
Oscar Eleni firma su Il Giornale un editoriale dal titolo: «Milano fa la storia. Un Poeta per Messina».
Leggiamo: «Dicono che quando un allenatore è abbastanza vecchio per sbagliare dovrebbe esserlo abbastanza anche per fare la cosa giusta. Il popolo dell’Armani basket si augura che sia davvero così se Ettore Messina ha davvero scelto come allenatore associato, quindi molto più di un vice da strattonare in panchina, il Beppe Poeta da Battipaglia che ancora guarda le stelle cadere dopo una grande finale della sua Brescia contro la Virtus. Sono giorni speciali nella gran casa se re Giorgio tossisce e guarda da lontano la sfilata di Parigi e re Ettore ha deciso che il suo tempo in panchina finirà nella prossima stagione, lasciando poi spazio, come direbbe il contratto, al Poeta per i due anni successivi».
«Esperimento da guardare con un certo interesse, nella speranza che la rivoluzione non finisca con una ghigliottina per tutti i protagonisti. Messina non lo meriterebbe e neppure Poeta dovrebbe pentirsi per una scelta così audace».


Campagna stampa?
Sembra di sì.
Peppe Poeta nella tasca di Messina, e la servitù presentata addirittura come una rivoluzione!
Io mi chiedo: siccome a me non la vendono, a chi pensano di venderla?
E mi preparo ad altre annate tristi.
A te non la danno a bere perché sei troppo preparato e assolutamente privo di pregiudizi.
Quelli come me un pochino stolti, che credono in valori come il rispetto, sono appassionati di sport e eccettano sconfitte e vittorie per quello che sono di fronte a queste notizie sono contenti.
Le premesse del paragrafo che cito erano interessanti:
“Dicono che quando un allenatore è abbastanza vecchio per sbagliare dovrebbe esserlo abbastanza anche per fare la cosa giusta. Il popolo dell’Armani basket si augura che sia davvero così”………
Peccato che la cosa giusta non è prendere un coach alla pari. La cosa giusta da fare per l’allenatore “abbastanza vecchio”, è infilare sin da subito volontariamente la cabeza sotto la ghigliottina minacciata dall’articolo e porre fine al regime dittatoriale comprovato da stampa e media sempre favorevoli, il tutto nell’assenza di qualsiasi contraddittorio.
Questa qui di Poeta è una rivoluzione finta. Ettore non sapeva più dove trovare nuovi capri espiatori oltre a quelli che sono già stati terminati e passati alla berlina in home page del sito Olimpia, ed ora ne cura uno in casa.
Anche un bollito come Eleni si adegua al clichet main-stream dei media-partner di Armani Olimpia Milano……quando il Re alza anche solo le sopracciglia, persino una leggera brezza diventa tifone
E quindi il solo arrivo (è già pronta la cuccia) di Poeta, si traduce in “rivoluzione”
Bene, siamo pronti per il dessert…..
Ripeto quanto già scritto ieri: per me il signor E.M.non lascerà in alcun modo la panchina a giugno 2026 ed il buon Peppe ,se sarà lui,una volta che lo avrà capito leverà immediatamente le tende cosa già fatta di recente pure da quel “genio”di Pozzecco.
Ma se per caso mi dovessi sbagliare,e per una irripetibile congiunzione astrale tra tutti i pianeti del sistema solare questo dovesse in astratto succedere ,chi metteremo al posto del nostro maghetto che ovviamente in altre vesti resterà comunque in società a rompere gli zebedei?
Voglio seguire il vostro ragionamento: niente Poeta perché sarebbe solo un lacchè di nessun valore,che facciamo?Lasciamo il posto vacante?
Scartato Trinchieri che con l’attuale dirigenza non verrà mai,chi avremmo ancora ibero sul mercato tra i tecnici a livello Eurolega che potrebbe in astratto venire ad “infognarsi” a Milano?
Itoudis,Collet,Sale,chi altro?
E tra gli italiani?Io sono un grande estimatore di Galbiati come pure di Casalone ma sarebbero profili adatti ad un club come il nostro?
E allora?Richiamiamo Mike dagli USA oppure rimettiamo in pista il vecchio Dan o meglio ancora l’ottimo Napiero?
Io sarei per l’ultima ipotesi.
Ciao DB, non sta a me proporre nomi alternativi, secondo me.
A me sta, sempre secondo me, commentare quello che mi viene proposto come notizia, possibilmente motivandolo.
Lasciamo perdere quindi l’evidente debito di Poeta nei confronti di Messina; prendiamo, come ho già fatto, Peppe l’allenatore in sé.
Un anno a fianco di Messina, poi la prima squadra subito a Brescia.
È questa un’esperienza adatta a chi vorrebbe allenare una squadra che vorrebbe essere ambiziosa come la nostra?
E nel suo curriculum a me pare pesare in negativo la sua lunga e vincente esperienza come play maker “classico”.
Il basket europeo nel frattempo è molto cambiato…
La sua inevitabile forma mentis acquisita, sarà in grado di modificarsi secondo necessità?
In quell’ambiente dove comunque Messina regna indisturbato e indisturbabile?
Perché al massimo qualcuno si dice leggermente infastidito del suo operato.
Se quel qualcuno che si dichiara leggermente infastidito ha rispettivamente quasi 91 e 81 anni, anche se sono persone carismatiche e d’impareggiabile valore, e mi riferisco al primo, che ha costruito un impero col secondo che è la sua persona di fiducia, onestamente cerco di capire dove finisca la passione e dove inizi l’anziana resilienza che rifiuta di ammettere la più triste delle disperazioni, ossia accettare che la persona di fiducia stia prendendo per i fondelli da anni te, la tua passione per il basket e, non per ultimo, il tuo ricco portafoglio.