Olimpia Milano post Barcellona | Blaugrana superiori, ma ci sono le armi per fargli male

Olimpia Milano post Barcellona in cui la squadra biancorossa ha ancora le guance rosse per gli schiaffi presi da un avversario superiore

Olimpia Milano post Barcellona in cui la squadra biancorossa ha ancora le guance rosse per gli schiaffi presi da un avversario superiore in tutto. Ma c’è comunque tanto da dire.

I numeri contro la difesa del Barcellona

15, 28, 18, 10, 12, 17, 15, 12. Non sono i numeri del lotto, in un paio di casi sono anche uguali, ma possono comunque essere una buona opportunità. In realtà sono i punti segnati da Olimpia Milano in ciascuno degli otto quarti disputati contro il Barcellona.

La cronaca della gara

Come si può notare, solo in un’occasione la squadra di Ettore Messina ha scollinato quota 20 punti, nei secondi dieci minuti del Palau, che permisero ai biancorossi di chiudere avanti il primo tempo.

Per il resto, una dieta prolungata, a conferma del fatto che il Barcellona ha sempre opposto i medesimi ingredienti: difesa sul portatore di palla, difesa nel pitturato. Una doppia muraglia da superare, che non ha mai permesso un tiro uno in “comfort zone”.

Chiaro, il 2/15 non si spiega solo per questo, ma per gran parte sì: Kevin Punter non ha mai potuto ricevere palla con comodità, Shavon Shields non è mai riuscito a costruirsi in liberà i suoi jumper dalla media, solo Zach LeDay nei primi 20’ ha avuto un paio di conclusioni in libertà, anche dall’arco.

Nikola Mirotic

Il Barcellona, toccato il -4 nel secondo quarto, ha trovato il parziale per chiudere avanti il primo tempo, fuggendo definitivamente negli ultimi 10’. Milano ha concesso 55 punti in 30’, che sono dato ottimo, ma qui la differenza l’ha fatta un giocatore.

A metà terzo quarto Nikola Mirotic era già a quota 15, con 4/5 da 2 e 2/4 da 3. Poi il fenomeno si è riposato, ma pare chiaro che nel momento di maggiore equilibrio il Barcellona sia andato dal suo fuoriclasse.

Le pagelle di ROM

L’Olimpia Milano non ha avuto nessuno per controbattere, perchè nessuno ha qualcosa per controbattere: parliamo di un giocatore con mobilità, fisicità, talento sconfinato, su 208 centimetri.

A fine stagione si può parlare di Larkin, James, o qualche nome “innovativo”, esattamente come in NBA si è parlato in questi anni di Curry, Durant e Giannis. Ma se l’mvp deve essere il migliore, allora si torna sempre da Mirotic e LeBron James.

Le armi di Milano

La lezione come detto è stata dura, durissima, ma il Barcellona è primatista, non dominatore di questa stagione. Si può pensare che i blaugrana siano i favoriti per il titolo, l’Efes avrebbe qualcosa da ridire pur dopo il ko di ieri sera, ma non parliamo di una squadra che ha ammazzato la regular season come il Cska in passato, o il Fenerbahce.

Anche il Barcellona ha i suoi difetti, i suoi limiti, e l’Olimpia Milano è squadra di valore, che sa comprendere e studiare l’avversario, avendo alla guida il miglior coach di questa competizione. Con tutto il rispetto per gli altri “cavalli di lusso”, che non sono certamente Ataman e Jasikevicius, bensì Laso e Itoudis, in attesa del ritorno del re.

Al contempo, l’Olimpia Milano è inferiore al Barcellona, sulla carta e nella sostanza, e nel doppio confronto ha pagato l’assenza di circolazione di palla. Nella gara di andata mancava il Chacho, ieri sera Malcolm Delaney, ovvero i due costruttori di gioco.

La Visione del Guazz

Un’assenza che non puoi concedere al Barcellona. Il resto deve nascere dal talento, sapendo che la squadra può reggere sia a livello difensivo, che a rimbalzo (32-34 ieri rispetto al 39-22 della gara di andata).

Il Barcellona non concede ingressi rapidi nei giochi, la transizione difensiva è perfetta, ma il doppio portatore può alzare il ritmo, e Delaney, Punter e Shields hanno il talento per fare il resto, ovvero colpire a giochi rotti, in forzatura. Per instillare il dubbio nella macchina di Jasikevicius. 

9 thoughts on “Olimpia Milano post Barcellona | Blaugrana superiori, ma ci sono le armi per fargli male

  1. Adesso ci aspettano tre trasferte consecutive. Vincendo la prossima, difficilissima, contro il Baskonia, i playoff sarebbero matematici. Altrimenti, dovremo rimandare il tutto al doppio turno, della settimana successiva, tra Belgrado ed Atene.

  2. Possiamo guardare avanti. Con la squadra al completo, come era stata pensata potremmo dire la nostra. Ma è indubbio che per ambire ai massimi traguardi ci serva un’altro lungo di valore, (Vesely?) Questo è un anno di transizione e dobbiamo ricavarne il massimo ma per arrivare alle vette del Barcellona ce ne vuole ancora un po’

    1. esatto i loro subentranti sono oriola claver hanga kuric forse in ruolo secondo playmaking nn hanno un cambio adeguato cmq avevamo heurtel… ma quanto costa un roster come il barca? al netto di mirotic…

      1. Perché noi abbiamo Armani, Messina e un progetto di conquista preciso.

  3. Brusco risveglio. Scoppola micidiale. Niente drammi: siamo tornati alla realtà. E la nostra realtà ora e’ un secondo posto in coabitazione, con 2-0 bei confronti della sorprendente vanda Trinchieri e differenza canestri positiva col CSKA. Credo che anche l’Efes ci sia superiore, in generale.
    Ci manca una w per raggiungere il nostro obbiettivo e tutto quello che arriverà (uno dei primi 4 posti? Le F4?) ce lo godremo.

    Tecnicamente direi che il Barca è certamente più forte ma ha soprattutto quelle caratteristiche che soffriamo particolarmente, ovvero una difesa forte e fisica sugli esterni.

    Con il rientro di Delaney qualcosa dovrebbe comunque cambiare, in meglio.
    State sereni, direbbe un noto politico. 🙂

  4. Io non vedo il bicchiere così vuoto, fino all’intervallo abbiamo lottato alla pari, poi secondo me, c’è stato un po’ di rassegnazione dovuta al fatto che proprio nessuno la metteva.
    Tenuto presente che nella prima metà abbiamo sbagliato almeno 3 triple comode e che anche Leday ed Hynes hanno mancato dei canestri abbastanza comodi, che solitamente segnano, saremmo stati li a giocarcela fino alla fine.
    L’unico problema vero che ho visto ieri è Mirotic, al momento non abbiamo nessuno da opporgli, poi quando arriverò anche Pau……

  5. La presenza di Delaney non avrebbe cambiato nulla: uno in più che pagava dazio alla asfissiante difesa dei blaugrana, basta vedere che fine ha fatto Shields, di solito immune rispetto anche ha difese di alto livello

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