Gianni Petrucci: Pajola-Mannion i più forti d’Europa. Ancora rammaricato per le assenze

Gianni Petrucci, presidente della FIP: Ancora rammaricato per le assenze? Sì, ma io aspetto sempre tutti a braccia aperte

Gianni Petrucci, presidente della FIP, a tutto campo su il Resto del Carlino.

SU MANNION ALLA VIRTUS

«Quando mi è stata comunicata la notizia ero contentissimo. Il ragazzo ha fatto vedere a tutto il mondo che cosa è capace di fare, e ora ha fatto la scelta che io ritengo sia più opportuna per Lui. Alla Virtus avrà spazio e a avrà soprattutto responsabilità in una realtà molto ben organizzata e che punta a vincere sia in Italia che in Europa».

SULLA COPPIA MANNION-PAJOLA

«Che è quella titolare con la maglia azzurra ed è la più forte d’Europa. Anche in questo caso non è Gianni Petrucci, ma è quanto si è visto a Tokyo. Brava la Virtus a ricostruirla nella squadra, ma ora avrò anche la responsabilità di doverla far crescere. Non credo ci saranno problemi conoscendo Scariolo».

SUL RAMMARICO PER I NO DI DATOME E BELINELLI

«Sì. La mia idea non cambia anche perchè non può passare il messaggio che la nazionale sia un sacrificio. Questo non significa che le porte azzurre sono chiuse, anche io aspetto sempre tutti a braccia aperte. Le convocazioni, però, non le fa Petrucci, ma Sacchetti che fino agli Europei è il nostro ct. Detto questo mi auguro che nessuno si dichiari indisponibile, ma che tutti si remi dalla stessa parte».

6 thoughts on “Gianni Petrucci: Pajola-Mannion i più forti d’Europa. Ancora rammaricato per le assenze

  1. Non abbiamo bisogno di politici alla guida della federazione vogliamo Dino Meneghin.

  2. Sempre equilibrato e distaccato il pres, mai che se ne torni con il capo cosparso di cenere, non è nel suo stile, come a dire: l’umiltà non mi appartiene

  3. Su Belinelli non so, ma Datome ha finito una stagione da 91 partite molto stanco e con una borsite, quindi imho la sua era un’assenza giustificata. Tra lui e Belinelli in tutte le stagioni passate non hanno mai fatto mancare l’apporto alla nazionale. Ora ci sono due play validi come Mannion e Paiola, ma andare alle Olimpiadi senza un centro decente (Tessitori fa quello che può) ovviamente ti limita. Con la Francia non ci sarebbe stato niente da fare nemmeno con Beli e Datome. La Nazionale ha fatto il massimo nel Preolimpico e ai Giochi, non capisco le lamentele di Petrucci.

  4. Con Belinelli e Datome non sarebbero nemmeno andati alle Olimpiadi. Non per il loro valore ma per le condizioni in cui erano. Ma non è ci tengo che ci siano dei giovani. Mi sa che c’è qualcosa di personale.

Comments are closed.

Next Post

Un semplice giudizio sul roster Olimpia Milano: Shavon Shields

La nostra analisi del roster prosegue con punti di forza e possibili criticità dell'MVP biancorosso dell'anno scorso

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: