Olimpia Milano post Brescia | Rotazioni perfette, solo applausi per Milano… e Brooks

Olimpia Milano post Brescia che da questo 87-56 ci porta ad una settimana di EuroLeague certamente da vivere tutta d’un fiato

Olimpia Milano post Brescia che da questo 87-56 ci porta ad una settimana di EuroLeague certamente da vivere tutta d’un fiato.

Rotazioni

Non c’è un giocatore sopra i 24’, sotto i 10’ solo Gigi Datome infortunato, Davide Moretti ne raccoglie 12’, Paul Biligha 14’, Andrea Cinciarini 19’.

La cronaca della partita

Ancora. Kyle Hines 17’, Sergio Rodriguez a 22’ senza Malcolm Delaney e Riccardo Moraschini, ovvero chi si è diviso il tempo in campo con il Chacho sino ad ora.

Le rotazioni di Ettore Messina sono state perfette, anche alla luce di tre giocatori out e uno da tener fuori per ragioni di regolamentazioni LBA.

20’ a Micov? Il serbo ha bisogno di giocare dopo una pre-season al piccolo trotto e il lungo stop. PERFETTE.

Jeff Brooks

7 punti e 9 rimbalzi, almeno due riconoscimenti evidenti di Ettore Messina, 24’ come non capitava dal 5 gennaio. Un segnale importante, il più bello di una domenica già di per sé serena.

Le pagelle di ROM

Jeff Brooks di questa squadra può essere il «ministro della difesa» come Nicolò Melli nel 2014, il rimbalzista principe e un “perimetrale” di primordine. Deve solo “stare” alle regole di Ettore Messina. Non è impossibile. E per l’Olimpia è un’esigenza.

Le parole di Jeff Brooks

La partita

Brescia di una pochezza disarmante, soprattutto dopo una settimana di lavoro alle spalle senza impegni di Coppa. Le assenze non possono giustificare 40’ senza voglia di combattere.

Le parole di Ettore Messina

Però c’è anche Milano. Che domina in difesa, fa quello che vuole in attacco, gioca con la serenità di chi non ha mezzo dubbio sulle sue potenzialità. Un simile spettacolo, per più settimane, non si vedeva dal girone di ritorno del 2014 e dalle Final Eight del 2016. Solo applausi per questa Olimpia.

7 thoughts on “Olimpia Milano post Brescia | Rotazioni perfette, solo applausi per Milano… e Brooks

  1. Al di là del poco e male di Brescia, aver lasciato alla fine del 3Q solo 37 punti agli avversari e 56 alla fine è la prova di una volontà difensiva eccellente. E come spesso accade quando siamo svegli e tosti in difesa siamo armonici e performanti in attacco. Sono molto felice del ritorno alla luce di Brooks, il suo lavoro è fondamentale, spero continui su questa strada. Ora recuperiamo gli infortunati incrociando le dita x Datome e speriamo che anche Tarczewski si dia una bella svegliata!

  2. Concordo in pieno. E faccio due considerazioni. Giocare 15/20 minuti per un giocatore professionista, anche se di 30 o più anni, non può essere considerato eccessivo. Soprattutto in una partita non particolarmente stancante come quella di ieri. E invito tutti ad andarsi a vedere i minutaggi nelle partite di campionato delle altre squadre di Eurolega. Ad esempio ieri il Real ha vinto contro il Fuenlabrada (non il Barca) facendo giocare 30 minuti a Tavares e 24 ad Abalde, poi gli altri tutti fra i 15 ed i 20. Concludo con una mia analisi della gestione delle partite di campionato, al di là dei minutaggi. Mi sembra che il piano gara preveda il primo quarto con in campo la squadra migliore per prendere subito il controllo della partita, cercare subito l’allungo anche per non dare coraggio agli avversari. Quindi gestire il risultato con rotazioni mirate. Siete d’accordo?

    1. Sandro Gamba nei giorni scorsi aveva detto l’esatto contrario. Ma condivido abbastanza la tua visione. Credo sia solo utile concedere, col tempo, più spazio a Moretti e Biligha. Perchè il primo ha bisogno anche di giocare, e perché il secondo l’anno scorso si è sempre mostrato pronto. Ma prima facciamo nascere davvero questa squadra, poi si vedrà

  3. Per provare a rispondere @Paolo, direi che l’errore di fondo del tuo ragionamento, secondo me, è quello di focalizzarti sul risultato: “Quindi gestire il risultato con rotazioni mirate”.

    Messina vuole vincere le partite almeno quanto lo vogliamo noi, è chiaro, direi che è il presupposto di ogni attività agonistica.
    Il suo fuoco, la sua messa a fuoco però a me pare molto più centrata sul l’avere una squadra che giochi bene.
    Organizzata, intelligente, capace di interpretare i diversi momenti della partita, tosta in difesa, e con giocatori che danno tutto quello che hanno, e se possibile qualcosina di più.
    Il risultato diventa una conseguenza delle tensioni e delle attenzioni della squadra verso l’obiettivo di “giocare bene insieme”.
    Per Messina, sto dicendo, il risultato è l’effetto, non la causa sulla quale lavorare.
    La causa è un basket efficiente, tra compagni motivati, ed è per questo che si lavora ed è su questo che si fanno le scelte – e se si guarda senza pregiudizi, secondo me non è difficile da vedere.

    Perché altrimenti ieri, ad esempio, sopra di 30 e nel quarto finale, s’infuria per una palla persa banalmente, e chiama time out?
    Perché altrimenti ieri, ad esempio, la squadra più forte non ha mollato mai, dal primo minuto? Certo non perché fossero preoccupati del risultato, non dal primo secondo.

    Giusto o sbagliato che sia, la visione di Messina del giocare bene come tema centrale, che mette il risultato fuori dal centro dell’attenzione, non alla periferia, ovviamente, ma nemmeno come priorità, quella visione di Messina va vista e compresa, prima di commentare sulla squadra e le sue rotazioni.
    Se ho Cinciarini Moretti e Biligha in campo, e la partita per qualche minuto diventa minibasket, come è successo ieri, dove si corre e si corre avanti e indietro senza criterio, dove chi ha la palla “prova”, anche se segno di più di loro, credo che pensi Messina, devo fermare questo obbrobrio.

    Le rotazioni seguono.
    In campo sta chi fa giocare bene la squadra, chi capisce la visione del coach – giusta o sbagliata che sia.
    E al momento sembra giusta perché la squadra gioca bene, anche a Valencia, anche al Pireo – bene con quello che ha. (Aldilà delle ironie facili, un conto è avere tre assenti sparsi tra i vari reparti, un conto è avere tre assenti tutti e tre tra gli esterni…).

    Moretti per esempio, vogliamo parlarne non in astratto?
    NON è vero che gli manchi il fisico per difendere, o almeno, non solo: guardalo come si posiziona sull’avversario nell’1c1.
    Ha sempre i piedi sbagliati, ed è sempre qualche centimetro troppo avanti col bacino: appena quello parte, anche Forray, che ha il doppio dei suoi anni, lui è già in ritardo, per non mollare è costretto al fallo.
    Strano che se ci sono arrivato io, non ci arrivi il suo staff, non ci arrivi lui stesso che è intelligente.
    Io peraltro ci sono arrivato perché lo curo, anche se lo critico sempre, e lo curo perché mi piace e credo nel suo potenziale.
    Per quell’errore da minibasket nell’1c1, e in generale per la gran confusione che fa nel posizionamento difensivo però, secondo me non può stare in campo – ed è così che mi spiego perché non ci stia, perché Messina ha deciso che la sua maturazione passa da altre vie.
    È la sua visione.
    Uno la può criticare e addirittura offendere – magari offendere sarebbe meglio di no – ma se uno non riesce a vederla, poi non capisce niente di quello che succede in squadra, secondo me.

  4. Moretti deve arrivare ad avere la qualità che esprime con il braccio destro, l l’armonia di movimento, polso, rilascio sul tiro, con il sinistro. Le spaziature, le reattività di gambe, posizione del bacino che gli consentirebbero di essere un giocatore superiore, questo è il suo destino perciò dobbiamo essere pazienti. Formarlo per questo è un lavoro lungo, mi sembra che abbia un contratto per cinque anni, noi tifosi non possiamo essere precipitosi, va aspettato

  5. Perfetta analisi di Palmasco su Moretti. È ovvio che Messina non ha alcun interesse a vedere se Moretti può metterla da 3 con costanza: lo sa già, se l’ha scelto è perché ne conosce le caratteristiche molto bene. A Messina interessa capire se può stare in campo o meno giocando come serve alla squadra. Per ora così: rispetto alle prime partite mi sembra cercare di più di fare quello che serve.

  6. Vado contro corrente. Secondo me in gare come quella con Brescia, dopo il promo quarto Moretti deve avere spazio. Non tanto per i possibili infortuni degli altri (che obbiettivamente non mi sembrano sovraesposti dal punto di vista fisico) ma perche’ anche lui deve crescere con la squadra. Discorso analigo per Biligha: giocando poco rischia di perdersi un po’. Non dimentichiamoci che sono due “italiani” e che al momento clou della stagione (playoff di Lba, se mai si dovessero giocare) dovranno esserci e dare il loro valido contributo. Con Punter, Delaney e Moraschini fuori, Moretti avrebbe dovuto fare anche il play, contro Brescia.
    Ma tanto sono solo chiacchiere perche’ non si arrivera’ a fine stagione…..

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