Il coach di AX Armani Exchange Milano , Simone Pianigiani, ha concesso una lunga intervista a Daniele Dallera e Roberto De Ponti de il Corriere della Sera.

SUL ROSTER LUNGO

«Significa che se tu giochi nella Juventus puoi stare fuori mesi, ma quando entri devi essere pronto, come Bernardeschi con l’Atletico».

SULL’ACCUSA DI NON VALORIZZARE GIOCATORI ITALIANI

«Smentisco categoricamente. Fino a che c’era l’EuroLeague, Della Valle ha giocato 20 minuti a partita (in LBA, ndr). A Milano, non in una squadretta. Fontecchio ne ha giocati 14. Quindici minuti a Milano sono 15 minuti di sostanza: Bertans giocava meno ed è andato in Nba. Per i miei scudetti a Siena sono stati determinanti Carraretto e Ress, che pure giocavano poco».

SUI DIFETTI SU CUI LAVORARE

«Difensivamente stiamo provando ad applicarci. Subiamo ancora troppi punti per due motivi: concediamo troppi rimbalzi in attacco e lasciamo troppo spazio al contropiede avversario. Diamo troppo spesso un calcio al famoso secchio del latte».

SUL RAPPORTO CON LIVIO PROLI

«Eccellente. Chi allena non può più essere il domatore da circo, ma è inserito in un contesto molto più ampio. E la figura del manager che sta sopra è fondamentale. Io ho bisogno di sentirmi aziendalista, cogliere la chiarezza del progetto e di chi lo persegue ogni giorno. Incertezze sul suo possibile addio a fine stagione? Nessuna».

SU MIKE JAMES

«Quanto rientrerà sarà ancora più forte. Faccio fatica a capire come si possa criticarlo. Lui è il nostro passaporto per l’EuroLeague».

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