Aspettando gara-2 con Capo d’Orlando – Repesa uomo giusto per chi sta spalle al muro, ma per l’ennesima ripartenza servono gerarchie

Palla a due alle ore 19.30 per l’Olimpia Milano, impegnata in gara-2 dei quarti di finale con Capo d’Orlando al Forum d’Assago (assente Rakim Sanders). In un lungo cammino di 66 partite, in un viaggio interminabile fatto di illusioni, isterismi, allontanamenti e quieti risvegli, ecco infine il primo abbozzo di dentro-fuori, la prima sensazione di oggi privo di domani.

In Italia, una condanna che è sempre stato stimolo, un massaggio cardiaco con esito sempre positivo.

E allora qui vive la domanda: cos’è oggi Milano? Un marchingegno senza forma ma con una parvenza di sostanza, solo parzialmente spiegabile con le mosse di mercato invernali (Batista 18.2 minuti di media, Sanders 21.4, Kalnietis 22.5, parlando solo di semifinale) e gli innumerevoli infortuni. Una squadra forse preoccupata, forse sotto pressione, ma certamente affetta dalla pericolosa tendenza al rapporto danno-reazione. Un team insomma incapace di aggredire e chiudere in fretta le pratiche, ma bisognoso di reagire solo spalle al muro. Missione che è riuscita più volte con Venezia (gara-1 e gara-3, certo, ma anche finale di gara-6) ma che potrebbe chiedere maggiori sforzi con Reggio Emilia o Avellino.

Lo scrivevamo un anno fa, il 30 maggio 2016, e vale ancora oggi, sottraendo il discorso mercato e ridimensionando anche il fattore infortuni. «Certamente affetta dalla pericolosa tendenza al rapporto danno-reazione». Accadde con la Reyer, si ripetè in finale con i due ko di Reggio Emilia, il gruppo trovò la soluzione, Jasmin Repesa fu conduzione retta e senza timore. 

Qui sta la forza del coach croato, anche se oggi come allora si necessita un’immediata imposizione di gerarchie: Miro Raduljica, nonostante la buona volontà in allenamento, può ancora rientrare nei 12? Cinciarini e Pascolo, dopo il lungo anonimato europeo, devono prendere in mano le redini della squadra più dei «prestigiosi» compagni di spogliatoio stranieri?

Domande senza risposta: corretto oggi, meno domani.

Alessandro Luigi Maggi

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