Andrea Tosi firma su La Gazzetta dello Sport l’analisi del match tra Olimpia Milano e Barcellona. Ecco alcuni passaggi.
Il Barca è privo di Alex Abrines, da tempo infortunato. Nell’economia delle due rotazioni, Milano ci perde di più (Delaney e Moraschini gli assenti, ndr). Ma l’applicazione di Hall, la magia di Rodriguez e il risveglio di Grant possono surrogare bene il vuoto lasciato dal regista di Baltimora.
Su di lui è fondato tutto il progetto tecnico, una chiave per Milano è isolarlo dal gioco. Peraltro dietro a Mirotic il Barcellona ha altri talenti che possono diventare decisivi. Da ultimo ta crescendo la stellina lituana Jokubaitis, 20enne con le stimmate del predestinato, prelevato dallo Zalgiris perché voluto fortemente da coach Jasikevicius. Perciò occhio alle sorprese. Una partita così potrebbe riservarne molte.


Resto dell’idea che il Barcellona sia più “lungo” di noi e, in generale, un po’ più forte. Ma il divario, nel corso degli anni, si è ridotto molto e la semifinale dello scorso anno ne è dimostrazione. Mirotic? È forte, per carità, ma mi sembra gli manche quel qualcosina per essere un vero dominatore (ha fisico e tecnica per esserlo). Impressione personale, non supportata da nulla.