Poeta: Fermata la palla contro i cambi, dobbiamo recuperare qualche giocatore

Fabio Cavagnera 14

Le parole del coach biancorosso in sala stampa, dopo il derby d’Italia contro Bologna

Così coach Peppe Poeta ha commentato il derby d’Italia: “Sono molto dispiaciuto. Abbiamo fatto 30/33 minuti di quello che volevamo fare, poi contro i cambi abbiamo fermato la palla, non siamo riusciti a fare niente. I lunghi sono usciti per 5 falli e siamo diventati stagnanti e abbiamo perso il flusso. In difesa eccellente lavoro per larghi tratti, ma se concedi 22 rimbalzi in attacco è impossibile vincere“.

I grandi problemi a rimbalzo: “Loro hanno tanti atleti. Noi tutte le partite contro loro l’abbiamo preparato su questo. Alla fine loro hanno fatto canestri difficili. In questo momento loro hanno fiducia e noi no. Dobbiamo recuperare qualche giocatore”.

La squadra ci crede? “Sicuramente siamo senza fiducia, però eravamo a +20. La squadra ci crede, altrimenti non prendi quel vantaggio. Però nei finali serve la sfrontatezza, che adesso ci sta mancando. Che loro invece hanno”.

Restano in testa più i 30 minuti migliori dell’anno o come è stata buttata: “In questo momento dobbiamo essere bravi a farci restare dentro i primi 30 minuti. A noi serviva questa vittoria. Il quarto quarto il loro atletismo e i problemi di falli coi lunghi hanno indirizzato la partita”.

14 thoughts on “Poeta: Fermata la palla contro i cambi, dobbiamo recuperare qualche giocatore”

  1. mi dispiace ma stavolta il coach ha responsabilità pesanti, prima tra tutte non essersi portato Peters al posto dell’inutile Guduric

    E poi tutti quei falli che neanche in un campionato scolastico. Vuol dire che i giocatori che ha a disposizione, difensivamente parlando, valgono ZERO

    1. “stavolta il coach ha responsabilità pesanti”. Ah, perché le altre sconfitte erano colpa del destino cinico e baro?

  2. Caro Maggi, presto o tardi, dovrai rassegnarti…il ” tuo ” Peppino, è una causa persa…lui, è ” da Brescia “….

    Nessuna partita infrasettimanale, a rompere le balle…

    Un roster ristretto, ” su misura ” da dieci giocatori, da utilizzare solo la domenica…per tutta la stagione….

    P.S…il numero 23, regalatelo alla Stella Rossa…quantomeno, avrà finito di fare danni a Milano.

    .

  3. Proseguiamo come sul Titanic tra ballerine e nani danzanti al Forum con la proprietà assente (tranne che a sventolare la sciarpetta)… oramai resto solo che attendere una auspicabile rapida cessione della società a un gruppo in grado di gestire una società sportiva in modo efficace e vincente

  4. Ma poi…se dei giocatori non rendono,,logica vuole che si tenti coi sostituti….no?? No,lui no,lui accorcia le rotazioni. Scarso.

    Ps: Bolmato pagliaccio, pensa a giocare invece di fare il capopopolo

  5. a 24,ho smesso di contare i rimbalzi in attacco di Bologna.vorrai mica vincere con uno scempio difensivo di queste proporzioni?

  6. Ma non è che per 30 minuti noi siamo gli Warriors di 10 anni fa e poi si spegne la luce. È che i primi 30 minuti di una partita di basket contano il giusto. Poi gli altri iniziano appena appena a giocare e mettono in luce tutti i nostri limiti. E noi non abbiamo una risposta che sia una.

    Io a volte leggo le interviste e ho l’impressione che mi stia prendendo in giro.

  7. Dignità Peppe, dignità. Ciò ke è mancato al tuo predecessore e ke a quanto pare sembra mancare anke a te. Un grazie a Giorgio ma adesso basta. Vendete per favore state distruggendo un mito. Voi, società di incompetenti.

  8. Sono oramai evidenti i grandi limiti, caratteriali e tecnici,di questa Banda di Scappati di casa. Tutti, nessuno escluso :Proprietà, staff dirigenziale e tecnico e giocatori. Povera Olimpia !!!!!

  9. Che strazio Beppe, onestamente non comprendo l’importanza di giocare bene 30 min quando poi crolli sul traguardo coi soliti errori visti e rivisti a noia. Non mi sembra un vanto perdere così, anzi dimostra ancora maggiormente il limite caratteriale di questa squadra. Limite che è primo nella proprietà, che non ha bisogno di vincere per avere visibilità, per essere riconoscibile; secondo è nell’atteggiamento del coach, sempre lieto del poco che vede sul campo, incapace di caricarsi sulle spalle il gruppo da lui scelto e costruito e condurlo alla vittoria, rinunciando deliberatamente all’intero starting five dell’anno precedente; terzo il livello medio basso di molti giocatori, ma qui torniamo a chi li ha scelti, liberando i vari Brooks, Leday e Shields per sostituirli con comprimari.

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