La Visione del Guazz – Testa allo Scudetto

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Testa alla Scudetto, pensare ai playoff. Inutile fantasticare di poter centrare la post season in Eurolega

La Visione del Guazz

Testa alla Scudetto, pensare ai playoff. Inutile fantasticare di poter centrare la post season in Eurolega. Le occasioni che avevi – dicasi gli scontri diretti in casa – le hai sprecate clamorosamente, gli interventi sul mercato che andavano fatti a dicembre – tagliare Brown e prendere un altro play – non sono stati fatti, prestare i giocatori in Nazionale – scelta che condivido – e trovarsi in 9 è la dimostrazione plastica che è inutile affannarsi: ora nemmeno un miracolo ti fa entrare nelle prime 10 posizioni.

La Coppa Italia ha dimostrato che in Italia bisogna sudare per vincere e sprecare energie fisiche, nervose e mentali rischia di diventare un autogol. Perché l’obiettivo deve essere solo uno e uno solo. Dopo la Supercoppa e la Coppa Italia – congrats Coach per il tuo primo trofeo -, chiudere il ‘piccolo Grande Slam’ avrebbe una valenza vitale: per accreditare Peppe con il gruppo che verrà, per non bruciarlo con la piazza – storicamente sofisficata, ironia -, per fare un pezzo di storia del club nell’anno dei 90.

La questione è semplice: in Italia puoi segnare 100 punti a gara e nelle serate storte puoi riuscire a tenere le avversarie a 80. In Eurolega arrivano le mareggiate e o il tuo attacco rasenta sempre la perfezione o sono dolori. Un anno fa sono state gettate via tonnellate di forze senza prepararsi ai playoff adeguatamente, mentre la Virtus dell’astuto Dusko apparecchiava la tavola per la fregatura. Evitiamo il reboot dello stesso film. Scegliere i sei stranieri di campionato, integrare gli italiani, trovare le rotazioni e la chimica. Da qui a maggio l’Eurolega deve servire a questo.

8 thoughts on “La Visione del Guazz – Testa allo Scudetto

  1. Per qualche minuto ho cullato il sogno di vincere, l’Hapoel è una squadra tosta che sta sotto performando e non mi ha dato quel senso di onnipotenza che mi aveva colpito in altre gare. Purtroppo nel momento decisivo ci manca sempre qualcosa, un tiro aperto ben preparato, una difesa qualificata, un pizzico di fortuna che ieri è stata generosa con gli avversari. Invece sempre i soliti cambi difensivi che portano Nebo a 7 metri dal tabellone a difendere sugli esterni e in attacco la tradizionale palla a tizio e che si arrangi. Se il lavoro del coach è questo sarebbe opportuno che Beppe e i suoi numerosi assistenti si svegliassero! Ripetendo all’infinito un comportamento che produce effetti negativi non ci si può aspettare un risultato positivo.

    Quanto alla nostra EL, come ho già più volte detto, è terminata con la doppia sconfitta interna con Stella Rossa e Zalgiris, mettiamoci il cuore in pace e pensiamo seriamente ai PO italiani.

  2. Mi sembra che la testa allo scudetto la società l’abbia fin dal momento in cui ha deciso di non sostituire a roster due giocatori da, penso, 1 mln a testa di stipendio ossia Brown (play titolare…) e Cancar (4 di riserva).
    Aggiungiamoci l’immobilismo sul mercato anche dinanzi al periodo del roster falcidiato dagli infortuni in cui erano 8 i giocatori totali a disposizione e si capisce come, ad un certo punto della stagione, la società abbia deciso di non fare tutto il possibile per cercare di ottenere il risultato migliore in EL.

    Hapoel attualmente gioca da cani ma avendo più talento e un roster immensamente più lungo la partita l’ha comunque portata a casa.

    1. Ovviamente ti rammento che gli innesti di Brown e di Cancar (il top dei top di Messina) sono da addebitare completamente al POBO attuale.

  3. Bello leggere che l’Olimpia dovrebbe utilizzare l’Eurolega che non si vince dal 1988 (quando ancora si chiamava Coppa dei Campioni) per preparare il trentordicesimo scudetto che conta zero, dopo aver vinto due sottotitoli barra coppette del nonno, per realizzare il triplete dei poveracci.

    Mai che si legga di sacrificare per un anno tutti gli inutili trofei nazionali per puntare con decisione ai playoff diretti dell’unico trofeo che conta e che manca da 38 anni, che dovrebbe essere l’unico da inseguire, poi se viene qualcosa d’altro ben venga ma non deve servire da paracadute per salvare la stagione dopo che in Europa rimediamo una figura di melma dopo l’altra, un anno dopo l’altro.

    1. Pensa che Messina sì è costruito la carriera a Milano con i titoli e sottotitoli italiani 🤣🤣🤣

      1. Hai ragione, Alby. Messina ha promesso al suo arrivo che avrebbe raggiunto i playoff di Eurolega ogni anno della sua gestione, specificando “parlo solo di playoff perchè lì tutto può capitare per cui non si possono promettere le final four ogni anno”.

        Risultato: Ettore Messina ha toppato i play off promessi (compresi gli ultimi due anni col paracadute play in) 5 volte su 7, contando anche questa stagione finale dove si è ritirato per decenza dopo aver sabotato per incompetenza manageriale e tecnica l’ennesima campagna europea.

        Con questi presupposti, il doppioruolista ha visto bene di abbellire il fallimento vincendo sottotitoli in serie, in modo da esaltare il sistema Olimpia marketing oriented, così che il Gruppo Armani che pagava i lauti stipendi del bollito risultasse più importante del blasone dell’Olimpia Milano.

  4. …lunedì 9 marzo, quando riprenderà la stagione regolare, del campionato domestico, vedremo se Peppino ti avrà dato ascolto oppure, se si è ” pastorizzato ” al 100% …

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