“E’ stato un disastro, senza mezzi termini”. Riccardo Pittis si racconta

Intervistato dal Corriere del Veneto, Riccardo Pittis è tornato sulle sue disavventure imprenditoriali. Ecco alcuni passaggi

Intervistato dal Corriere del Veneto, Riccardo Pittis è tornato sulle sue disavventure imprenditoriali. Ecco alcuni passaggi: «Il “Tutti al Mare” fu un vero disastro, anche se non per i soldi persi. È stato, però, il pugno da ko che mi ha fatto dire: “Stai sdraiato e fermo. Fai suonare il gong, che hai perso la partita. Pensa alla prossima…”».

SUL PRIMO LOCALE, IL SUNSET A TREVISO

«Un locale pieno non è detto che sia anche un locale redditizio… Ancora una volta ha pesato la mia totale inesperienza, le persone da cui ho avuto gli spazi me li hanno dati non in contratto d’affitto ma in affitto di ramo d’azienda: un’azienda che, lì dentro, non esisteva. L’azienda l’ho creata io, ho arredato tutto io, ho speso tutto quel che c’era da spendere per creare il locale con i miei soldi, ma loro avevano l’azienda in mano…».

SU AMICI MIEI

«Amici miei” è stato un successo: acquistata l’azienda, lanciato il posto e rivenduto. Operazione è riuscita. Detto ciò, anche se alla fine in quell’operazione c’è stato il segno più, ancora una volta la gestione non era accurata. C’erano talmente tante spese che i ricavi non erano sufficienti a farti guadagnare…».

SU ORO-BEACH A JESOLO

«Lì è stato un disastro, senza mezzi termini. Non tanto per i soldi persi, perché sono stati veramente pochi, ma perché, per l’ennesima volta, ho voluto fare un qualcosa più grande di me… E l’ho fatto tirato dentro da una persona che si è rivelata totalmente inaffidabile, e fermiamoci qui».

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