Olimpia Milano Serie A | Forse non è Lercio: no alle 20 squadre

Il futuro di Olimpia Milano Serie A, e di tutto il basket italiano, non sarà in un campionato a 20 squadre con divisione in due raggruppamenti da 10

No, non siamo su Lercio, non totalmente, per fortuna. Il futuro di Olimpia Milano Serie A, e di tutto il basket italiano, non sarà in un campionato a 20 squadre con divisione in due raggruppamenti da 10.

Olimpia Milano Serie A | No alla proposta a 20

Questo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport in merito all’Assemblea di Legabasket di ieri pomeriggio, dove si è giustamente attribuito al Governo ogni decisione in merito alla ripartenza della prossima stagione, legata ai tempi dell’abbandono delle «porte chiuse».

Per Urania Milano, news importante sul prossimo campionato di A2: i termini di iscrizione potrebbero slittare dal 30 giugno al 31 luglio.

Commissione per le porte chiuse

Ma per non parlare davvero di Lercio, resta sul tavolo la questione “porte chiuse”. Come riportato nei giorni scorsi, alcuni club spingerebbero per attendere il mese di Gennaio per poter giocare davanti al proprio pubblico.

Una decisione che lascerebbe l’Italia senza basket per 10 mesi, ancor più fagocitata dal calcio su stampa e tv. Secondo il Corriere dello Sport-Stadio, sarebbe stata creata ieri una Commissione che studi la situazione di concerto con il Coni.

5 thoughts on “Olimpia Milano Serie A | Forse non è Lercio: no alle 20 squadre

  1. Purtroppo questa stagione è andata così perché c’è stata un epidemia che ha colto tutto il mondo impreparato però ora è necessario che i campionati di basket ripartino a ottobre che sia a porte chiuse o a porte aperte non importa purché si parta perché in caso contrario è la morte del basket..non si può pensare di comprimere la stagione sportiva da gennaio 2021 a giugno 2021..e poi anche se fosse chi può dare la certezza che a gennaio 2021 la situazione sia migliore rispetto a ottobre 2020? Nessuno!!! Quindi il Presidente della Federazione Italiana Pallacanestro nella persona di Petrucci indichi la strada opportuna da seguire basti che si inizi a giocare ad ottobre 2020 e nel caso fosse necessario per tutelare la salute di tutti anche a porte chiuse e chi non è d’accordo si può anche ritirare ma vedrete che saranno pocHe che si ritireranno..bastano solo regole dure e precise e sopratutto uguali per tutti senza distinzione..se poi qualche Società ci vuole speculare sopra sono affari loro..nel caso in cui si dovesse partire a porte chiuse é un problema anche per noi tifosi visto che non tutti hanno la possibilità di guardarlo in TV..ci sono dirigenti che prendono fior di quattrini ed è giusto che siano loro a trovare una soluzione comune che vada bene a tutti i Club e tutelare i tifosi ma l’importante è che in un modo o in un altro si riparte a Ottobre 2020.perché ripeto per l’ennesima volta che nessuno ha la certezza ne tantomeno la garanzia che a gennaio 2021 la situazione sia migliore rispetto a ottobre..in caso contrario non possiamo lamentarci se in Italia il calcio é lo sport numero uno!!!

  2. Concordo, il rischio di dover annullare un’altra stagione è troppo alto. Unico dubbio è la relativa certezza che giocatori, arbitri e coach siano in condizioni di sicurezza

  3. @GAE se vogluamo non c’e’ certezza nemmeno che a gennaio si possa giocare col pubblico. E’ ragionevole ma non sicuro. E poi, giocare con il pubblico che cosa vuole dire? Non certo con palazzetti gremiti! Cio’ vuole fire incassi dimezzati se non di piu’. Quale tifoso sottoscrive un abbonamento se sa che puo’ vedere magari solo la meta’ delle partite perche’ l’altra meta’ entra in altro tifoso, in una sorta di turno?
    Non diamo nulla per scontato!
    E se poi a ottobre si scopre un giocatore o un coach o massaggiatore positivo che si fa? Si devono tutelare anche questi soggetti. Aspettare non e’ in reato, in questi casi. Nel frattempo, come dici tu, si deve studiare come ripartire in sicurezza, tutelando persone e capitali. Insomma: non e’ facile ripartire a ottobre, anche se a porte chiuse.

  4. @Di.Me è sottointeso che devono essere tutelati anche i giocatori coach e massaggiatori ma se si riesce a trovare un modo per tutelare la salute dei soggetti in questione si deve iniziare anche a porte chiuse perché alcuni virologi sostengono che per circa 2 anni dovremmo convivere con il virus e semmai dovesse iniziare il calcio non vedo perché con lo stesso metodo non possa iniziare anche il basket poiché sia il calcio sia il basket sono due sport che prevedono il contatto fisico..

  5. Continuo a pensare che quelli del calcio siano folli. Ricordiamoci che questi sono tutti sport di contatto.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Next Post

Ettore Messina: Ho un sogno, la pace tra FIBA ed EuroLeague

Werther Pedrazzi firma su backdoorpodcast.com una bella intervista a Ettore Messina: In NBA 30 squadre pro, difficile pensare possano essere 16 in Italia
Ettore Messina

Iscriviti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
Leggi articolo precedente:
Messina: Problema più grosso sembrano gli incassi, creiamo un futuro

Il coach biancorosso al Corriere della Sera: "Non mi piace la piega che sta prendendo la situazione. Parlo dello sport...

Chiudi