Ettore Messina: Il Duopolio? Lakers e Celtics hanno fatto le fortune della NBA

Ettore Messina, nella lunga intervista concessa a Castelli di Discovery, ha parlato anche del “duopolio” Olimpia Milano-Virtus Bologna

Ettore Messina, nella lunga intervista concessa a Castelli di Discovery, ha parlato anche del “duopolio” Olimpia Milano-Virtus Bologna.

“Lakers e Celtics hanno fatto le fortune della Nba e David Stern approfittò della grande rivalità per negoziare un nuovo contratto tv che fece la prima fortuna della Nba. La serie finale dell’anno scorso qui, sono state sette partite che tutti gli appassionati in Italia credo abbiano apprezzato per qualità dei giocatori, impegno, pathos”. 

“Una serie decisa all’ultima partita, palazzetti strapieni: credo sia stato un bellissimo spot per la nostra pallacanestro. Poi in questi anni di teorico duopolio, hanno visto crescere realtà importantissime oggi importantissime. Napoli vince la Coppa Italia, Brescia in testa al campionato, Venezia è sempre lì, Sassari, Tortona, sicuramente dimentico qualcuno e mi scuso. È un campionato in cui vai in trasferta sul campo di una squadra magari in fondo la classifica e rischi di perdere se hai qualche infortunato o una giornata storta. Perché ci sono squadre ben preparate, ben allenate, che fanno quello che devono fare”.

E sui rivali: “È una squadra che gioca con compattezza, una dote fondamentale. Poi c’è il rendimento costante di altissimo livello di Hackett e Shengelia, ma soprattutto di Marco Belinelli. Sta giocando con un senso di competitività importantissimo nonostante l’età. E capisco chi comincia a chiedere se forse ne avremmo bisogno per le Olimpiadi. Sono questioni del ct, a me interessa parlare del fatto che c’è un giocatore di 37 anni, che ha vinto tanto nella sua carriera, e gioca con un entusiasmo e una qualità non indifferente”.

6 thoughts on “Ettore Messina: Il Duopolio? Lakers e Celtics hanno fatto le fortune della NBA

  1. Cari di ROM, ve la siete “dimenticata” l’altra parte? Quella con gli insulti ai poveri? Ve la riporto io: “Viviamo in un mondo molto più complesso, un mondo in cui c’è l’insoddisfazione generale rispetto a chi è fortunato come me, come Ettore Messina e come un giocatore, rispetto a chi fa il lavoro che ama vivendo bene. È ovvio che nell’insoddisfazione generale di una società dove la distanza tra chi ha qualcosa e può permettersi certe cose e chi fa più fatica è aumentata a dismisura, il livello di tensione aumenta.”
    Questo schifoso la deve smettere di insultare chi lo critica sul piano tecnico/sportivo. A me non frega un cazzo se è più o meno fortunato di me. A me frega che la mia squadra giochi un basket almeno decente e possibilmente vinca. Nessuna delle due cose è evidentemente possibile finchè questo tristo figuro borioso tiene in ostaggio l’Olimpia Milano. #messinavattene

    1. Ti devi purtroppo rassegnare come tutti noi perché ROM è piegata a 90 a favore del pastore.

  2. Un fascio di luce illumina agli occhi di Messina la stagione “tenebrosa” di Milano: noi, protagonisti con la Virtus, di un meraviglioso parallelismo come quello che fu tra Boston e Los Angeles……tutta fufa ovviamente

  3. chissà come mai bologna incassa di più con meno spettatori…..

  4. Revisionista storico. Parlo dal pulpito di chi in US ci vive da 30+ anni, e con cognizioni di causa piu’ profonde di quelle di Messina (almeno in termini storici). La storia NBA e’ leggermente diversa, anche se questo non fa comodo al buon Ettore per le sue dichiarazioni superficiali e di comodo. Il vero breakout NBA e’ nato in era Jordan, adiacente a quella rivalità’ Buss-Auerbach dei meta’ anni 80 cui li si riferisce, ma piu’ avanti negli anni. Anni in cui la NBA soffriva economicamente e in termini di immagine (il basketball era visto come uno sport “sporco”). Fu con l’ingresso in lega di MJ, il supporto di Nike, gli anni di “Zeke” (Isiah Thomas) e i “Bod Boys” (Pistons) contrapposti alla “new image” di Jordan (pulita, sana, e che traboccava greatness da ogni poro) che misero l’NBA su un sentiero di crescita verticale. La rivalità Celtics-Lakers ne fu solo un appetizer.

    1. Non sottovalutarei il significato emblematico del confronto tra i rappresentanti dell’America bianca di quegli anni ( la Boston di allora di Bird,McHale, Danny Ainge: ora in NBA non ci sono più squadre così “bianche”) e i “nerissimi” LA Lakers capitanati da M. Jhonson e con ricca compagnia colored al seguito

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