Olimpia Milano post Fortitudo | Il segnale degli italiani, è in arrivo l’abbondanza

Alessandro Maggi 12

Olimpia Milano post Fortitudo che apre ad un periodo colmo di impegni. Ma per il futuro ci sarà tempo, restiamo sul passato recente

Olimpia Milano post Fortitudo che apre ad un periodo colmo di impegni. Ma per il futuro ci sarà tempo, restiamo sul passato recente.

Le rotazioni

Primo aspetto. Dieci uomini sopra i 13’, sei sopra i 20’, i più utilizzati Gigi Datome con 27’ e Davide Alviti con 26’. Due giocatori che avevano indubbiamente bisogno di ritrovare il campo.

Il tutto succede con 11 uomini da referto, perché Ettore Messina non rinuncia a 3, ma 4 stranieri, non dimenticando come sia già privo di Shields, Mitoglou e Moraschini: Rodriguez, Grant, Delaney e Hines.

La Fortitudo è ultima e in difficoltà di roster, è vero, ma questi sono dati che vanno sottolineati: Milano vince, in serenità, senza sette giocatori.

Il messaggio

A fine gara Ettore Messina sottolinea: «Il gruppo italiano ci ha vinto la partita». Sono parole che probabilmente sognava di pronunciare dal giorno 1 del suo insediamento.

Sia chiaro, è presto per dire che il vento sia cambiato. Alviti ha firmato un 10+4 dopo gli 11’ con Derthona e gli 0’ con Pesaro. Paul Biligha ha raccolto solo nove gare in doppia cifra di minuti e i 23’ di Baldasso sono una primizia.

Non è una tendenza insomma, ma può essere una rivelazione. Anche perché attenzione, le rotazioni di Milano a livello di stranieri sono enormi e funzionano, anche causa infortuni. Intanto, fiducia per i giocatori tricolori: quelle parole di Messina, forse anche superiori come riconoscimento all’effettiva resa, contano, e molto.

Il gruppo stranieri

Gli infortuni a volte possono essere un’occasione. Non sempre. Ma a volte sì. Quest’anno, tutti i giocatori stranieri, e sottolineiamo tutti, hanno avuto il loro quarto d’ora di celebrità.

Pensiamo alla prestazione di Kell a Mosca, ai bei minuti di Kaleb Tarczewski con l’Alba. Senza dimenticare il buon avvio di 2022 di Jerian Grant (a partire dalla Virtus), o il recente impatto di Troy Daniels dall’arco, qui parliamo di undici giocatori undici, più almeno tre italiani (Melli, Datome e Ricci), in grado di lasciare il segno anche solo per 1’ di EuroLeague.

Perché non parliamo sempre e solo di protagonisti assoluti, ma di giocatori che hanno saputo caratterizzare un quarto, una fase di gioco. 14 giocatori, per 12 posti, credibilmente nel mese di marzo. In quanti possono dire lo stesso in Europa?

12 thoughts on “Olimpia Milano post Fortitudo | Il segnale degli italiani, è in arrivo l’abbondanza

  1. È il discorso che noi materassai abbiamo sempre portato avanti. La qualità in molti giocatori italiani c’è, eccome. Biligha, Baldasso, Alviti ma anche Cinciarini, per tornare un po’ indietro, sarebbero titolari in qualsiasi altra squadra o sarebbero da 10-15 minuti a gara. Ma a Milano vengono usati poco poco. Sicuramente ha ragione il coach, ma ieri hanno dimostrato che, di fatto, possono dare più di qualcosa, giocando insieme a Melli, Ricci, Bentil, Hall.
    Vedremo come andrà a finire. Ora testa al doppio turno di EL

    1. E’ il solito discorso trito e ritrito, i minuti “gratis” non vengono concessi a nessuno, gioca chi performa e chi in allenamento dimostra di poter performare con continuità a determinati livelli. Pure Daniels e Grant se ne stavano in panchina/tribuna nel momento in cui non performavano e non mi sembrano italiani; Ricci è stato schierato dal primo momento che ha messo piede a Milano, e non mi sembra un USA…
      “Titolari in qualsiasi squadra” certo, quelle di medio/basso livello però…a parte Cinciarini che non per nulla è rimasto 6 anni a Milano ed ha dimostrato di poter dare qualcosa anche in Eurolega fino ad un certo livello.

  2. @cap ma la lba è composta da squadre di medio-basdo livello !!!!

    @di.me. = quoto

    1. Olimpia Milano è squadra (e società) di alto livello, chi è titolare nella Brescia della situazione non necessariamente gioca a Milano, ancor meno un Baldasso che proviene dalla quadra ultima in classifica. Per giocare a Milano è ncessario un salto di qualità, alcuni riescono ad effettuarlo e giocano, altri non riescono e giocano meno, vale per gli italiani come per gli Usa indifferentemente: Hall proviene da società tedesca di medio livello, a Milano ha immediatamente saputo innalzare il proprio livello ed il coach sin da subito gli ha concesso parecchi minuti (ben ricambiati); Grant e Daniels sono due Usa eppure son solo poche partite che hanno inziato entrambi ad avere minutaggi consistenti, prima se ne stavano tranquilli in panchina/tribuna; Ricci è italianissimo, eppure Messina gli ha da subito dato fiducia anche in Eurolega, evidentemente perchè la fiducia se la meritava.

      Il giocare o meno tot minuti dipende da ciascun giocatore, senza distinzione di provenienza, italiani, Usa o comunitari: alzi il livello –> giochi; non riesci ad alzare il livello –> non giochi. Semplice.

  3. Non so l’ho già detto ma dall’alto della mia incompetenza chioserei che ci serve un 5 😁

  4. Ok ragazzi posizioni consolidate e note a tutti, vi risparmio la mia. Ma non è che ogni post deve diventare “io ribadisco che…” magari un ragionamento tecnico sarebbe più appropriato, ad esempio l’utilizzo di Tarczewski o meno più che una questione di falli è legata alle mancate esecuzioni del piano partita, l esitazione a tirare pur comprensibile non è tollerata dal coach eccetera.

  5. Abbiamo battuto una Fortitudo da ultimo posto in classifica neanche al completo.
    Sono felice per le prove delle terze linee , ma non esaltiamoci della prestazione di ieri che Messina ha esaltato per spingere i suoi giocatori.
    Si è criticata la prova con lo Zalgiris ma ieri è stata ancora peggio.
    Un esempio : bella prova in attacco di Alviti ma dietro è stato battuto spesso non riuscendo a stare nei timing corretti. Per carità migliorerà ma si è proprio visto ieri che alcuni non sono pronti se non per battere l’ultima in classifica.

    I 45 giri che ad un certo punto si incantavano nello stesso punto del disco ho dovuto buttarli via …era diventato insopportabile sentire sempre la stessa solfa.

  6. Spiace “rompere” con le solite idee ma se leggete il post non si può non fare commenti sull’impiego e rendimento degli italiani: era questo l’oggetto dell’articolo. Non inerente, invece, il riferimento agli stranieri o all’impiego di Tarczewsky (reputato non buono nemmeno per il campionato, evidentemente)
    Poi, se volete, smetto pure di commentare.

  7. Che contro l’ultima in classifica in casa si possano schierare molti italiani e vincere è ovviamente una buona notizia. Che dalla vittoria in casa contro l’ultima in classifica si possa estrapolare che l’Olimpia possa sempre schierare questa squadra è invece un discorso diverso. Prendiamoci la buona notizia ma non è detto che faccia testo. Per esempio, a me verrebbe il mal di testa a pensare di vedere la stessa squadra giocare il primo turno di Coppa Italia, che comunque è contro l’ottava in classifica…

  8. E’ stato corretto da parte di Messina concedere alle “terze linee” italiane un ampio minutaggio contro l’ultima di una LBA decisamente di scarsa qualità (la preferirei a 12 squadre e sarebbero già troppe), dove la terza in classifica naviga già a otto punti di ritardo con una partita in più e le altre sono disperse. Alviti, Baldasso, Biligha sono bravi ragazzi e profesionisti seri, possono dare quanto abbiamo visto ma non hanno la capacità di cambiare l’inerzia di una partita, possono essere utilizzati per tamponare una situazione particolare ma non hanno la dimensione per calarsi in un meccanismo ben oliato di squadra. Baldasso, non dimetichiamolo, giocava 5’/6′ fino a due mesi fa nella squadra che è stata affrontata ieri, insomma oltre alla difesa ha grandi difficoltà anche a far girare la palla in fase di regia. Alviti ha un tiro ben costruito e su di lui si può lavorare soprattutto in difesa (e sicuramente verrà fatto) ma come si suol dire, ne deve mangiare ancora di patate per avere stabilmente un discreto minutaggio. Biligha, oramai lo conosciamo, non è più un ragazzino, ha mezzi fisici enormi ma evidentemente non riesce a esprimersi compiutamente nel corso del match.

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