
Olimpia Milano post Trento, e tre. Finalmente una prestazione a tutto tondo per i biancorossi in questi playoff, con 54 punti in 20’ dopo i 67 in 40’ della seconda sfida.
Non tutto passa da attacco o difesa, ci mancherebbe, né dai semplici numeri. Resta però la concretezza di una squadra che ha saputo rispondere con entusiasmo alla beffa della seconda sfida (per come si è prodotta, il tiro fuori equilibrio di Cale, non certo per la prestazione, dove Trento ha meritato), giocando una buona pallacanestro.
🚨 Olimpia Milano-Trento, le decisioni arbitrali che hanno fatto infuriare i biancorossi pic.twitter.com/hf3ISWr3tH
— Alessandro Luigi Maggi (@AlessandroMagg4) May 23, 2025
Indubbiamente, a rompere la tensione è stato Pippo Ricci con quei 10 punti nel primo tempo. Il messaggio del capitano. E ha ragione Paolo Galbiati, molto lucido ieri in sala stampa, quando evidenzia come quella fiammata abbia dato una spinta ai compagni, tradendo al tempo stesso le certezze di Trento.
Olimpia che ha difeso malino nei primi 20’, permettendo ad una Trento molto aggressiva e vogliosa, di restare in partita. Poi nella ripresa la produzione offensiva non è cessata, l’avversario ha iniziato a sbagliare tanto e il divario si è allargato.
Prendiamo il buono, una manovra varia, fatta di dentro fuori, di buona circolazione e buone scelte. E prestazioni individuali: uno dei migliori Shavon Shields degli ultimi mesi, non solo al tiro, o un Armoni Brooks coinvolto come arma letale anche in un roster più qualitativo.
Senza dimenticare Zach LeDay: chirurgico, presente, istrionico. I biancorossi sono entrati nella serie, ma cautela. Trento non ne è ancora uscita, e non ne vuole uscire. Nel piano di Paolo Galbiati cambia poco. Si vuole tornare a casa per la “bella”, e c’è un’occasione per farlo.
Molto, ovviamente, passerà per la capacità di questi ragazzi di resettare quel senso di inadeguatezza, o di truce risveglio, che un -28 può darti. Senza Zukauskas e ora Badalau, magari con Pecchia. Perchè nel dubbio, con esperienza, Milano ha continuato a martellare sino alla sirena.
Poi ci sono le decisioni arbitrali. Una schifezza. Al Forum non si era mai vista una conduzione così parziale, discontinua, inadeguata, differente sui due lati del campo. L’atteggiamento di Trento lo crea l’interpretazione arbitrale: questa non è una critica ad una splendida squadra con un cuore enorme.
Tutto passa per la direzione, come detto. E non ci si fermi solo al 19-2 ai liberi del primo tempo. Milano ha attaccato l’area, è stata spesso e volentieri nei paraggi del ferro, ma alla difesa è stato permesso tutto.
E’ evidente il disegno. Non si fischia più nulla su Nikola Mirotic. In questa piccola italietta bisogna stare a sentire chi ha scoperto che il montenegrino sa come assemblare falli su falli, come se questo non capitasse anche in Europa.
Quanto meno il pattume andato in scena al Forum ha cancellato la stucchevole narrazione di un rapporto prossimo tra Ettore Messina e il Commissioner arbitrale. Il diktat è non fischiare più nulla su Nikola Mirotic. Bisognerà lottare anche contro questo.

Il nemico sono gli arbitri?….annamo bbeneee!
Siamo seri, la serie con questa Trento menomata (e comunque piccina e povera contro il “gigante” di Euroleague Olimpia Milano) è una non-competitiva, che solo la pochezza dell’odierna edizione dell’Olimpia la tiene ancora (per poche ore) in piedi
Certi argomenti teniamoli per la semi contro la Virtus
Ieri il tiro al bersaglio da luna-park ci ha dato ragione, ma le percentuali da 3 ottenute, lo sappiamo, non sono realistiche e, giocare a basket, cosa sconosciuta alla Milano di quest’anno con questo playmaking, è un altra cosa
Messina parla ROM raccoglie. Mamma mia ma questi sanno scrivere con la loro testa?
Messina si lamenta degli arbitri, ROM raccoglie e fa sua la battaglia contro gli arbitri. Mamma mia ma questi sanno scrivere con la loro testa?
Commento sugli arbitri da Virtussino………mi dissocio completamente.
Sbagliano ed anche tanto…..ma le schifezze sono altre (Qualcuno ha detto Mens Sana???)
Gli arbitri si sono messi in testa che Mirotic è furbo e li prende per il naso e , visto che basta avere un fischietto al collo (come nel calcio) per sentirsi i padroni in campo ed essere pieni di se , ecco che al montenegrino non viene più concesso un tiro libero. Lui sincazza perché non è mai stato trattato così in carriera (guardare le partite del Barcellona) e allora via al teatrino.
Da come scrivi sembra che gli arbitri debbano fischiare a favore solo perché si chiama Mirotic.