
I playoff come occasione di rilancio, l’ultima grande vetrina in maglia Olimpia Milano prima dell’arrivederci. Quinn Ellis arriva alla serie con la Pallacanestro Reggiana dentro un momento complesso, e c’è un numero che più di altri racconta la sua flessione: il tiro da 3 punti.
Dentro la crisi di Quinn Ellis
Peppe Poeta, dopo il successo in EuroLeague contro la Virtus Bologna, lo aveva difeso con parole nette: «Se fa canestro da 3 ci cambia la vita. Un play con le sue gambe, ha tutta la mia fiducia per tirare. Preferisco faccia 0/5 da 3 che non tiri». Una frase che spiegava bene il punto: Milano ha bisogno che Ellis resti una minaccia, anche quando il tiro non entra.
Il coach aveva poi allargato il discorso alla stagione: «Quinn Ellis avrà fatto 70 partite, penso che abbia fatto in carriera 70 partite fino ad oggi, quindi sta vivendo un periodo di calo fisiologico, ma come lui anche altri». A 22 anni, l’ex Trento ha retto responsabilità enormi, spesso superiori al suo percorso precedente.
Ma il dato resta pesante. Prima della gara con la Virtus, Ellis arrivava da uno 0/7 in sei partite di EuroLeague. Contro Bologna ha reagito con un 2/3, poi nelle quattro gare successive ha chiuso con 2/7, segnando dall’arco in una sola partita e senza prendersi conclusioni da 3 contro l’Olympiacos.
Ancora più evidente il trend in LBA. Ellis ha una striscia aperta di sette gare senza triple segnate, con sette errori consecutivi. Dal 2 aprile il bilancio complessivo dice 2/13 in nove partite, con canestro dall’arco trovato solo in due occasioni contro il Bayern. Un campanello d’allarme tecnico, più che statistico.
Sia chiaro: Quinn Ellis non è mai stato un tiratore puro. Lavorerà, crescerà e diventerà più pericoloso. Ma in questa fase della stagione, per un playmaker, è complicato guidare una squadra se le difese possono “battezzarti” dalla distanza, chiudere l’area e andare in aiuto sugli altri esterni.
Il rischio riguarda anche Armoni Brooks. Se il difensore di Ellis può staccarsi, Milano perde spaziature, linee di penetrazione e scarichi puliti per il suo miglior tiratore. Nei playoff, dove ogni dettaglio viene esasperato, questa potrebbe diventare una delle chiavi tattiche più sensibili.
Per Ellis, quindi, la serie con Reggio Emilia può diventare molto più di un quarto di finale. Può essere il momento per rimettere in piedi fiducia, ritmo e pericolosità. Perché il suo impatto difensivo, le gambe e la capacità di giocare per gli altri restano fondamentali. Ma se torna anche la tripla, come dice Poeta, a Milano cambia davvero la vita.

Io seguito a pensarla diversamente da tutte le notizie inerenti il suo calo. Considerando il suo primo anno a certi livelli, considerando la sua età, considerando che doveva essere il secondo se non terzo play in graduatoria interna, considerando che il primo play non c’è mai stato subentrando lui a tale ruolo, considerando il roster mal costruito per l’ennesima volta, considerando l’incapacità cronica a dare una conformazione di gioco alla squadra con un coinvolgimento dei lunghi e sfruttando le capacità balistiche di brooks shields ecc, considerando che abbia tirato la cosiddetta carretta per tutto l’anno .. perché si limita la critica a Ellis per il tiro da tre ? Calo ? Lo si sapeva che non era un fulmine di guerra e nessuno pare ci abbia lavorato sopra magari così come non si riesca a fare migliorare un Nebo .. io giudico Ellis un’ottima presa peccato che se ne vada e comunque il suo apporto difensivo, si assist, si atletismo e attacco al ferro e di minor numero di PP rispetto a Guduric.. lo ha sempre dato.
Adesso che se ne va si legge in chiave critica il suo anno, un po come accadde per Melli insomma o Hall.
Non so a me pare che Ellis abbia fatto una stagione da 7 che non è poco per un primo anno.
Ciao Olimpia, concordo.
Ellis per metà stagione ha tenuto un livello di prestazioni altamente superiore a quello che oggettivamente si potesse pensare, è stato per mesi l’unico play effettivamente a disposizione, doveva essere il secondo/terzo play (si giocava con Mannion il ruolo di vice Brown) e si è ritrovato a dover fungere da unico play di una squadra di EL con ambizione di andare almeno ai playin, giocando ininterrottamente 30 minuti in EL e in LBA, sottoposto ad uno sforzo fisico e soprattutto mentale non indifferente per la prima volta nella sua carriera.
Poi un calo, evidente e logico, perchè se avesse mantenuto quel livello per l’intera stagione sarebbe stato da top in Europa. Il tutto all’interno di una roster con evidenti difficoltà e con lacune come ammesso anche da chi la squadra l’ha costruita.
Ellis rappresenta, si spera, il futuro dell’Olimpia ed è da tenerselo stretto, affiancandogli un play all’altezza con il quale possa spartirsi onori ed oneri.
Ciao Olimpia, concordo in toto con Te, se è in crisi Ellis, che ha tirato la carretta tutto l’anno, cosa si dovrebbe dire allora, di GUDURIC e L.BROWN ennesimi bidoni ( per quello che costano ) propinati da EM. Siccome Ellis ha scelto di andare via (giustamente ) si comincia a screditarlo…….film già visto.
Arrivederci?? Non torna mica
O resta di là o vai in squadra vincente.
Ps: ovviamente quoto che mi ha preceduto
Ps2: @Mt = Però Guduric bidone…anche no. Magari apallide e mal usato. Ripeto,vorrei vedere certi giocatori allenati da uno bravo e competente.