Olimpia Milano tace, il resto del movimento crea anche confusione

Olimpia Milano tace, il basket italiano predica bene, e razzola male. E soprattutto, studia in ogni modo una chance per ripartire

Olimpia Milano tace, il basket italiano predica bene, e razzola male. E soprattutto, studia in ogni modo una chance per ripartire. In tutto questo, Olimpia Milano tace, come detto. O quasi. Nel pieno rispetto di quanto prospettato nelle ultime riunioni di Legabasket.

Durante l’ultima assemblea tutti i club hanno deciso di far parlare esclusivamente il presidente Gandini per non generare confusione

Queste le parole di Ettore Messina, che sono anche coerente continuità con quanto invocato dal giorno del suo ritorno in Italia. Ci si esprime solo per canali ufficiali con Umberto Gandini come tramite, anche a costo di lasciar fagocitare un gioco fermo, il basket, dalle chiacchiere del calcio sui maggiori quotidiani sportivi e non.

Per il resto è confusione

Sì, perché Legabasket dal canto suo ha saputo solo convocare una conferenza stampa a porte socchiuse, rinunciando ad una diretta streaming che avrebbe garantito maggiore visibilità.

Ma inutile tornare su polemiche già vecchie: la LBA è distante anni luce dai suoi appassionati, e non solo per le questioni social di Sardariana memoria.

Il problema, è che in Legabasket, forse anche per l’incapacità comunicativa di Legabsket, ci sono club che parlano, e lo fanno ogni giorno, in un quadro di generale confusione.

Siamo così passati dal 16 maggio come data ultima per la ripresa degli allenamenti, all’impossibilità di anche solo pensare di potersi allenare il 16 maggio. Il tutto nel giro di soli due giorni, il tutto citando anche il Ministro Spadafora, che tuttavia ha solo posto sino al 3 maggio il veto.

Olimpia Milano tace, la Virtus Bologna progetta

E arriviamo così alle parole di Luca Baraldi. Una prima precisazione, visto che il mondo del tifo non va spesso troppo oltre certe magre diatribe: la Virtus Bologna non ha richiesto, e non è interessata, all’assegnazione “a tavolino” di questo scudetto 2019-2020.

E’ invece un club che consiglia di abbandonare ogni decisione “di pancia” (giustamente), per cercare di proteggere il suo investimento da 10.000.000 di euro. Ma i punti di domanda sul ritorno in campo a luglio sono molteplici.

Quale formula? Con quali verdetti in gioco? Risposte che credibilmente avremo nelle prossime 48 ore, quando la proposta verrà presentata all’Assemblea di LBA. Ma non basta: con che roster? E soprattutto, che senso avrebbe giocare una stagione e mezza da luglio?

Non ci pare possano esserci le basi, ma non certo perché il basket non debba perdere tempo ora per progettare il futuro. Oggi, non c’è nessun futuro da progettare, perché non si conoscono ancora le fondamenta di questo futuro. Quale sponsor, al momento, parlerebbe di investimenti con la sua azienda ferma o quasi?

Ci pare, dunque, che anche alla luce dei commenti di società come Varese, Cremona, Pesaro, Venezia, Pistoia e Sassari, al momento si stia comunque parlando tanto, e generando confusione attraverso i quotidiani. Non quanto invocato da Ettore Messina. Non quanto garantito da Olimpia Milano.

3 thoughts on “Olimpia Milano tace, il resto del movimento crea anche confusione

  1. Complimenti Alessandro per la lucida disamina.
    A parte lo scudetto, credo che Baraldi (che non definirei un pagluaccio) insista nel voler giocare proprio per proteggere il forte investimento che Virtus ha fatto e che, in caso di blocco totale, andrebbe certamente in fumo, almeno in parte.
    Giocare a luglio, tuttavia, mi pare idea folle. A parte che i contratti con allenatori e giocatori scadono solitamente a fine giugno, che squadre vedremmo in campo? Ci sarebbero gli stranieri? E poi, diciamolo: chi ha il coraggio di far giocare dentro palazzetti bollenti quando fuori ci sono trenta gradi?
    Non e’ facile uscire da queste “secche” ma per farlo occorrono unita’ di intenti e idee praticabili.

  2. @U.Fo forse ti dimentichi un piccolo particolare..Baraldi non è il proprietario della Virtus Bologna..ovvio che per il ruolo che ricopre faccia gli interessi della propria società ma l’investimento gli può interessare fino ad un certo punto perché personalmente non ha tirato fuori un euro e cmq gli investimenti li ‘hanno fatti tutti i proprietari delle società di Basket ovviamente in base alle loro possibilità..pertanto non è solo una questione di investimenti ma di egocentrismo personale perché vincendo lo scudetto entrerà nella storia della squadra bolognese come colui che ha riportato le V nere al successo visto che sono anni che non vincono..

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