
Stefano Tonut resterà all’Olimpia Milano fino al 30 giugno 2026, senza uscite anticipate. Virtus Bologna e Trapani ci hanno pensato, come Trieste, sondando il terreno nelle scorse settimane, e c’è stato anche qualche timido interessamento in Spagna, ma nulla si è concretizzato. Alla fine, la scelta è stata chiara: Tonut proseguirà in biancorosso, legato da un contratto rinnovato solo un anno fa.
Il giocatore triestino arriva da una stagione complicata, chiusa con 28 minuti totali nei playoff e zero punti messi a referto nella serie contro Trento. In gara-4 della semifinale persa con la Virtus Bologna, Tonut è rimasto in campo appena due minuti, il totale della serie: una fotografia di un’annata vissuta in secondo piano dopo una regular season da 5.3 punti in 18.6 minuti in LBA e una presenza senza picchi in Eurolega.
Ora però si apre una stagione diversa, che sarà quella del riscatto. Il contesto resta complesso: l’Olimpia riparte con nove esterni su tre ruoli, un reparto che comprende Lorenzo Brown come titolare designato, Nico Mannion e Diego Flaccadori pronti a giocarsi minuti importanti, Quinn Ellis come giovane in crescita, Leandro Bolmaro che alterna fiammate e pause, Marko Guduric come punto di solidità, Armoni Brooks arma offensiva imprevedibile e Shavon Shields che resta leader tecnico ma con segnali di calo evidente. In questo quadro, Tonut parte indietro nelle gerarchie, ma le incognite fisiche e di continuità di diversi compagni e la gestione dei carichi stagionali potrebbero aprire spazi preziosi.
A novembre Tonut compirà 32 anni, un’età in cui l’esperienza diventa un valore aggiunto, soprattutto in una squadra che vuole essere competitiva su due fronti come l’Olimpia. E all’orizzonte c’è Eurobasket 2025 con la Nazionale, da sempre un acceleratore per le stagioni del giocatore triestino, utile per ritrovare ritmo e fiducia prima del via dell’annata.
Va considerato anche l’aspetto regolamentare: con sette italiani in roster e sei posti obbligatori in LBA, spesso un giocatore nostrano dovrà restare fuori. Non è scontato che a turno possa toccare anche a Tonut, ma la concorrenza interna non sarà facile da superare, considerando la presenza di Flaccadori, Mannion, Ellis, Ricci, Totè e Diop. Giocatori veri, non giovani in cerca di qualche minuto al sole. La sua sfida sarà farsi trovare pronto quando arriverà la chiamata, mettendo in campo quella solidità difensiva e quella capacità di adattarsi a più ruoli che lo hanno reso prezioso nelle stagioni vincenti dell’Olimpia.
L’ultimo scudetto, vinto da protagonista, resta nella memoria, ma ora per Tonut inizia un’altra battaglia: ritagliarsi spazio in un contesto tecnico complesso, tornare a essere una risorsa anche in attacco e sfruttare ogni occasione per ribadire il suo valore. L’Olimpia ha scelto di puntare ancora su di lui, convinta che questa possa davvero essere la stagione del riscatto.
📊 Box | Tonut all’Olimpia: Pro e Contro del rilancio
✅ PRO
- Esperienza ad alto livello in Italia ed Europa
- Eurobasket 2025 come volano di fiducia e condizione
- Solidità difensiva e capacità di giocare da 2 e 3
- Possibili spazi per turnover, infortuni e cali di rendimento altrui
- Utilità come equilibratore nei quintetti
❌ CONTRO
- Slot italiani limitati, uno resta fuori quasi ogni turno in LBA
- Ultima stagione chiusa in panchina nei playoff
- Peso offensivo limitato e poca creazione palla in mano
- Necessità di scalare le gerarchie tra esterni numerosi


La risposta è: NO! il tempo è scaduto da…..tempo; bene, ce lo teniamo, posto in panchina e in tribuna ce n’è
I believe in Tonno
Nel tuo caso sarebbe più giusto “I believe in Messina” 🤣🤣🤣
Si, alla faccia dei portasfiga.
Vai a vedere che è colpa dei portasfiga gli ultimi 3 anni fallimentari di EL. Ecco un altro “Orlandoilrosso” 🤣🤣🤣
Leggendo il titolo, ho pensato che gli fosse venuto il colpo della strega!
🤣🤣😉 bella !!!
Un saluto forza Olimpia
Ho sempre ritenuto Tonut un buon giocatore, non certo un campione. Il rendimento poi dipende da tante cose.
In questo EM non lo ha aiutato di sicuro …anzi ……
A questo punto sono giunto alla conclusione che le colpe di Messina sulla gestione degli italiani sul loro poco utilizzo siano relative perché i primi colpevoli sono i giocatori stessi che pur conoscendolo preferiscono venire o rimanere a Milano pur sapendo che saranno relegati in panchina vista la scarsissima fiducia che Messina ripone su di loro. L’esempio più eclatante è Flaccadori che dopo 2 anni nei quali ha giocato con il contagocce piuttosto che andare via ha preferito rinnovare con addirittura un 2+1 con noi pur sapendo che l’anno prossimo sarà addirittura il quarto play. Evidentemente con lo stipendio che percepisce da noi come 4 play non lo prenderebbe da nessuna parte neanche come primo play in una realtà di medio livello.
Per me c’è solo un unica ragione che spiega tutto in modo chiaro: il vil denaro.
No
Si fai romana per soldi ed in questo non la penso come l’amico Denny. Non sono vili. Non hanno tanti anni davanti quindi devono Massimizzare anche a costo di non giocare
Ciao Doc potrebbe anche essere come scrivi tu però a questo punto non possiamo addossare tutte le colpe a Messina. Anzi dovrebbero ringraziarlo perché hanno la possibilità di guadagnare somme che non prenderebbero altrove. E noi tifosi smetterla di prendercela con lui per lo scarso utilizzo nei loro confronti. In fondo Messina mica gli punta la pistola alla tempia per farli venire e loro nel momento che rinnovano o vengono sanno benissimo chi è Messina e di conseguenza a cosa vanno incontro.