Milano e Venezia: qualcosa in più del primo posto?

Discreta gara al Forum, con tante indicazioni su quello che è stato, quello che è e quello che sarà della stagione biancorossa e di quella granata.

La Reyer, così come strutturata oggi, dopo gli arrivi di Julyan Stone ed Esteban Batista, ha lanciato un messaggio chiaro e diretto: vuole essere l’antagonista numero uno di Milano. Se Tonut, già positivo a tratti ieri, tornerà ad essere quello vero, quello che cresce tecnicamente con grande continuità, sarà così, soprattutto coi problemi attuali di Avellino, vincente non senza problemi con una Cantù che abbandona definitivamente ogni speranza di Playoff. Perché i lagunari possano rappresentare una vera minaccia per l’Olimpia serviranno il miglior Stone ed un Batista più inserito nel contesto tecnico di De Raffaele. A questo proposito sorge un dubbio che potrebbe suonare come contraddizione di quando appena affermato: il centro uruguagio, assoluto upgrade sotto canestro, riuscirà ad essere coinvolto in modo da non snaturare gli equilibri della squadra del coach livornese? Mi spiego. Che in laguna si prediliga una pallacanestro assolutamente perimetrale è ormai dato acquisito, così come è chiaro che l’arrivo di un “big man” di tale portata (fondamentale nello scudetto milanese 2016) debba essere inteso per andare a colpire dove i campioni d’Italia sono parsi più vulnerabili (molte similitudini con la mossa Golubovic di Reggio nella stagione scorsa, sebbene di portata tecnica molto superiore): ma Venezia ha gli uomini per dare la palla in post a Batista, fatta eccezione per Stone? I McGee, gli Haynes, i Filloy sono giocatori che prediligono la soluzione individuale o comunque sugli scarichi dopo una, talvolta eccellente come ieri, circolazione di palla lontano dal ferro: sapranno adattarsi a questa nuova dimensione ? Fondamentale in quest’ottica sarà proprio Stone, parso tra l’altro ben lontano da quello dominante del finale di stagione 2015. Se questo equilibrio tra i movimenti rodati degli oro-granata e quelli da trovare si rivelerà possibile, ecco che Venezia sarà certamente l’avversaria con la A maiuscola di Milano, altrimenti sarà più dura.

E questa situazione tecnica si lega moltissimo anche al discorso Olimpia, al secolo inserimento di Kaleb Tarczewski. Il centrone ex Arizona è sicuramente importante e lo ha dimostrato con alcune situazioni molto positive di ieri. Moderno rollatore, non in possesso di  movimenti eccellenti in post ma dotato di una fisicità che può coprire questa falla, necessità di un possessore di palla in grado di dargliela nei tempi e nei modi corretti. Il tanto vituperato pick and roll, che certamente da queste pagine non avrete mai sentito incensare, è comunque una scienza cestistica esatta basata su tempi perfetti ed assai ristretti: se si manca quell’istante, quel momento in cui la rollata può pagare alti dividendi, il disastro è dietro l’angolo e può chiamarsi infrazione (perché oggi la chiamano tutti violazione?) di passi o comunque stallo offensivo completo dopo una perdita di secondi importanti. Ricky Hickman ed Andrea Cinciarini non hanno queste caratteristiche e diversi possessi di ieri lo hanno dimostrato. Fondamentale il ritorno di Mantas Kalnietis, che invece possiede tutto ciò nel suo arsenale: allora questa potrà essere un’arma devastante, sia come soluzione diretta che come indirizzo preciso dei movimenti della difesa, costretta a lasciare spazi decisivi sull’arco per gente come Simon, Sanders ed Hickman.

La gara del Forum è stata abbastanza attraente, soprattutto per la curiosità di capire se Milano era così “cotta” e se Venezia le fosse oggi superiore. “Ni” la prima, no secco la seconda. In casa milanese alcuni tratti del confronto hanno confermato i problemi di tutta la stagione: incapacità di fermare i parziali negativi su tutto, rendendoli terrificanti (-19 ieri). Di diverso vi è stata la voglia e la forza di rientrare, operazione sicuramente più semplice in Italia, perché qualunque avversario di Eurolega vale il doppio delle migliori italiane. Si conferma certamente la difficoltà fisica di alcuni, in particolare un Jamel McLean che forse dovrebbe andare al mare per una settimana, prima di ricominciare ad allenarsi in ottica Playoff, dopo essersi accollato molto del lavoro milanese nei pressi del ferro per tutta la stagione. Kruno Simon non carica bene sulle gambe e ciò crea problemi di rilascio nel tiro: la speranza milanese è che sia una mera questione di condizione e non di un problema al momento cronico. Alla fine l’Olimpia ha vinto grazie al sacrifico di Milan Macvan ed Andrea Cinciarini. Il primo, soprattutto, ha garantito due-tre extra possessi di importanza capitale, nonché ha saputo lucidamente gestire palloni post decisivi, leggendo la meglio la situazione, cosa che sa fare divinamente spalle a canestro, al contrario di alcune esitazioni sul perimetro (normale per uno che è un 5 travestito da 4, come ebbe modo di dirci senza mezzi termini).

In giro per la #LBA successi fondamentali di Caserta e Pesaro: la prima è praticamente salva, mentre la seconda allontana la minaccia Cremona, sconfitta in casa da Brescia. Lo scontro della prossima settimana nelle Marche dirà parole definite per almeno una delle due. Terribile la caduta interna di Brindisi, che mette a repentaglio seriamente le chances di Playoff. Parole chiare quelle di coach Sacchetti: superficialità che già costò qualche altra gara fondamentale in stagione. Milano e Capo in casa, Caserta e Venezia fuori: ci vuole un capolavoro finale per quel posto che probabilmente non potrà essere migliore dell’ottavo. Pistoia batte netto Capo mentre Reggio si deconcentra solo nel finale con Varese, cui una minima, leggera speranza di postseason rimane, ma sarà durissima. Non ci sono più parole per quanto sta facendo Enzo Esposito con la sua The Flexx: 13 W a questo punto erano assolutamente impensabili, visto il livello assai limitato del roster a sua disposizione. Panchina pesante cercasi per il Diablo: meritatissima. Nell’anticipo del sabato Sassari sbanca Trento: la guerra per il vantaggio del fattore campo nei quarti resta apertissima. L’avrebbe vinta a mani basse la splendida Aquila di Buscaglia, se non avesse dovuto fare i conti  con una sfortuna terrificante a livello di infortuni.

 

 

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