
Olimpia Milano post Efes. Dopo la figuraccia nella partita in memoria di Giorgio Armani, ad inizio stagione con Derthona, non si poteva abbassare il capo anche nel giorno del novantesimo. Che è anche quello di Dan Peterson.
E allora, bene la reazione dopo un primo tempo orribile, a parere di chi scrive da non recludere solo nel primo quarto. L’approccio è stato pessimo, lo dice il 13-2, ma ogni passo avanti fino all’intervallo è stato seguito da controparziali turchi.
Poca difesa, poca presenza a rimbalzo, il consueto inizio “molle” di Devin Booker, Lorenzo Brown che evidentemente due partite in quattro giorni oggi non le regge, e magari non le reggerà mai, nonostante 2 assist e 2 palle rubate, con 3 falli per aiutare la squadra.
Dietro le mancanze sono state evidenti. Troppo facile per l’Efes creare missmatch dopo il primo blocco sul portatore di palla, trovare profondità con i lunghi, creare facili conclusioni per Osmani o farsi sentire a rimbalzo con Jones.
Che il giocatore chiave potesse essere Leandro Bolmaro, lo si è capito da subito. 6 punti per aggredire la partita, doveva gestire i minuti ma è andato comodamente sopra i 20’ senza far percepire alcun calo di condizione o tenuta
L’argentino è il “Glue Guy”, termine tanto caro a Peppe Poeta, di questa squadra. Più di chiunque altro. E un altro, nelle idee del tecnico di Battipaglia, potrebbe essere in futuro Stefano Tonut. Quello che si era visto con l’Olympiacos.
Bolmaro però, a dire il vero, con l’Efes è andato oltre. 5’ per Nico Mannion, 10’ per Lorenzo Brown, 53’’ per Diego Flaccadori: senza Quinn Ellis, la regia se la sono condivisa Leandro e Marko Guduric, guidando una squadra che, segnando 49 punti in 20’, e concedendone solo 25, ha evidentemente condotto il ritmo del match quando contava.
Poi, c’è Armoni Brooks. Nuovo massimo in carriera in EuroLeague, 4 triple in fila, 5 conclusioni vincenti una dopo l’altra. Dominante. In una fase sicuramente sopra la media, come Zach LeDay un anno fa, ma se segni 55 punti in due gare dopo la tripla vincente di domenica con Udine qualche cosa di speciale lo hai. E lo sanno bene anche in NBA.
Inutile parlare qui del rinnovo, che francamente è tema che sta oscurando partite e prestazioni come se il futuro fosse sempre più importante del presente, anche se va compreso il timore di tifosi che in questi anni hanno visto andare via tutti, tutti, tutti i giocatori cardine che andavano confermati a parte Shavon Shields.
Intanto godiamoci questa squadra che chiude una double week di livello con due vittorie, tornando in dieci posizioni e preparandosi ad una partita chiave con la Stella Rossa settimana prossima. L’occasione Efes è stata raccolta. E meno male che la stagione era già finita a novembre.


Un secondo tempo talmente bello, che verrebbe voglia di star zitti e limitarsi a tenerselo, anche perché per tutto l’intervallo il primo tempo aveva innescato la paura di non farcela – almeno per me.
Però alcune critiche bisogna farle lo stesso, perché sono indizi di pensieri pericolosi – che l’entusiasmo per i risultati ottenuti copre, ma che sempre indizi restano.
Alcuni facili da identificare: Brooks adesso sta giocando troppo. Come troppo ha giocato Bolmaro.
Capisco e ammiro la voglia di cavalcare il primo, meraviglioso, ma la stagione è ancora lunga, e quella europea è troppo più importante di quella nazionale, il cui culmine comunque viene dopo, in termini di calendario. Però, però.
Se Bolmaro poi tutti quei minuti non avrebbe dovuto farli, per ragioni precauzionali di recupero, non è che siccome è generoso, glieli fai fare lo stesso, secondo me.
A questo si collega l’altro discorso che mi sta a cuore: con due play in panchina è stato troppo pericoloso giocare troppo a lungo con due semplici handlers, o portatori di palla, all’antica, Guduric e Bolmaro.
È andata bene e chi vince ha sempre ragione, ma il pericolo s’inceppare il delicatissimo e fragile meccanismo offensivo Olimpia, è troppo presente e troppo evidente.
Ora: dice qui Maggi, e hanno scritto altri su ROM, che la spiegazione tattica della mossa è nel grande valore difensivo dei due handler, capisco quindi che se la partita s’è vinta in difesa, com’è vero, la logica che l’ha imposta è prevalente, una sottile e profonda scelta di conoscenza del basket e delle sue situazioni.
Ok, ma spero appunto che sia soluzione solo contingente, legata a quel momento di quella partita, perché il disordine in attacco s’è visto subito, e una squadra meno infortunata e più presente dell’Efes di ieri sera, potrebbe chiuderci i rubinetti e farci tornare ai tristissimi quarti da meno di 10 punti, di un allenatore del nostro passato.
Poi certo, se hai Brooks in queste condizioni, qualsiasi attacco s’aggiunga e performa, ma ci saranno fasi di calo per Armoni, e difese più attente: allora un creatore di gioco, che dia ritmo e respiro all’attacco, serve intimamente, perché ricordiamoci che da noi ci sono altri in grado di segnare, se il movimento gira, della palla e senza palla! ☺️
Poi quello vince e io torno a fremere per certi meravigliosi canestri nostri – e non sono le schiacciate – quindi chi avrà ragione??? 🙄
(Ma questa cosa te la dovevo dire).
“S’aggiunga” non l’ho scritto io: io avevo scritto “s’aggiusta”!
Scusate.
Brooks-NBA? Beh ovviamente per il ragazzo sarebbe il topp, lo sappiamo, ma sappiamo anche che la’ sarebbe uno dei tanti, mentre qui, e dico qui in Euroleague, sarebbe, forse già è, una stella ( per dire, uno che è passato con successo da noi, il Punter, gli fa un baffo)
Lo ripeto, vedere Brooks con noi in questa stagione, è una cosa bellissima che ci sta capitando…..
Ma chi, Punter MVP di EL del mese di dicembre 25?
Oppure ho letto male?
🤣🤣🤣
Solito approccio molle nonostante si conoscessero pregi e difetti (parecchi a dir la verità) dei nostri avversari. Bene la reazione e bravo Poeta a leggere la partita e capire che senza play puri e con i 2 hadler che garantivano aggressività difensiva la partita poteva girare, e così è stato. È chiaro che Bolmaro doveva e poteva giocare di meno, però il risultato sarebbe potuto essere diverso, inutile recriminare, riposerà in LBA, mi auguro…
Su Armoni che dire, adesso è facile salire sul suo carro, dimenticandosi di quando poco più di un anno fa era considerato all’unanimità un oggetto sconosciuto e molti sostenevano fosse preso esclusivamente per l’assonanza tra il suo nome e quello del Re…
Che fosse un tiratore sublime ed un ottimo atleta lo si è sempre saputo, adesso ha acquisito una consapevolezza nei propri mezzi che lo annovera tra i top players d’Europa.
Da qui a diventare protagonista in NBA però ce ne passa, secondo me manca di un po’ di fisicità ed attitudine difensiva (vedasi super poster di Lee su Nebo, perso totalmente da Brooks stesso) per competere a quei livelli, possibile possa diventare un role player specialista dall’arco, un po’ alla Sam Hauser. Oddio considerare Hauser solo specialista del tiro da 3 è un po’ riduttivo lo so, però penso sia il massimo a cui possa ambire il buon Brooks di là, e sarebbe già un gran bel successo!