
Mentre Olimpia Milano, con grande apertura verso le nazionali, concede Caruso e Bortolani all’Italia (ma parliamo di elementi con scarso minutaggio in biancorosso), ma soprattutto lascia partire Dimitrijevic con la Macedonia del Nord e Shavon Shields con la Danimarca, altrove si consuma un vero e proprio scandalo internazionale.
La Bulgaria si gioca la qualificazione a EuroBasket 2025 in una sfida cruciale contro la Germania, ma dovrà farlo senza le sue due stelle più luminose. Sasha Vezenkov e Codi Miller-McIntyre, i due leader della nazionale bulgara, non hanno ricevuto il permesso di giocare dai rispettivi club, Olympiacos e Stella Rossa.
Olympiacos e Stella Rossa dicono no: bulgaria in ginocchio
La decisione ha del clamoroso. La Federazione bulgara ha comunicato ufficialmente il veto imposto dai due club, che hanno preferito trattenere i loro giocatori per preservarli in vista del finale di stagione in EuroLeague. Una scelta che lascia la Bulgaria senza le sue due armi principali nella partita più importante del girone, privandola della possibilità di giocarsi le proprie carte con la miglior squadra possibile.
Se Vezenkov e Miller-McIntyre avessero vestito un’altra maglia, il loro destino sarebbe stato diverso? La domanda è lecita, soprattutto vedendo come l’Olimpia Milano abbia dimostrato un approccio decisamente differente, permettendo ai propri giocatori di rispondere alla chiamata della nazionale.
Euroleague vs Fiba: scontro totale
L’episodio riaccende per l’ennesima volta lo scontro tra EuroLeague e FIBA, con i club sempre riluttanti a concedere i loro giocatori durante la stagione. Ma se alcune squadre come l’Olimpia scelgono la strada della collaborazione, altre come Olympiacos e Stella Rossa alzano un muro, sacrificando gli interessi delle nazionali per il bene dei propri obiettivi di club.
Nel frattempo, la Bulgaria dovrà tentare un’impresa titanica senza i suoi leader, mentre la Germania potrà affrontare la sfida senza lo spettro delle due stelle bulgare. Il sogno di EuroBasket è appeso a un filo, in una delle più grandi beffe della storia recente delle qualificazioni europee.

