
Mario Fioretti, nuovo coach di Derthona Basket, si è raccontato su Tuttosport. Ecco alcune sue dichiarazioni.
«Era da tempo che pensavo di fare il capo allenatore. Lasciare una condizione che viene considerata privilegiata, di alto livello e di un ambiente composto di persone, prima di ogni cosa, può non essere semplice. Di proposte nel tempo ne ho ricevute ma quando è arrivata quella del Derthona non ci ho pensato un attimo ad accettare. Il rapporto con Gianmaria Vacirca con cui ho lavorato a Milano è stato importante. Le società sono fatte di persone, e io a Tortona ne ho trovate di eccellenti a partire dal dottor Beniamino Gavio e al presidente Marco Picchi; è stato facile trovare l’accordo».
«Le persone, il progetto tecnico e la ‘Cittadella dello Sport’ sono state determinanti nella mia scelta. Giocheremo in un impianto nuovo e dovremo fare in modo che gli appassionati crescano sempre più. Avremo a disposizione un campo per allenamento invidiabile. Ecco, quando per la collaborazione tra Olimpia e Bertram per Kamagate ho sempre pensato che Tortona sarebbe stato il miglior posto possibile per allenare».
«Molto competitiva e sempre più equilibrata. Prima tra Olimpia Milano, Virtus Bologna e le altre c’era differenza. Ora non più. Erano da anni che non si vedevano Virtus e Olimpia dalla stessa parte del tabellone nei playoff. Il livello credo si sia alzato di molto e di questo non può che beneficiare l’intero movimento e lo spettacolo».

