Milano è tanto nervosismo e poco basket. Capo vola: la serie è cominciata.

L’Orlandina si porta a casa meritatamente gara 1 con una prestazione perfetta: il 50% dall’arco è l’immagine più chiara del dominio siciliano al Forum, insieme ai 23 assist ed ai nervi saldi in lunetta durante tutto l’ultimo spicchio di partita. Che sarebbe stata già ampiamente chiusa sul 66-77, se uno stupido tecnico di Nicevic non l’avesse riaperta, fino al doppio errore di McLean dalla lunetta sul 73-77. Ma la rimonta non sarebbe stata meritata per l’Olimpia: in campo, a pallacanestro, ha giocato solo Capo.

Come si possa perdere così nettamente una sfida in cui tiri col 59% da due e vinci la battaglia rimbalzo 43 a 26 è argomento tutto milanese e si deve ad un atteggiamento inspiegabilmente nervoso fin dalla palla a due. Volti tesi oltre misura,  per un gruppo che negli ultimi giorni si è allenato molto bene, con intensità ed attenzione, compresa la rifinitura di ieri: nei Playoffs, così, non hai scampo. Specchio fedele della serata milanese sono le subitanee reazioni smodate di Kruno Simon, a colloquio con la panchina, ed il “cazziatone” di Ricky Hickman a Simone Fontecchio, che si addormenta in angolo e non scala sulla penetrazione dello stesso USA. Con lo scarico, finisce in tribuna anche la partita di Milano. Troppo presto.

Capo ha difeso ed  attaccato con metodo ed organizzazione:  mai parsa subire i tentati rientri milanesi, è stata presa per mano da quel Milenko Tepic  tornato ai fasti di Partizan e Panathinaikos. Uno Iannuzzi a tratti eroico, da 18+8 in 30 minuti, ha tenuto, con Delas, in scacco tutti i lunghi milanesi, così come Ivanovic e soci hanno fatto la voce grossa contro i pari ruolo biancorossi.

Per l’ennesima occasione in stagione la squadra di Repesa, una volta in difficoltà (e qui è accaduto direttamente dalla palla  due, cui è seguito il primo di tanti inguardabili possessi offensivi), si è sciolta, prolungando la negatività per troppi minuti. A questo punto della stagione pare evidente come determinate fragilità siano insite in questo gruppo: troppi gli indizi per non avere prove.

Le note positive in casa Olimpia? Sicuramente Dada Pascolo, almeno su un lato del campo veramente ottimo. E’ chiaro che l’impatto del giocatore in Italia sia ben maggiore rispetto alle difficoltà europee nel ruolo, tuttavia vi sono ancora diversi passaggi a vuoto difensivi che non si superano solo con l’aggressività alla voce recupero. Andrea Cinciarini è l’altro fattore che tiene in partita Milano, ma anche qui vi sono stati tanti palloni gestiti in modo assai confusionario. Tutti gli altri hanno approcciato male, eseguito peggio e passato il pallone in modo disastroso. Proprio la qualità dei passaggi, quella dei blocchi ed ancor più il tema del trattamento di palla sono stati i buchi neri di Milano. Orbene, non  è stato così anche nelle tante serate nere di Eurolega, seppur con la scusante di avversari di profilo più alto? Non è il caso di iniziare a pensare che il roster milanese pecchi in modo strutturale da questi punti di vista, non potendo prescindere da due guardie (chiamatele point guard, chiamatele playmaker, non importa…) di reale impatto offensivo nel trattare la palla e concludere? Nel basket di oggi se non sei pericoloso ed allo stesso tempo oculato in quella zona di campo, fai fatica, molta. Ecco perché l’assurdo di una squadra che non può rinunciare assolutamente a Ricky Hickman, anche in una serata più che pessima ed al netto di caratteristiche che non sono di alto livello secondo i canoni suddetti. Se poi lo stesso Kruno Simon è ad anni luce dal suo rendimento standard, il buio scende sul gioco di Milano.

Di Carlo è stato perfetto nell’interpretare la gara secondo quella che è stata l’organizzazione di una stagione intera: senza inventarsi nulla, sicuro del suo lavoro, ha portato i suoi a macinare la propria  pallacanestro, con soltanto qualche aggiustamento che, correttamente, sapeva di doversi giocare in gara 1.

Jasmin Repesa ha assolutamente le responsabilità che competono a qualunque coach in queste situazioni, né più, né meno di quanto si possa imputare a chi allena una squadra che si esprime in questo modo. Aggiungiamoci pure, se si vuole farlo, sebbene mi paia molto limitativo nel quadro generale, una questione di rotazioni che per certi versi non hanno convinto : i pochi minuti a Pascolo (24 punti in 21′) possono essere discussi, così come il forse eccessivo utilizzo di un Abass fuori da ogni situazione di gioco. Tuttavia vi è un fattore che mi pare di dover sottolineare con estrema chiarezza, riguardo il vissuto dello staff milanese di ieri sera.  Nel momento in cui sei in attacco, con la rimessa, e poco più di dieci secondi sul cronometro dei 24, accade che la panchina avversaria chiami il passaggio da “uomo” a “zona”(2 è la chiamata) prima che il pallone venga rimesso in campo. Tutto normale, è mossa tattica quasi abusata in questi frangenti. Sulla panchina biancorossa nessuna consapevolezza dell’accaduto, conseguente imbarazzo nell’azione di attacco, una manciata di secondi persi a capirci qualcosa e regolare tiraccio. Nessuna accusa, ma nessuna scusa: gli assistenti non sono deputati a seguire e segnalare preventivamente queste cose? Non è la prima volta, in stagione. Stride molto con la splendida prova al Forum di staff quali quello del Fenerbahce o del CSKA, in cui i vice allenatori, appena la guardia milanese chiamava il gioco, erano immediatamente a comunicare ai propri giocatori (ricordo nitidamente Sloukas ed Udoh) cosa e come fare, a completamento del piano tecnico studiato nel pre-partita. Sia chiaro che qui non è questione di capo allenatore.

Detto tutto ciò ed ancora una volta sottolineato il fatto che in campo si va in due e che il bello del gioco è quando vince il migliore, come successo nella serata del Forum, domani c’è gara 2, siamo ai Playoffs e si sa come le cose possano repentinamente cambiare e determinate lezioni possano servire. Altrettanto consci che certi dubbi l’Olimpia li ha insinuati spesso quest’anno. Senza isterismi e senza clamori, c’è una serie. Grazie ad una fantastica Capo d’Orlando.

 

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