, in una Supercoppa ampiamente svalutata in questi anni sino a diventare l’ultimo atto della pre-season, non il primo della stagione ufficiale.
Non c’è in palio la rivincita Scudetto, non potrebbe esserlo a fine settembre, questo deve essere un primo passo di un percorso di redenzione dopo l’inopinato ko della semifinale di inizio giugno. Una serie portata 1-1 al Forum, e poi chiusa con due brutti ko, in altro modo non può essere definita, con tutto il rispetto per un avversario che si è ricompattato dopo mesi complessi, conquistando con merito il secondo Scudetto dell’era Zanetti.
Da entrambe le parti, poi, molto è cambiato. La Virtus ha salutato due leader come Cordinier e Shengelia, oltre che il capitano Belinelli, mentre eccessive parole non si possono spendere per Clyburn, che degli scorsi playoff è stato spettatore. L’Olimpia invece ha registrato il dolorosissimo addio di Mirotic, che un anno dopo l’uscita di Melli non ha certo rappresentato un capolavoro strategico, anzi.
E il mercato è passato per molteplici “se”, anche se Lorenzo Brown riporta “fosforo” in regia, e Marko Guduric è un “califfo” del basket europeo. Di Supercoppa però parliamo, quindi è sul roster di questa sera che dobbiamo ragionare, e sui confronti.
Tutto da decifrare quello virtussino, visto che Nicola Akele si è infortunato con Derthona riducendo i numeri di un reparto lunghi già molto “minimal”. Diouf, Alston e il jolly Smailagic sono le certezze, possibile l’inserimento di Diarra per Morgan, con Taylor che parte più dietro dopo qualche acciacco estivo.
Il centro arrivato dall’Africa non parla inglese, e si sta inserendo lentamente nelle dinamiche bianconere. Schierarlo può essere un azzardo, ma contro questo Nebo un corpo aiuterebbe non poco. E’ qui che Milano deve costruire il suo vantaggio serale. Josh, anche al 50%, avrebbe cambiato la serie di semifinale di qualche mese fa, ora è prossimo al 100% e aggiunge opportunità sconosciute: ovvero prepotenza sotto il ferro e soprattutto presenza sopra il ferro.
Con lui Zach LeDay in formato EuroLeague, bel lontano dal “cugino” stanco di giugno, e Devin Booker. Forse con Leonardo Totè disponibile le cose sarebbero andate diversamente, ma con Ricci e Diop uniche alternative la decisione di Ettore Messina era già chiara da giorni. L’ex Bayern, più pericoloso dal perimetro rispetto a Nebo, sicuramente vivrà minuti come cambio di Josh ma anche da ala forte, alzando non poco il tonnellaggio.
Poi gli esterni. Virtus esperta con Pajola e Hackett, equilibrata con Vildoza e Jallow, capace di passare a “quattro piccoli” con Niang in ala grande come ad Eurobasket, e poi talentuosa con Carsen Edwards (senza dimenticare Morgan, come detto in vantaggio su Taylor, e reduce da un’ottima preseason).
Carsen, miglior marcatore dell’ultima EuroLeague, consacrato a Monaco di Baviera dal ds di Olimpia Milano, Daniele Baiesi, è la grande attrazione di serata in assenza di Marko Guduric. Ha avuto un’estate al piccolo trotto dopo gli infortuni dello scorso finale di stagione (il titolo tedesco lo ha vinto Shabazz Napier). Su di lui da attendersi un grande lavoro di Bolmaro, certo, ma anche soprattutto di Quinn Ellis.
E arriviamo a Milano quindi. L’ex Trento scala posizioni, sarà lui l’alternativa all’attesissimo Lorenzo Brown, il 10+6+6 con il Fenerbahce parla di un giocatore in rampa di lancio in Europa, perché ha fisicità, presenza sulla palla, buoni doti da regista, una verticalità sconosciuta in attacco al ferro.
L’argentino è stato tra i più pimpanti in estate invece, Messina non se l’è sentita di lasciarlo subito fuori per un Guduric con tre allenamenti alle spalle. Equilibrio non manca, serviranno punti, da Brown ovviamente (chiamato soprattutto a coinvolgere con continuità il suo centro preferito di sempre, Josh Nebo appunto), e Shavon Shields. Anche per lui questa stagione deve chiamarsi riscatto.
Italiani? Vedremo oggi. Ma sono attesi più minuti dai virtussini: rotazione a 10 per Ivanovic, per Messina probabilmente a nove, con Flaccadori, Diop e Tonut a raccogliere briciole, e un Mannion poco sopra i 10’. Ma sono attese, vedremo a breve la realtà.
Supercoppa sia, al Forum, nella prima gara ufficiale dalla morte di Giorgio Armani. Il suo nome, il suo lascito, il suo amore, merita subito un segnale. Se non nella vittoria, il gioco è bello perchè incerto, nella prestazione. Tutta la stagione, poco da dire, sarà vissuta nel ricordo del Re.
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