
La redazione di ROM, in questo fine settimana senza pallacanestro a livello di club, torna sulle dimissioni di Ettore Messina. Ecco il nostro pensiero.
Fabio Cavagnera: «Le dimissioni di Messina mi hanno stupito soprattutto nelle tempistiche, visto un inizio di stagione non esaltante, ma nemmeno disastroso, soprattutto in Eurolega. Anche se ormai l’ambiente mi pareva saturo (a dir la verità già da un po’), con la necessità di un cambiamento, anche per riportare un po’ di entusiasmo nella piazza.
L’ho detto in più occasioni, il cambio io l’avrei fatto la scorsa estate, pur comprendendo la volontà di Messina di non lasciare dopo una stagione disastrosa. Parlando del lavoro in generale, i risultati sono stati buoni in Italia, sotto le aspettative in Eurolega, ma Messina ha comunque portato l’Olimpia ad un livello superiore, convincendo a vestire la maglia biancorossa a giocatori straordinari come Rodriguez, Hines, Datome o Mirotic».
Kevin Martorano: «Le dimissioni di Ettore Messina rappresentano la fine di un’era per Olimpia Milano. Ha lasciato sicuramente il segno, migliorando struttura, organizzazione ed attirando grandi campioni.
Un evento triste visto quanto comunque ha fatto per la nostra squadra e società, ma che sembravano essere ormai inevitabili visto il malcontento dell’ambiente ed un disinnamoramento preoccupante. Nonostante qualche annata deludente, io posso solo ringraziare Ettore Messina per la crescita esponenziale avuta dall’Olimpia da dopo il suo arrivo».
Dario Destri: «Dimissioni inaspettate, tardive e sicuramente una fine ingloriosa per una carriera leggendaria. Probabilmente era meglio lasciare prima ma l’orgoglio di una leggenda è sempre fortissimo. Dalla lettera si percepisce la frustrazione e il dispiacere enorme per l’essere diventato cosi divisivo e direi che l’attaccamento e la passione non sono minimamente in discussione.
Mossa rischiosa ma anche giusta, la squadra ha bisogno di un nuovo spirito di unità e di ritrovare quel feeling con il pubblico che troppo manca. Chissà che nel catino dell’allianz cloud non rinasca qualcosa di speciale. Ora però tutti uniti, vicini ai ragazzi che dovranno tornare a dare il massimo senza scusanti».


Fa piacere vedere che la Redazione di Rom giudichi in larga maggioranza “tardive” queste dimissioni.
Certo Messina ha avuto il pregio di ristrutturare l’organizzazione Olimpia prendendo spunto dall’LBA dove ha lavorato per molti anni, ma non si può considerare il passo indietro medieval/autoritario del doppio ruolo che gli ha consentito di restare al suo posto malgrado i disastrosi risultati sportivi là dove conta, in Eurolega, fallendo i Play Off per tre anni di fila e persino il paracadute del Play In, quando il budget messogli a disposizione dal compianto Patron Armani è sempre stato a livello dei playoff di EL:
Organizzazione a parte, dal punto di vista manageriale Messina Pobo è riuscito sicuramente ad attrarre i nomi di rilievo nell’articolo, ma invece di costruire un roster affidabile mattone dopo mattone, una stagione dopo l’altra, Messina ha sprecato una marea di soldi in rifondazioni annuali, con roster troppo lunghi di cui ha usato sempre solo 10-12 elementi, col risultato che i top spremuti, a fine stagione quando contava erano cotti, mentre chi languiva tra panca e tribuna era demotivato e faticava a performare quando chiamato in causa. Anche il fatto che i giovani siano stati costretti ad andare all’estero, da Ulm a Belgrado e altrove, sapendo che Messina non aveva intenzione di valorizzarli, non depone a favore del coach nè del manager. Ultima nota sul Pobo, questa positiva, la scelta dei secondi, da Fioretti a Pozzecco e per finire con l’introduzione di Poeta come nuovo coach, che però a differenza del predecessore dovrà rendere conto dei risultati sportivi a qualcuno diverso da sè stesso.
Imho i danni Messina li ha fatti più da Pobo che da coach, per cui è auspicabile che a fine contratto, l’estate prossima, s’interrompa il residuo rapporto di lavoro tra Messina e l’Olimpia, con tanti ringraziamenti per il lavoro svolto.
In qualsiasi Sport, in qualsiasi Club al Mondo, un’allenatore che, dopo 21 turni, occupa ( da solo ) l’ultimo posto della classifica, sarebbe stato sollevato dall’incarico. ( gennaio 2023 )…altro che…tardive…
Io sono felice come una Pasqua!!!
Non metto certo in dubbio l’esperienza maturata nella sua gloriosa carriera, ma quando the time Is over, bisogna farsi da parte.
Lo ha fatto con almeno 3 anni di ritardo, sprecando il generoso apporto finanziario di Re Giorgio, rovinando sistematicamente la maggioranza dei giocatori presi e tagliando le gambe agli italiani che hanno avuto la disgrazia di accasarsi a Milano.
Direi che ci sono moltissimi motivi per festeggiare la sua decisione
Segnalo a Fabio Cavagnera che, in questa stagione, con Messina in panchina, Milano ha perso 6 partite su 10 ( 60%) in Eurolega e, 4 su 9 ( 45%) nel campionato domestico…
Messina non c’è più W Messina!
NO. Messina c’è ancora…è sempre lui ( almeno fino al prossimo 30 giugno ) che decide come debbano essere spesi i soldi che, questa generosa proprietà, ha sempre messo a disposizione.
Nessuno nega che Messina ha avuto un ruolo per far venire a Milano dei campione, che difficilemente sarebbero venuti senza un budget che non ha precedenti nella storia del’Olimpia Milano. Bravo Ettore a scucirlo a Giorgio.
Molto meno bravo poi a spenderlo.